Autore: sveva

  • SOLHEIM CUP: LA REGOLA 26-1c(ii) CON UN BAD RULING

    Durante l’incontro four ball pomeridiano del primo giorno di gara della Solheim Cup tra le americane Stacy Lewis/ Lexi Thompson e le europee Suzann Pettersen/ Carlota Ciganda disputatasi al Colorado G.C. il 16 agosto scorso , si è verificata una situazione che ha coinvolto le Regole risoltasi con un bad ruling da parte di uno degli officials della Solheim Cup nei riguardi delle giocatrici europee.

    Vediamo quanto accaduto secondo il comunicato ufficiale del LPGA che afferma:

    ” Durante l’incontro four ball pomeridiano del venerdì tra Stacy Lewis/ Lexi Thompson e Suzann Pettersen/ Carlota Ciganda, Ciganda ha giocato il suo secondo colpo alla buca 15 par 5 e la palla è terminata nell’ostacolo d’acqua laterale sulla destra. Dopo aver localizzato la sua palla entro i cinque minuti, l’arbitro del match ha ricordato alla giocatrice europea le sue opzioni secondo la Regola 26-1, incluso l’opzione 26-1c. Prima che la Ciganda ricevesse il ruling finale, l’arbitro dell’incontro si è consultato con il chief referee che a sua volta ha istruito la giocatrice sulle sue opzioni. Secondo la Regola 26-1c, un giocatore che manda la sua palla in ostacolo d’acqua laterale può droppare una palla fuori dall’ostacolo d’acqua entro due bastoni di distanza da e non più vicino alla buca di (i) il punto in cui la palla originaria ha attraversato il margine dell’ostacolo d’acqua per l’ultima volta o (ii) un punto sul margine opposto dell’ostacolo d’acqua equidistante dalla buca.
    Tuttavia, invece di droppare entro la lunghezza richiesta dei due bastoni sul margine opposto secondo la Regola 26-1c(ii), alla Ciganda è stato concesso di droppare sì sul margine opposto, ma indietro sulla linea mantenendo il punto sul margine opposto equidistante dalla buca tra sè e la buca, risultando in un droppaggio a circa 35 metri dietro il punto equidistante. Mentre questo droppaggio è permesso dalla Regola 26-1b, non è consentito dalla Regola 26-1c(ii), applicabile in questa situazione.

    ” Ci rammarichiamo del fatto che è stato dato un bad ruling e ci scusiamo per la confusione causata sul campo alle giocatrici. Alla fine la Ciganda ha continuato il gioco in accordo al ruling che le era stato dato e il risultato dell’incontro non è cambiato. Entrambe le capitane (Meg Mallon e Liselotte Neumann) sono state informate in merito.”

    In sostanza, la Ciganda ha droppato 35 metri dietro il punto equidistante, ma non è stata penalizzata in quanto ha ricevuto cattive istruzioni. Infatti, successivamente, il rules official della Solheim Cup Brad Alexander ha riferito ai cronisti: ” Non vi è stata alcuna conseguenza sulla giocatrice, in quanto le è stato dato un bad ruling.”

    Un ruling che è durato molto, pare quasi 30 minuti, del quale le giocatrici americane Stacy Lewis e Lexi Thompson si sono fortemente lamentate, unitamente alla loro capitana poichè ha distrutto il “momentum” del loro match e di quelli dietro di loro.

    Succede, però. Accade di sbagliare a tutti i livelli, senza esentare quelli più alti, professionistici e non. Fa parte fortunatamente dell’essere umani.

    Buon gioco, intanto 😉

     

    * Per chi desidera guardare il video di quanto è accaduto basta copiare/incollare sull’url il link seguente e quindi aver inserito la pw dei members di regolegolf.com (chi non la possiede si può registrare sul sito)

    http://www.regolegolf.com/members/vid/Solheim_Hole15BadRuling_2013_rdg.html

  • L’IMPORTANZA DI SEGUIRE LA PROCEDURA NELL’IDENTIFICARE LA PALLA – REGOLA 12-2

    Succede spesso durante le gare di circolo, meno nei tournaments dei professionisti, ma qualche volta accade proprio nei major più importanti.

    Il professionista scozzese Martin Laird, che gioca principalmente nel Tour americano, è stato penalizzato di un colpo per aver infranto una regola per la quale molti golfisti sono colpevoli, ma meno penalizzati:la Regola 12-2.
    Durante il terzo giro dell’Open Championship a Muirfield, egli non ha avvisato i compagni di gioco e tanto meno l’arbitro che li accompagnava che stava procedendo nell’identificazione della palla che si trovava nell’erba alta.
    Il giocatore scozzese aveva appena segnato un 9 da incubo alla buca precedente quando ha giocato sia il primo sia il suo secondo colpo nell’alta festuca del rough alla buca successiva.
    Egli quindi non ha applicato i requisiti della Regola 12-2 nella procedura di identificazione della palla, che cita testualmente:

    “(…) Se un giocatore ritiene che una palla ferma possa essere la propria, ma non riesce a identificarla, il giocatore può alzarla per l’identificazione senza penalità. Il diritto di alzare la palla per identificarla è in aggiunta alle azioni permesse secondo la Regola 12-1.
    Prima di alzare la palla, il giocatore deve annunciare la propria intenzione al suo avversario in match play o al suo marcatore o a un compagno di gioco in stroke play e marcare la posizione della palla. Poi egli può alzarla e identificarla, a condizione di dare al proprio avversario, marcatore o compagno di gioco l’opportunità di osservare mentre la palla viene alzata e ripiazzata. Quando è alzata secondo la Regola 12-2, la palla non deve essere pulita più di quanto è necessario per poterla identificare  (…)”

    Martin Laird ha insistito sul fatto che aveva annunciato di essere in procinto di alzare la propria palla per l’identificazione, ma non si è rivolto al compagno di gioco, Dustin Johnson o all’arbitro che li seguiva, che non hanno sentito nulla.
    In ogni modo, oltre all’annunciare l’intenzione, è importante anche seguire l’intera procedura, cioè, dopo aver annunciato di voler identificare la palla, permettere all’avversario, nel caso del match play, o al marcatore o al compagno di gioco in stroke play, di poter osservare la procedura del marcare, alzare, identificare e, se la palla è quella propria, ripiazzare correttamente.

    Notate che secondo la Regola 12-2, la palla non può essere pulita al di fuori di quel tanto che consenta di poterla identificare.

    Quando un giocatore omette di rispettare l’intera procedura o parte di essa oppure se alza la propria palla senza una buona ragione per farlo, egli incorre nella penalità di un colpo.
    Quello che è accaduto al giocatore scozzese che avrebbe potuto evitare questa indesiderata penalità se avesse agito correttamente.

    Tutto chiaro? Buon gioco, intanto!  😉

  • THE OPEN CHAMPIONSHIP 2013 PRIMA GIORNATA: PALLA DEVIATA DA UN AGENTE ESTRANEO

    Il professionista danese Thomas Bjørn ha avuto un insolito inizio di gioco il primo giorno dell’Open Championship 2013 a Muirfield, quando, dopo aver giocato il tee shot dalla partenza, la sua palla è terminata in rough.

    Egli gioca il secondo colpo e accidentalmente la sua palla colpisce e rompe l’obiettivo di una telecamera posizionata nei pressi sul campo. A parte la rottura dello schermo (pare un “danno” di 80.000 dollari!), esaminiamo nel particolare la situazione accaduta secondo le Regole: 

    Le telecamere poste sul campo sono agenti estranei, quindi se la palla in movimento di un giocatore è deviata o fermata da qualsiasi agente estraneo, questa è una deviazione accidentale e la palla va giocata come si trova, senza penalità.
    La Regola 19-1 è molto chiara su questo punto. Essa cita testualmente:

    Se la palla in movimento di un giocatore è accidentalmente deviata o fermata da qualsiasi agente estraneo, è una deviazione accidentale, non c’è penalità e la palla deve essere giocata come si trova, eccetto che:

    1. Se la palla di un giocatore, in movimento dopo un colpo giocato da fuori del putting green viene a fermarsi dentro o sopra qualsiasi agente estraneo vivente o in movimento, la palla deve essere, sul percorso o in un ostacolo droppata o sul putting green piazzata, il più vicino possibile al punto direttamente sotto al posto dove la palla venne a fermarsi dentro o sopra l’agente estraneo, ma non più vicino alla buca e
    2. Se la palla di un giocatore, in movimento dopo un colpo giocato dal putting green, è deviata o fermata da o viene a fermarsi dentro o sopra qualsiasi agente estraneo vivente o in movimento, eccetto un verme, un insetto o simili, il colpo è annullato. La palla deve essere ripiazzata e il colpo rigiocato.

    Se la palla non è immediatamente recuperabile può essere sostituita con un’altra palla (…)

    Che cosa è secondo le Regole una “Deviazione Accidentale“?
    Per Definizione, una deviazione accidentale avviene quando una palla in movimento è accidentalmente deviata o fermata da qualsiasi agente estraneo.

    Una deviazione accidentale può avere quindi svariate conseguenze, felici e non.

    Non è il caso di Thomas Bjorn che non ne ha giovato, ma nel 2007, durante l’Open Championship a Carnoustie, John Senden, nel giocare un approccio al green, ha effettuato uno slice e la sua palla si stava dirigendo in fuori limite quando ha colpito la tribuna a destra del fairway. La palla poi ha rimbalzato sulla tribuna schizzando sulla sinistra verso l’altro fuori limite, ma è stata salvata da un palo della recinzione che l’ha rimessa in gioco! 😉

    Come dicevo, Bjorn non ha avuto la stessa fortuna: la deviazione accidentale ha peggiorato la situazione mandando la sua palla in rough vicino al green, come conseguenza poi di far segnare al giocatore danese un doppio bogey sei alla buca di apertura e un +2 finale nel primo giro.

    Per fortuna non dovrà sopportare il costo della lente della telecamera, il che è davvero positivo! 🙂

    Buon gioco, intanto! 😉

  • DUBBI SU COME PROCEDERE SECONDO LE REGOLE IN STROKE PLAY

    Non di rado accade che nel giocare gare stroke play non si sappia come procedere quando ci si trova di fronte a una situazione dubbiosa. Molto spesso si continua il gioco della buca optando per una soluzione della quale non si è del tutto convinti pur di risolvere in fretta la questione, sperando che sia quella giusta.
    Esempio: è permesso droppare entro la distanza di uno o due bastoni? E la palla deve essere droppata, piazzata o giocata come si trova? Si può giocare dal Terreno in Riparazione? Si può ovviare all’interferenza da un’area vicina al green danneggiata dai mezzi della manutanzione? Si può ovviare all’interferenza senza penalità per una palla infossata nel proprio pitch mark in bunker come nell’immagine qui sopra?

    Non è una sorpresa che queste domande vengano fuori proprio durante un giro. Le Regole si sono evolute nel corso degli anni proprio per fornire soluzioni alle miriadi di circostanze che possono sovente accadere sul campo e che i giocatori non sempre sanno come gestire.

    Sebbene la Regola 6-1 imponga una responsabilità su ciascun giocatore per la conoscenza delle Regole, esiste una Regola precisa che dà ai giocatori una via di uscita qualora non sappiano come venir fuori da una circostanza dubbia: la Regola 3-3, che consente al giocatore di terminare la buca con due palle, scegliendo in anticipo quella che egli vuole che conti se le Regole lo permettono, cioè se questa è giocata secondo le Regole.

    Per ottenere un vantaggio da questa Regola, il giocatore deve seguire attentamente la procedura esplicata nella Regola 3-3a, probabilmente la meno utilizzata del libro delle Regole:

    “Nelle gare stroke play, se durante il gioco di una buca un concorrente ha un dubbio sui suoi diritti o sulla corretta procedura, può completare la buca con due palle, senza penalità.

    Dopo che è sorta la situazione che ha causato il dubbio e prima di compiere ulteriori azioni, il concorrente deve annunciare al suo marcatore o a un compagno di gioco che intende giocare due palle e quale palla desidera che conti se le Regole lo consentono.

    Il concorrente deve riportare i fatti della situazione al Comitato prima di consegnare il proprio score. Se non lo fa, egli è squalificato.

    Nota: Se il concorrente compie un’ulteriore azione prima di affrontare la situazione dubbiosa, la Regola 3-3 non è applicabile.
    Conta il punteggio ottenuto con la palla originaria, oppure, se la palla originaria non è una di quelle giocate, conta il punteggio ottenuto con la prima palla messa in gioco, anche se le Regole non ammettono la procedura adottata per quella palla.
    Tuttavia, il concorrente non incorre in penalità per aver giocato una seconda palla e qualsiasi colpo di penalità in cui fosse incorso unicamente nel giocare quella palla non conta nel suo punteggio.”

    E’ importante ricordare che se si giocano due palle secondo la Regola 3-3, si deve riportare quanto accaduto al Comitato prima di consegnare lo score! Questo anche se si è realizzato lo stesso punteggio con entrambe le palle giocate! 😉

    La Regola 3-3 si applica solo in stroke play.
    E’ davvero fondamentale che abbiate dimistichezza con questa Regola: è estremamente frustrante avere a che fare con una situazione dove si è incerti sul come procedere e si sceglie un’opzione sbagliata, magari con la conseguenza di subire dei colpi di penalità o peggio ancora una squalifica che magari rovina una gara giocata bene.

    Buon gioco, intanto! 😉

  • UNA SINGOLARE SQUALIFICA!

    Se giocate qualsiasi gara di golf che prevede la partecipazione di altri giocatori coinvolti in diversi gruppi, allora giocate non solo secondo le 34 Regole del golf emanate dal R&A/USGA, ma siete soggetti a eventuali Condizioni di Gara e Regole Locali del campo in cui si svolge la competizione. Mentre le Regole Locali vengono introdotte per chiarire in che modo il campo è stato marcato oppure per specificare determinate situazioni, le Condizioni di Gara sono le fondamenta sulle quali si basa la gara in questione.

    Come per le Regole del Golf, un giocatore non può evitare di essere penalizzato per un’infrazione alle Regole Locali o alle Condizioni di Gara in quanto non ne era al corrente.
    Un caso decisamente singolare è avvenuto a Lee Janzen, ben due volte vincitore del US Open che ha appreso, durante i giri di qualifica per l’US Open Championship 2013 di Merion, Pennsylvania, di essere stato squalificato per aver indossato scarpe con chiodi sbagliati!  😉

    Nell’immagine qui accanto c’è un estratto dell’email inviata a tutti i giocatori che avrebbero partecipato alle qualifiche per l’US Open Championship 2013:
    alla voce Spikes (chiodi) viene espressamente evidenziato in grassetto che i chiodi in metallo non sono permessi per i giri di qualifica o per i giri di pratica; penalità per infrazione a questa condizione: squalifica.

    Janzen ha confermato di non essersi preoccupato di leggere queste istruzioni:

    “Non ci ho mai pensato” ha detto in un’intervista al PGATour.com “Considerato che gioco ogni settimana tornei professionistici da 24 anni, non avevo alcuna ragione (leggendo il foglio delle RL e Condizioni) per verificare e se fossi in regola” .

    Beh, probabilmente con il senno di poi avrebbe voluto farlo, specialmente dopo che un Rules Official, durante i giri di qualifica presso il North Course al Woodmont Golf Club, Maryland, gli si è avvicinato chiedendo se indossasse scarpe con chiodi in metallo. A questa conferma, Janzen ha appreso che non avrebbe potuto farlo e che pertanto era squalificato per infrazione alle condizioni di gara e RL.

    Naturalmente, la ragione per la quale molti campi adottano questo tipo di condizione è per preservare i danni causati dai chiodi in metallo che possono occorrere in particolar modo sui greens, ma questo risulta in molti casi come una raccomandazione, mentre in pochi altri come un obbligo che prevede una penalità. Janzen per sua sfortuna e incuria è incorso proprio in quest’ultimo.

    Quindi è bene controllare sempre le Regole Locali e le Condizioni di gara prima di iniziare un giro!  😉

    Buon gioco! 🙂

  • LA REGOLA 14-3 E LA SQUALIFICA DI JEFF OVERTON

    Una domanda al volo:

    Un giocatore può adoperare un attrezzo che lo aiuti nell’allineamento per praticare un putt durante una gara di golf. Vero o Falso?

    Ora, sarebbe estremamente sorprendente se più del 2% di voi abbia risposto “Vero” a questa domanda. Sono sicura che una larga maggioranza di golfisti dilettanti sa che non è permesso adoperare alcun genere di dispositivo artificiale che aiuti durante il gioco di una competizione.
    Stranamente il giocatore del US PGA Tour Jeff Overton, che ha rappresentato gli Stati Uniti nella Ryder Cup del 2010, non solo non era a conoscenza di questa Regola, ma ha incolpato un arbitro per non avergli specificatamente detto che non era permesso adoperare un attrezzo per l’aiuto nell’allineamento mentre praticava il putt durante il giro convenzionale!

    Questa è la sequenza degli eventi che hanno portato alla squalifica di Overton per infrazione alla Regola 14-3 il terzo giorno del Crowne Plaza Colonial Invitational:
    Appena egli si avvicina all’area di partenza della buca 10, nota che vi era un gruppo di giocatori che era lì in attesa di giocare in quanto entrambe le buche 1 e 10 erano state predisposte per l’inizio del gioco a seguito della sospensione per maltempo nel secondo giro.
    Mark Russell, Vice Presidente del Comitato Regole e Campionati del PGA Tour ha riferito che Overton gli ha chiesto se potesse praticare nell’attesa che l’area di partenza si fosse liberata e che gli è stato riferito che avrebbe potuto praticare nell’area adiacente di pratica.

    La Regola pertinente 7-2 stabilisce che:

    Tra il gioco di due buche un giocatore non deve fare un colpo di pratica, eccetto che può praticare il putt o l’approccio sopra o vicino:
    a) al putting green dell’ultima buca giocata,

    b) a qualsiasi putting green di pratica, o

    c) all’area di partenza della buca successiva da giocare nel giro, purchè tale colpo di pratica non sia fatto da un ostacolo e non ritardi ingiustificatamente il gioco (Regola 6-7).

    Dove Overton ha sbagliato è stato quando ha posizionato un attrezzo come aiuto per l’allineamento durante la pratica dei putt, probabilmente simile alle barre nell’immagine qui sopra. Pare che quanto accaduto sia stato riferito ai Rules Officials da parte di un compagno di gioco, ma non è stato tuttavia confermato ufficialmente.

    La Regola 14-3 cita testualmente:

    (…) Eccetto come previsto dalle Regole, durante un giro convenzionale, il giocatore non deve usare alcun dispositivo artificiale o equipaggiamento insolito (vedere l’Appendice IV per specifiche dettagliate e interpretazioni) oppure usare qualsiasi equipaggiamento in modo insolito:

    a) che possa aiutarlo nell’eseguire un colpo o nel suo gioco; o

    b) allo scopo di valutare o misurare la distanza o le condizioni che potrebbero influire sul suo gioco; o

    c) che possa aiutarlo a impugnare il bastone, eccetto che:
    (i) si possono indossare guanti, purchè siano lisci;
    (ii) si può usare resina, polvere e agenti essiccanti o umidificanti; e
    (iii) si può avvolgere attorno all’impugnatura un asciugamano o un fazzoletto. (…)

    Questa ignoranza delle Regole è costata la squalifica a Overton. Resta comunque da riflettere sul fatto che non solo i golfisti dilettanti, ma soprattutto i professionisti a qualsiasi livello e i loro caddies dovrebbero spendere più tempo nel rivedere le Regole del gioco e le eventuali modifiche periodiche, per evitare costose penalità sicuramente non desiderate 😉

    Buon gioco! 🙂

  • EVITARE DI GIOCARE UNA PALLA SBAGLIATA

    iUna raccomandazione che tutti i golfisti dovrebbero ricordare è quella di apportare un segno di identificazione sulla propria palla prima di iniziare un giro in modo da poterla facilmente riconoscere.
    Questo soprattutto per evitare di giocare una palla sbagliata e risparmiare inutili penalità nell’arco di un anno.
    Sebbene la Regola 12-2 affermi che il giocatore dovrebbe mettere un segno di identificazione sulla propria palla, quello che si consiglia di fare non è un obbligo, ma è fortemente raccomandato.
    Molti golfisti disegnano una linea attorno alla circonferenza centrale della palla e approfittano di questo segno per allinearlo alla linea di gioco desiderata prima di effettuare un colpo dalla partenza o dal green. Anche se questo a detta di molti “esperti” possa sembrare contrario alle Regole, la Decisione 20-3a/2 lo consente definitivamente:

    D. Può un giocatore disegnare una linea sulla propria palla e quando la ripiazza posizionarla in modo che la linea o il logo sulla palla sia rivolto a indicare la linea di gioco?

    R. Sì.

    Siate chiari nell’apportare il segno di identificazione sulla vostra palla.
    Un esempio evidente è accaduto nell’ottobre scorso, durante l’Alfred Dunhill Links Championship quando il giocatore scozzese Stephen Gallacher è stato penalizzato di due colpi. Egli aveva giocato il secondo colpo dal fairway quando ha realizzato che il giocatore dilettante che era con lui in pro-Am stava ancora cercando la sua palla. Questa è la versione di Gallacher su quanto accaduto:

    “Alla buca 16, ho tirato il tee shot verso sinistra e l’errore che ho fatto è stato quello di non guardare effettivamente dove il giocatore dilettante del mio gruppo aveva mandato la sua palla. Quando sono arrivato sul posto c’era solo una palla in fairway ed ero proprio contento che non fosse nel bunker.
    Quindi il giocatore dilettante, che era qualche metro a sinistra in rough ha chiesto se qualcuno avesse visto la sua palla, in quanto ne aveva trovata un’altra che non era la sua.
    Giocavamo entrambi una Titleist 1, la sua era marcata con un punto rosso e la mia con un punto verde. Sfortunatamente, da come era posizionata la palla non potevo vedere il segno di identificazione. D’ora in poi guarderò più da vicino.”

    Così, il singolo punto di identificazione sulla palla che Gallacher aveva giocato dal fairway non era visibile dalla posizione in cui questa giaceva in fairway e il giocatore scozzese superficialmente non si è preoccupato di verificare meglio: i due giocatori che avevano messo in gioco la stessa marca e numero di palla avevano apportato su di esse soltanto due punti, di colore diverso. Gallacher non si è accorto che aveva giocato la palla con il punto rosso appartenente al giocatore dilettante incorrendo in due colpi di penalità per aver giocato una palla sbagliata (Regola 15-3b). Egli poi ha dovuto correggere l’errore giocando la propria palla.

    E’ importante quindi sì apportare un segno di identificazione chiaro ed evidente, ma allo stesso modo quando questo non è visibile, effettuare la procedura di identificazione della palla secondo la Regola 12-2. Non dimenticate mai che è un diritto del giocatore identificare la propria palla ovunque, anche in ostacolo.  😉

    Buon gioco!  🙂

  • I MARGINI DELL’OSTACOLO D’ACQUA

    Una situazione che è necessario chiarire si può verificare quando un giocatore non è assolutamente certo se la sua palla si trovi entro i margini di un ostacolo d’acqua o meno. Ciò accade quando un paletto che definisce il margine dell’ostacolo è posizionato incorrettamente o manca del tutto.

    Parte della Definizione di Ostacolo d’Acqua afferma:

    (…) Quando il margine di un ostacolo d’acqua laterale è definito da paletti, i paletti sono dentro l’ostacolo d’acqua laterale e il margine dell’ostacolo è definito dai punti esterni più vicini dei paletti, presi a livello del terreno.

    Questo va bene quando i paletti sono stati posizionati correttamente, ma se è ovvio che i paletti sono stati collocati scorrettamente oppure manca un paletto, allora si applica la Decisione 26/2:

    D. I paletti che definiscono i margini di un ostacolo d’acqua non sono posizionati correttamente. Di conseguenza, un’area che fa chiaramente parte dell’ostacolo d’acqua è fuori dai paletti e, quindi, tecnicamente, è fuori dall’ostacolo. La palla di un giocatore si ferma nell’acqua in quest’area. Il giocatore sostiene che, secondo l’allineamento dei paletti, la sua palla si trovi in acqua occasionale sul percorso. Il reclamo è valido?

    R. No. Il Comitato ha sbagliato nel non definire correttamente il margine dell’ostacolo come richiesto dalla Regola 33-2a, ma un giocatore non ha il diritto di trarre vantaggio da un tale errore. Poichè è chiaro che il posto dove la palla del giocatore si trova è entro i margini naturali dell’ostacolo d’acqua, la richiesta non dovrebbe essere accettata.

    E’ sorprendente, ma non sono pochi i campi da golf dove i paletti che circondano un ostacolo d’acqua sono posizionati scorrettamente, magari direttamente sulla parete ripida che conduce all’acqua. Infatti, in questo modo, il giocatore che vuole ovviare (secondo la Regola 26-1c a es.) non solo è penalizzato di un colpo, ma si troverebbe a giocare la palla con i piedi sulla pendenza. Di conseguenza la palla si troverebbe sopra o sotto i suoi piedi nel giocare il colpo successivo, a seconda della direzione da intraprendere.
    La Decisione 33-2a/4  è inerente a questo contesto:

    • Le linee e i paletti che definiscono i margini di un ostacolo d’acqua devono essere collocati il più vicino possibile lungo i margini naturali dell’ostacolo, cioè dove il terreno digrada per formare la depressione contenente l’acqua.

    Questo significa che i Comitati dovrebbero assicurare che le sponde ripide ( vedi l’immagine qui sopra) dovrebbero essere incluse nei margini dell’ostacolo, in quanto è loro responsabilità farlo accuratamente. La Regola 33-2 afferma infatti:

    Il Comitato deve definire accuratamente:
    (i) il campo e il fuori limite;
    (ii) i margini degli ostacoli d’acqua e degli ostacoli d’acqua laterali;
    (iii) il terreno in riparazione e
    (iv) le ostruzioni e le parti integranti del campo.

    Tutto chiaro? Buon gioco, allora!  😉

  • Il R&A e l’USGA RILASCIANO UNA DICHIARAZIONE UFFICIALE SUL CASO WOODS AL MASTERS 2013

     

    Molti di voi hanno seguito l’episodio che ha coinvolto Tiger Woods durante la seconda giornata del Masters Tournament alla buca 15. Tanti hanno espresso pareri personali, chiesto delucidazioni, commentato su vari forum e sui social networks. Ebbene, qui di seguito il comunicato ufficiale delle due autorità competenti per il golf mondiale, l’R&A e l’USGA in merito al caso Woods (copia/incolla sull’url):

    http://www.regolegolf.com/cms/fileadmin/docs/rules/Masters2013_RA_USGA_statement_ita.html

    Buona lettura! 😉

  • MOVIMENTI DI PRATICA E COLPI DI PRATICA

    Alcuni golfisti sono confusi sulla differenza tra un movimento di pratica e un colpo di pratica, entrambi non presenti nelle Definizioni del libro delle Regole del Golf. La caratteristica principale di un movimento di pratica è che non vi è alcuna intenzione di muovere la palla da parte del giocatore. Questo avviene quando un giocatore simula un colpo, solitamente quando si prepara a effettuarlo. Può essere anche praticato come esercizio di riscaldamento o di allenamento mentre si aspetta di giocare. Diversamente, un colpo di pratica è fatto con l’intenzione di colpire la palla e di muoverla, anche se è una palla di plastica.

    Gli unici colpi di pratica permessi durante un giro convenzionale sono il putt o l’approccio di pratica sopra o vicino il green dell’ultima buca giocata, a un putting green di pratica oppure sopra o vicino l’area di partenza della buca successiva da giocare nel giro.
    In ogni modo, aspettate fino a che i vostri compagni di gioco abbiano terminato la buca prima di concedervi in approcci o putts di pratica.

    Un colpo di pratica non deve mai essere fatto da un ostacolo durante un giro (Regola 7-2) e nell’eseguire un colpo di pratica, il giocatore non dovrà ritardare il gioco ingiustificatamente (Regola 6-7). I colpi fatti nel prosieguo del gioco di una buca, il risultato della quale è già stato deciso, non sono colpi di pratica. Qualsiasi altro colpo di pratica fatto durante un giro che non è stato sospeso comporta due colpi di penalità in stroke play o la perdita della buca in match play (Regola 7-2).

    Un movimento di pratica può indurre in penalità se il giocatore sta troppo vicino alla sua palla mentre lo esegue e nel far questo accidentalmente ne provoca il movimento. A meno che questo accada sull’area di partenza quando la palla è supportata e non è stata ancora messa in gioco, egli incorre in un colpo di penalità e la palla deve essere ripiazzata. Altrimenti un movimento di pratica non è un colpo di pratica e può essere eseguito ovunque sul campo, purchè il giocatore non infranga le Regole.

    Ci sono alcuni “miti” sulle Regole a proposito del movimento di pratica.
    E’ una falsa credenza il fatto che un giocatore non deve eseguire un movimento di pratica su un’area di partenza, sebbene alcuni campi possano voler imporre questa restrizione al fine di proteggere tali aree.
    Il colpetto dato casualmente a una palla di pratica con l’intenzione di riordinare il campo non è infrazione (Decisione 7-2/5); anche il restituire con un colpo la palla a un giocatore che si trova poco distante come atto di cortesia non comporta penalità (Decisione 7-2/5.5), ma un giocatore che prende il suo stance abituale ed effettua la sua routine prima di rimandare in campo pratica una palla abbandonata che ha trovato in campo, incorre nella penalità generale prevista dalla Regola 7-2.
    Contrariamente a quanti possano pensare, non c’è penalità se un giocatore, effettuando un movimento di pratica sotto un albero, fa cadere alcune foglie dai rami, a condizione che l’area del movimento che egli intende effettuare non sia stata materialmente influenzata (Decisione 13-2/0.5).

    Tutto chiaro? Buon gioco!  😉