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  • REGOLA 19-1: LEE WESTWOOD E UN INSOLITO EPISODIO

    Lee-Westwood
    Durante la semifinale dell’Accenture Match Play che Lee Westwood disputava contro Rory McIlroy, è accaduto un episodio non comune contemplato dalla Regola 19-1.
    Il giocatore inglese aveva effettuato il tee shot alla buca 13 par 5 mandando la palla a sinistra del fairway nel mezzo di una folla di spettatori.
    La sua palla però rimbalza una volta e si ferma…all’interno della maglia di una spettatrice!
    Fortunatamente la spettatrice non si è fatta male in alcun modo, anzi sorridente mostra a Westwood il posto dove la sua palla era terminata, all’interno della sua maglietta gialla per poi recuperare la palla e restituirla al giocatore inglese.
    A questo punto Westwood ha poi droppato la palla nel punto dove si trovava la spettatrice quando la sua palla le si è fermata addosso.
    Qui di seguito alcuni punti importanti da ricordare se vi dovesse accadere una cosa simile:

    • Uno spettatore è un agente estraneo.
    • Il punto di riferimento è dove la palla si è fermata per prima all’interno o sopra l’agente estraneo ( in questo caso, il punto di riferimento non sarebbe cambiato nemmeno se la spettatrice avesse proseguito per 250 metri verso la buca con la palla all’interno della maglietta, come richiesto scherzosamente dal caddie del giocatore inglese!)
    • Ad esclusione del putting green, la palla deve essere droppata e non piazzata (Nick Faldo ha erroneamente agito in questo modo diversi anni fa intraprendendo uno scontro imbarazzante  con un intimorito ma inflessibile arbitro svedese).
    • Se una palla è deviata o fermata da un agente estraneo dopo un colpo giocato dal putting green, la procedura è differente.

    Ecco l’enunciazione della relativa Regola 19-1:

    Se la palla di un giocatore in movimento è accidentalmente deviata o fermata da qualsiasi agente estraneo, è una deviazione accidentale, non c’è penalità e la palla deve essere giocata come si trova, eccetto che:
    a. Se la palla di un giocatore, in movimento dopo un colpo giocato da fuori del putting green, viene a fermarsi dentro o sopra qualsiasi agente estraneo vivente o in movimento, la palla deve essere, sul percorso o in un ostacolo droppata o sul putting green piazzata, il più vicino possibile al punto direttamente sotto al posto dove la palla venne a fermarsi dentro o sopra l’agente estraneo, ma non più vicino alla buca e
    b. Se la palla di un giocatore, in movimento dopo un colpo giocato dal putting green, è deviata o fermata da o viene a fermarsi dentro o sopra qualsiasi agente estraneo vivente o in movimento, eccetto un verme, un insetto o simili, il colpo è annullato. La palla deve essere ripiazzata e il colpo rigiocato.
    Se la palla non è immediatamente recuperabile può essere sostituita con un’altra palla.

    Buon gioco!  😉

     

  • LE DIFFERENZE NELLE REGOLE DEL MATCH PLAY (2)

    Eccoci alla seconda parte delle differenze nelle Regole del match play che mostrano un quadro più completo quando lette insieme all’articolo precedente:

    • In qualsiasi giornata di una gara match play, un giocatore può praticare sul campo di gara prima di un giro – Regola 7-1.
    • Se giocate un colpo e la vostra palla colpisce il vostro avversario, il suo caddie o il suo equipaggiamento,  non c’è penalità e potete scegliere, prima che sia effettuato un colpo da una delle parti, di annullare il colpo fatto e di giocare una palla dal punto in cui è stato giocato il colpo precedente oppure giocare la palla come si trova.
      Questo può non essere fair, soprattutto se il vostro colpo era uno shank che ha colpito l’equipaggiamento del vostro avversario fermandosi lì vicino, ma è la Regola, quindi può essere di vantaggio nel caso si scelga di rigiocare in una situazione come questa.
    • In modo simile, se giocate fuori dall’area di partenza, non c’è penalità, ma il vostro avversario può immediatamente richiedere di annullare il colpo e farvi rigiocare dall’interno dell’area oppure di non dire nulla.
    • Un’altra insolita situazione di cui non tutti i giocatori sono al corrente: se la palla di un giocatore  per effetto di un colpo dal putting green colpisce un’altra palla ferma in green, non c’è penalità sia che si tratti della parte del giocatore o dell’avversario – Regola 19-5. La palla ferma mossa va ripiazzata.
    • Non si richiede di compilare uno score in match play: ciascuna buca è vinta da una parte o dall’altra o può essere pareggiata e il vincitore è colui che vince più buche. Ad esempio, se un giocatore è 3 buche in vantaggio rispetto all’avversario e ci sono due buche restanti del giro convenzionale da giocare, allora l’incontro è concluso con il risultato di  3/2.
    • In stroke play i giocatori non possono sospendere il gioco per brutto tempo, a meno che considerino il gioco pericoloso per fulmini. Se lo fanno, il Comitato può essere giustificato nell’imporre una penalità di squalifica. Non è così in match play, dove i giocatori non sono soggetti a squalifica se  sospendono il gioco di comune accordo, a meno che nel far ciò la gara non sia ritardata.
    • Se l’incontro è sospeso di comune accordo, ad es. per oscurità o  minaccia di fulmini, deve essere ripreso da dove è stato interrotto; i giocatori non devono iniziare il giro daccapo.
    • Diversamente dallo stroke play dove si ha l’obbligo di riportare ai compagni di gioco qualsiasi infrazione alle Regole in cui ci si imbatte, nel match play un giocatore può sorvolare su un’infrazione dell’avversario oppure non tenerne conto. Questo perchè tale situazione influenza solo l’incontro che si ha con l’avversario o la sua parte e non è coinvolto alcun altro giocatore.
    • Se un giocatore incorre in una penalità che l’avversario non ha notato, deve informare l’avversario il più presto possibile. Se il giocatore manca di farlo prima che l’avversario effettui il suo colpo successivo, perde la buca – Regola 9-2b. Questa penalità si applica anche se il giocatore dà un’informazione sbagliata riguardo ai colpi fatti durante il gioco di una buca  e non corregge l’errore prima che l’avversario giochi il suo colpo successivo. Stessa cosa vale se un giocatore dà informazione sbagliata sul numero di colpi effettuati dopo aver concluso una buca e questo influenza la conoscenza dell’avversario del risultato della buca, sempre che non corregga l’errore prima che qualsiasi giocatore  giochi dall’area di partenza successiva o nel caso dell’ultima buca del giro, che tutti i giocatori lascino il green.

    Infine, i giocatori che competono l’uno contro l’altro in un match sono avversari, mentre in stroke play un compagno di gioco è colui con il quale un concorrente gioca un giro convenzionale. Nessuno è partner dell’altro.

    Buon gioco!  😉

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

  • LE DIFFERENZE NELLE REGOLE DEL MATCH PLAY

    Prendiamo spunto dall’Accenture Match Play che si è giocato la scorsa settimana al Ritz Golf Club a Marana in Arizona per riassumere le principali differenze tra il match play e lo stroke play.

    Il primo punto da tener presente è che le Regole del Golf stabiliscono che certe Regole specifiche che regolamentano il match play sono così sostanzialmente differenti da quelle che governano lo stroke play che unire le due forme di gioco non è possibile e non è permesso (Regola 33-1).
    Qui di seguito elenchiamo quattro delle differenze principali del perchè non è possibile unire le due forme di gioco. In seguito ne pubblicheremo altre:

    • In stroke play la penalità generale per un’infrazione alle Regole è due colpi; in match play è la perdita della buca. Tuttavia, laddove vi è un’infrazione alla Regole che prevede la penalità di un colpo, questa si applica sia in stroke play che in match play.
    • Mentre in stroke play il giocatore deve terminare ogni buca imbucando, in match play un giocatore può concedere il colpo successivo al suo avversario cosicchè questi può sollevare la propria palla senza imbucare. Un giocatore può anche concedere la buca o l’incontro prima dell’inizio o della sua conclusione. Una volta fatta, una concessione non può essere rifiutata o ritirata. Così, ad esempio, se concedete un putt corto all’avvesario e poi questi gioca il putt e manca la buca, non ha importanza ai fini del risultato che non cambia in quanto il putt era stato già concesso (Regola 2-4).
    • Se siete insicuri su una Regola o su una procedura, in match play le Regole non permettono di giocare una seconda palla come è consentito in stroke play invocando la Regola 3-3.
      In match play, se sorge un dubbio o una contestazione, un giocatore può sporgere reclamo.
      Se non è disponibile entro un ragionevole lasso di tempo un componente del Comitato debitamente autorizzato, i giocatori devono continuare l’incontro senza ritardo.
      Un reclamo può essere preso in considerazione dal Comitato solo se fatto in tempo, cioè prima che qualsiasi giocatore giochi dall’area di partenza successiva o nel caso dell’ultima buca del giro, prima che tutti i giocatori dell’incontro lascino il putting green.
      Nel fare un reclamo dovete comunicare al vostro avversario che state facendo un reclamo o che volete una decisione e  i fatti attinenti al reclamo o alla decisione (Regola 2-5).
    • Sia in stroke play che in match play quando si deve giocare il primo colpo dall’area di partenza il giocatore che ha l’onore gioca per primo  mentre ovunque sul campo si deve giocare per prima la palla più lontana dalla buca. Tuttavia non c’è penalità in stroke play se non si gioca nell’ordine giusto, a meno che i giocatori non si siano accordati per dare ad uno di essi un vantaggio, nel qual caso essi sono squalificati. In match play è diverso.
      Se un giocatore gioca quando avrebbe dovuto giocare il suo avversario non c’è penalità, ma l’avversario può richiedere immediatamente al giocatore di annullare il colpo così fatto e di rigiocare nell’ordine giusto il più vicino possibile al punto dal quale la palla originaria era stata giocata l’ultima volta. In altre  parole può succedere che se un giocatore durante un incontro gioca fuori turno ed effettua un brutto colpo l’avversario non dice nulla, ma se per caso fa un bel colpo, allora il suo avversario può subito richiedergli di annullare il colpo e rigiocare nel corretto ordine, sperando che il colpo  successivo non sia bello quanto quello richiamato! 😉

    Per il momento è tutto. Buon gioco!   🙂

     

     

     

    Immagine di Isifa/Getty  tratta dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione

  • LA SQUALIFICA DI PETER WHITEFORD ALL’AVANTHA MASTERS

    Il giocatore scozzese Peter Whiteford è stato squalificato dal giro finale dell’Avantha Masters a Nuova Delhi a causa di un episodio per palla mossa che lo ha coinvolto alla buca 18  nel terzo giro del torneo quando egli era ad un colpo dal leader.
    Whiteford aveva appena segnato un doppio bogey alla buca 17 e stava per effettuare il terzo colpo alla 18 par 5 quando, addressatosi sulla palla, ha il dubbio che questa si sia mossa.
    A questo punto egli chiede al caddie e al compagno di gioco  se questi abbiano visto qualcosa, ma nessuno di loro aveva notato nulla, quindi Whiteford gioca la palla come si trova e termina la buca.
    Il giocatore non riporta l’accaduto in recording area al momento della consegna dello score, nè riferisce i fatti ad un Rules Official. L’incidente del giocatore scozzese viene segnalato al Comitato dell’European Tour che rivede il video dell’accaduto e stabilisce che effettivamente la palla del giocatore si era mossa dopo che questi l’aveva addressata, quindi Whiteford sarebbe incorso nella penalità prevista dalla Regola 18-2b con squalifica conseguente perchè tale penalità non era stata riportata al punteggio del giocatore scozzese per quella buca e per questo egli ha firmato uno score con un punteggio inferiore a quello effettivamente ottenuto.

    John Paramor, Chief Referee dell’European Tour e del torneo, riferisce quanto accaduto in un’intervista rilasciata il giorno seguente dopo la decisione presa dal Comitato:
    “Durante il terzo giro, alla buca 18, mentre stava effettuando in fairway un colpo di approccio, Peter Whiteford ha avuto l’impressione che la propria palla si fosse mossa e chiede conferma al suo caddie, al compagno di gioco e ad un cameraman. Essi rispondono che non credevano che la palla si fosse mossa, quindi il giocatore termina il gioco della buca e segna un risultato finale di 72 per il giro.
    La sera stessa parecchie persone contattano il sito web dell’European Tour scrivendo che la palla di Peter Whiteford alla buca 18  in effetti si era mossa. L’accaduto è stato rivisto dal Comitato Regole del torneo che è riuscito a stabilire che la palla si era mossa.
    Peter Whiteford sarebbe dovuto incorrere in un colpo di penalità e avrebbe dovuto ripiazzare la palla. Dato che non lo ha fatto,  viene squalificato per aver firmato uno score con un risultato inferiore a quello effettivamente realizzato per non aver incluso la penalità prevista.
    Il Comitato Regole ha anche considerato la Decisione 33-7/4.5 che consente in certe circostanze ad un Comitato di modificare la penalità di squalifica, se il giocatore ragionevolmente avrebbe potuto non essere a conoscenza di essere incorso in una penalità.  In questo caso Peter Whiteford avrebbe potuto venire a conoscenza dei fatti se avesse contattato un componente del Comitato Regole prima di firmare lo score; in effetti, poichè egli era in uno degli ultimi gruppi, aveva diversi cameramen dietro che seguivano il gioco, quindi con l’aiuto del Comitato  si sarebbe analizzato il video a quel tempo e si sarebbe evitata la squalifica.”

    L’esperienza è il nome che diamo ai nostri errori ( O. Wilde)

    Buon gioco!  😉

     

     

  • DEFINIRE I MARGINI DELL’OSTACOLO D’ACQUA

    L’argomento per questo articolo del blog non riguarderà questa volta un caso sulle Regole, ma sarà relativo a ciò che coinvolge non pochi golfisti: gli ostacoli d’acqua.
    E’ un dato di fatto che spesso molti Comitati dei Circoli di golf non definiscano correttamente i margini degli ostacoli d’acqua, specialmente gli ostacoli d’acqua laterali, non includendo i pendii degli argini che conducono direttamente verso il livello dell’acqua all’interno del margine stesso.
    Come si può vedere dal disegno qui sopra, questo può portare i giocatori che ovviano da un ostacolo d’acqua laterale secondo la Regola 26-1c a dover droppare la palla sulla pendenza o come minimo a dover prendere lo stance sulla pendenza e giocare la palla che si trova al di sopra del livello dei piedi.
    Questo penalizza il giocatore due volte, giacchè egli è incorso già in penalità per aver scelto di ovviare dall’ostacolo d’acqua.
    Il R&A pubblica un libro che si raccomanda a tutti i Comitati: la “Guida alla Gestione di una Gara“.
    Qui di seguito riporto il paragrafo più pertinente, ricavato dal Capitolo 4, Sezione 3 :

    In linea generale, le linee o i paletti che definiscono i margini di un ostacolo d’acqua dovrebbero essere posizionati il più vicino possibile ai margini naturali dell’ostacolo, cioè dove il terreno si interrompe per formare la depressione che contiene l’acqua. Ciò significa che i pendii degli argini saranno inclusi all’interno dei margini dell’ostacolo. Tuttavia, se per esempio, ci dovesse essere un grande cespuglio appena fuori dal margine naturale dell’ostacolo d’acqua, si suggerisce che tale cespuglio sia incluso entro i margini dell’ostacolo. Altrimenti, un giocatore, la cui palla è entrata nell’ostacolo in quest’area, non può avere un punto ragionevole nel quale droppare.
    Nel caso di un ostacolo d’acqua laterale, è particolarmente importante assicurarsi che i pendii degli argini siano compresi all’interno dei margini, in modo che un giocatore che mette in gioco una palla entro la distanza di due bastoni dal margine dell’ostacolo dropperà su un terreno dal quale avrà una ragionevole opportunità di effettuare un colpo.
    Nel caso in cui i margini sono situati ad una certa distanza dall’acqua stessa ed è probabile che la palla di un giocatore possa essere giocabile dal pendio dell’ostacolo, è importante che l’ostacolo sia ben marcato in modo che il giocatore si accorga che la propria palla è in ostacolo e non incorra in una involontaria infrazione alla Regola 13-4.

    Assicuratevi che in qualsiasi campo giochiate che ha paletti o linee posizionati in modo errato il Comitato sia al corrente delle autorevoli raccomandazioni sopra menzionate.

    Buon gioco!  😉

    immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione

  • INFORMAZIONI SULLE REGOLE…… SUL CAMPO

    Ogni giocatore dovrebbe conoscere le Regole e applicarle durante il gioco,  che esso sia competitivo o che sia una semplice partita amichevole. Sappiamo bene che non tutti, purtroppo, sono in grado di affrontare situazioni che coinvolgono le Regole sul campo e tanto meno gestirle. Allora è spontaneo chiedere al compagno di gioco o all’ avversario spiegazioni in merito con la speranza che questi ne sappia di più.
    Ma è consentito chiedere o dare pareri sulle Regole mentre si sta giocando?

    Parte della Definizione di “Consiglio” dichiara:

    L’ informazione su Regole, distanze o cose di pubblico dominio, quali la posizione degli ostacoli o dell’asta della bandiera sul putting green non è consiglio.

    Quindi, se a un giocatore viene chiesto come procedere su un determinato ruling da parte del compagno di gioco o di un avversario egli può liberamente dire quello che sa ( o che pensa di sapere) a riguardo. Egli può anche offrire informazioni sulle Regole senza che gli sia domandato.
    Tuttavia, c’è un avvertimento importante: se una Regola presenta diverse opzioni ( ad esempio ovviare da un ostacolo d’acqua o per un lie ingiocabile), un giocatore non può suggerire quale opzione dovrebbe scegliere un altro giocatore. Questo costituisce consiglio, in quanto potrebbe influenzare il giocatore nella condotta del proprio gioco.
    La Decisione 8-1/16 conferma:

    D. La palla di B si trova in una brutta posizione. B sta decidendo cosa fare, quando A, suo compagno di gioco dice: “Non hai possibilità di giocare il colpo, se fossi in te dichiarerei la palla ingiocabile”.
    A ha dato consiglio, contravvenendo alla Regola 8-1?

    R. Sì. Il suggerimento di A può influenzare B “nella condotta di gioco”, quindi ciò costituisce consiglio – vedi la Definizione di “Consiglio”. Esso non costituisce “informazione sulle Regole” che non è Consiglio.

    Qui di seguito ci sono alcuni esempi di ciò che è permesso dire :

    • ” Puoi dichiarare la tua palla ingiocabile con un colpo di penalità” (come risposta affermativa).
    • “Ferma! non toccare la tua palla senza prima aver marcato la sua posizione!”
    • “Quando alzi la tua palla che interferisce con il mio colpo, non devi pulirla”.
    • “Hai supportato la palla fuori dagli indicatori di partenza, non puoi giocare da lì!”
    • “Non devi muovere alcuna foglia vicino alla tua palla in bunker!”

    Mentre qui di seguito ci sono alcuni esempi di ciò che costituisce penalità:

    • ” Hmmm l’hai dichiarata ingiocabile….Se fossi in te, dropperei una palla indietro lungo la linea…”
    • ” Dovrei provare a giocare la palla dall’ostacolo d’acqua o droppare con un colpo di penalità?”
    • “Non cercare la palla originaria, la tua provvisoria è vicino alla buca!”

    Tutto chiaro?  Allora buon gioco!  😉

     

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

  • DUE COLPI DI PENALITA’ FERMANO LA CORSA DI RORY McILROY ALL’HSBC CHAMPIONSHIP

    Durante il secondo giorno del HSBC Championship che si sta attualmente giocando ad Abu Dhabi è accaduto un “Rules Incident” che ha fermato la corsa di Rory McIlroy in testa dopo il primo giorno di gara.
    Il giocatore nord irlandese, arrivato alla buca 9  (456 yards)  in due colpi appena fuori green, distrattamente spazzola con la mano della sabbia sul collar proprio vicino alla sua palla. Chiamato il Rules Official che ha constatato l’infrazione, McIlroy è incorso in una penalità di due colpi.

    Vediamo nello specifico l’infrazione che ha commesso Rory McIlroy partendo dalla definizione di Impedimenti Sciolti:

    Sono “Impedimenti Sciolti” gli oggetti naturali, inclusi:

    • pietre, foglie, ramoscelli, rami e simili,
    • sterco e
    • vermi, insetti e simili ed il terreno espulso o ammucchiato da loro,

    sempre che essi non siano :

    • fissi o vegetanti,
    • solidamente infossati oppure
    • aderenti alla palla.

    Sabbia e terreno sparso sono impedimenti sciolti sul putting green, ma non altrove.

    Quindi, considerata la definizione sopra esposta, guardiamo la Regola 13-2  la quale  stabilisce che :

    Un giocatore non deve migliorare o permettere che sia migliorata:

    • la posizione o il lie della propria palla,
    • l’area dello stance che ha intenzione di prendere o del movimento che intende effettuare,
    • la sua linea di gioco o una ragionevole estensione di detta linea oltre la buca,
    • l’area in cui si accinge a droppare o a piazzare una palla,

    mediante una di queste azioni:

    • pressare un bastone sul terreno,
    • muovere, piegare o rompere qualsiasi cosa vegetante o fissa ( incluse le ostruzioni inamovibili e gli oggetti che definiscono il fuori limite),
    • creare o eliminare irregolarità della superficie,
    • rimuovere o schiacciare sabbia, terreno sparso, zolle ripiazzate o altre zolle d’erba tagliate e rimesse a posto o
    • rimuovere rugiada, brina o acqua.

    Tuttavia, il giocatore non incorre in penalità se l’azione si verifica :

    • nell’appoggiare il bastone leggermente sul terreno nell’addressare la palla,
    • nel prendere lo stance in modo corretto,
    • nel fare un colpo o il movimento indietro del suo bastone per eseguire un colpo e il colpo è stato fatto,
    • nel creare o eliminare irregolarità della superficie entro l’area di partenza o nel rimuovere rugiada, brina oppure acqua dall’area di partenza o
    • sul putting green, nel rimuovere sabbia o terreno sparso o nel riparare danni (Regola 16-1).

    Eccezione: Palla in ostacolo – vedere la Regola 13-4.

    L’errore di distrazione di McIlroy, quindi,  è costato abbastanza, dato che la sabbia non era sul putting green, ma sul collar vicino alla sua palla. I due colpi di penalità secondo la Regola 13-2 hanno fermato il ventiduenne nord irlandese numero tre  al mondo durante il secondo giorno di gara.
    Tuttavia, nonostante la penalità e un doppio bogey alla buca 3 ed un altro evitato alla buca 11, McIlroy ha segnato ben 6 birdies che gli hanno permesso di mantenere un risultato finale di 72 per il secondo round da sommare al 67 del primo giorno.

    Vedremo che accade in queste due prossime giornate!

    Intanto, buon gioco  😉

     

  • DEFINIZIONI: ADDRESSARE LA PALLA

    Qualche giorno fa abbiamo parlato di uno dei cambiamenti più graditi in questo nuovo quadriennio di Regole  in vigore dal 1 gennaio 2012 che riguarda la nuova Eccezione alla Regola 18-2b.
    Guardiamo adesso nello specifico la nuova definizione di “Addressarsi  sulla Palla” partendo da quella che era la definizione nella passata edizione delle Regole del Golf, cioè fino al 2011:

    Definizione precedente di “Addressarsi sulla Palla” ( 2008- 2011):

    Un giocatore si è “addressato sulla palla” quando ha preso il suo stance ed ha anche appoggiato a terra il suo bastone, eccetto che in un ostacolo, dove un giocatore si è  addressato sulla palla quando ha preso il suo stance.

    Definizione attuale  di “Addressarsi sulla Palla” (2012-2015):

    Un giocatore si è “addressato sulla palla” quando ha appoggiato a terra il suo bastone immediatamente davanti o immediatamente dietro la palla, indipendentemente dal fatto che abbia preso o meno il suo stance.

    Notate che ci sono due differenze sostanziali dalla definizione del precedente quadriennio: l’eliminazione dello stance come requisito e l’introduzione dell’avverbio” immediatamente“.

    Col senno di poi, la rimozione del prerequisito dello stance ora sembra un’ovvia semplificazione alle Regole in quanto la maggior parte dei giocatori non appoggia il proprio bastone a terra per effettuare il colpo fino a che non ha ultimato lo stance. Notate che quando la palla di un giocatore giace in un ostacolo,  il giocatore adesso non si addresserà sulla palla per la maggior parte dei casi, poichè lo stance non è più un requisito e in ostacolo ( bunker o ostacolo d’acqua) non si può appoggiare a terra il bastone. Nella maggior parte dei casi, dico, in quanto è permesso appoggiare il bastone su un’ostruzione inamovibile situata in ostacolo ( ad es. un ponte in un ostacolo d’acqua, Decisione 13-4/30) ed è possibile appoggiare a terra il bastone al di fuori dell’ostacolo quando la palla è appena all’interno del margine dell’ostacolo stesso.

    E’ meno ovvio il perchè del secondo cambiamento introdotto nella definizione che ha già suscitato non poche discussioni in merito tra gli esperti di Regole: l’interpretazione della parola” immediatamente“.
    Quanto distante dalla palla deve essere il bastone per essere immediatamente dietro o immediatamente davanti come menzionato nella nuova definizione? E’ idoneo cinque centimetri o si vuol intendere “il più vicino possibile quasi da toccare la palla?”
    Nell’immagine qui sopra il giocatore ha posizionato il bastone immediatamente dietro la palla? Da quello che si interpreta leggendo la nuova definizione non sembrerebbe a mio parere, quindi il giocatore non si è addressato sulla palla, ma qui possiamo discutere a lungo.
    Ci vorrebbe l’introduzione di una nuova Decisione che dia chiarezza alla parola “immediatamente”.

    Che ne pensate?

    Buon gioco!  😉

    Per eventuali discussioni aprire un thread sul forum regolegolf.com

    Tratto dal blog di B. Rhodes con la sua gentile autorizzazione.

  • CASI DI PARITA’ E PLAY OFF

    www.randa.org
    L’importanza del determinare come è deciso un caso di parità è stata evidenziata lo scorso Agosto durante il 2011 Johnnie Walker Championship a Gleneagles, dove Thomas Bjorn ha vinto un play off- maratona.
    Bjorn si è trovato in una situazione di parità insieme allo spagnolo Pablo Larrazabal, all’austriaco Bernd Wiesberger, all’inglese Mark Foster e al sudafricano George Coetzee dopo aver terminato le 72 buche di gioco. Ci sono volute altre cinque buche extra per determinare il vincitore e vedere il danese alzare al cielo l’ambito trofeo.
    Sia in stroke play, sia in match play un caso di parità può essere un risultato accettabile. Tuttavia, quasi sempre nel golf professionistico, come in quello dilettantistico è auspicabile avere un unico vincitore.
    E’ fondamentale, quindi, che la decisione sul modo di risolvere un caso di parità sia stabilita prima dell’inizio della gara e sia menzionata nelle condizioni di gara in modo da rendere consapevoli tutti i partecipanti alla competizione di come verrà determinato il vincitore.
    Il modo, il giorno e la durata della risoluzione di un caso di parità  spetta al Comitato responsabile della gara secondo la Regola 33-6.

    I casi di parità possono essere risolti in ogni modo, non c’è una regola ferrea che stabilisce come decidere.
    In relazione al tipo di gara e al lasso di tempo a disposizione, un Comitato può scegliere se determinare un play off immediatamente oppure stabilire che i giocatori ritornino a giocare lo spareggio successivamente al fine di determinare il vincitore.
    Tuttavia, non è possibile risolvere un match play terminato in parità con una gara stroke play e un pareggio in una  gara stroke play non può essere deciso con un match play. Il play off deve essere condotto nello stesso modo in cui si è svolta la gara.

    www.randa.org

    Match Play:
    Quando un match play termina in parità (all square), dovrebbe essere stabilito un play off (spareggio) buca per buca. Tale play off dovrebbe iniziare dalla prima buca nella quale è cominciato il match play.
    In un match play pareggiato, i colpi di handicap continueranno ad essere assegnati anche durante il play off.

    Stroke Play:
    Nel caso di Thomas Bjorn a Gleneagles, le condizioni del torneo stabilivano che in caso di parità per il primo posto, ci sarebbe stato un play off stroke play buca per buca al fine di determinare il vincitore. Tale spareggio sarebbe avvenuto immediatamente dopo la restituzione degli scores. In questo evento particolare, la buca che era stata prescelta per il play off sarebbe stata la buca 18, quindi ci sono voluti cinque tentativi di gioco di tale buca per stabilire poi Bjorn come vincitore del torneo.
    Sebbene da una parte si possa scegliere di effettuare un play off “sudden death” su una sola buca, dall’altra si può anche decidere di far giocare uno spareggio su 18 buche o un numero inferiore che sarà sempre stabilito dal Comitato responsabile della gara.  Se si sceglie la seconda opzione, è auspicabile che il play off venga svolto su almeno 3 buche.

    Ad esempio, all’Open Championship, in caso di parità, la procedura standard del play off è su quattro buche. Il vincitore è colui il quale riporta il risultato più basso in tali buche.
    Negli anni recenti, Carnoustie ha evidenziato due dei play off più memorabili: nel 1999, Jean de Velde ha perso contro Paul Lawrie, mentre nel 2007 Padraig Harrington ha sconfitto Sergio Garcia.

    Poichè la responsabilità di stabilire come deve essere risolto un caso di parità è a carico del Comitato responsabile della gara, il metodo adoperato può variare da competizione a competizione.
    Diversamente dall’Open Championship, il Comitato del US Masters stabilisce che in caso di parità dopo il termine delle 72 buche di gioco, i giocatori devono effettuare un play off buca per buca iniziando dalla buca 18 e poi giocando la buca 18 e la buca 10 fino a che non si stabilisce il vincitore.

    L’USGA, che organizza l’US Open, preferisce invece che si giochi un play off su 18 buche il giorno successivo e, se il risultato è nuovamente un pareggio, allora il gioco verrà continuato buca per buca immediatamente fino a che non verrà determinato un vincitore.
    Al USPGA, major finale della stagione, si effettua un play off su tre buche stabilite in anticipo al torneo.

    Se un play off non è fattibile, un altro metodo per determinare il vincitore in caso di parità in stroke play è quello di confrontare gli scores. La condizione di gara dovrebbe prevedere chiaramente cosa accade se il confronto degli scores non produce un vincitore. E’ uso comune confrontare il miglior risultato sulle ultime nove buche, le ultime sei, le ultime tre e per ultimo il miglior risultato alla buca 18.

    I metodi raccomandati su come risolvere casi di parità in mach play e in stroke play sono contenuti nell’Appendice I, parte C, 11 del libro delle Regole del Golf.

    Buon gioco!  😉

     

     

     

     

     

  • PALLA CHE SI MUOVE DOPO L’ADDRESS – REGOLA 18-2b

    Una delle modifiche alle Regole del Golf  2012- 15 più “gradite” è la nuova Eccezione alla
    Regola 18-2b la quale  stabilisce che un giocatore non incorre in penalità se è noto o pressochè certo che qualsiasi altra cosa all’infuori del giocatore stesso  abbia mosso la palla dopo che questi l’ha addressata.

    Chiariamo l’attuale procedura facendo un passo indietro al 2011 con quattro esempi che rispecchiano la vecchia regolamentazione:

    1. Un giocatore non ha completato l’address della propria palla in quanto il putter non è appoggiato a terra, cioè egli lo tiene sospeso sopra la palla ( vedi immagine). Prima di effettuare il colpo, la palla è mossa dal vento. Ruling 2011: nessuna penalità e la palla deve essere giocata dalla nuova posizione.

    2. Un giocatore completa l’address ( prende lo stance e appoggia a terra il bastone), ma prima di effettuare il colpo, la palla è mossa dal vento. Ruling 2011: un colpo di penalità secondo la Regola 18-2b e la palla deve essere ripiazzata.

    3. Un giocatore completa il proprio address ( prende lo stance e appoggia a terra il bastone) e inizia ad effettuare il colpo quando la propria palla è mossa dal vento; allora egli interrompe il colpo senza toccare la palla. Ruling 2011: un colpo di penalità secondo la Regola 18-2b e la palla deve essere ripiazzata.

    4. Un giocatore completa il proprio address (prende lo stance e appoggia a terra il bastone) e inizia ad effettuare il colpo quando la propria palla è mossa dal vento; egli completa il colpo, toppando la palla che termina pochi metri più avanti. Ruling 2011: un colpo di penalità e la palla va giocata dalla nuova posizione.

    Molti golfisti, leggendo la Regola 14-5 e paragonandola all’esempio 4 qui sopra,  penseranno che essa possa assolvere il giocatore in tale situazione. In realtà la Regola 14-5 stabilisce che:

    Un giocatore non deve effettuare un colpo alla propria palla quando questa è in movimento.
    Eccezioni:
    1. Palla che cade dal tee – Regola 11-3
    2. Colpire la palla più di una volta – Regola 14-4
    3. Palla che si muove nell’acqua – Regola 14-6

    Quando la palla comincia a muoversi solo dopo che il giocatore ha iniziato il colpo o il movimento indietro del suo bastone per eseguire il colpo, secondo questa Regola il giocatore non incorre in alcuna penalità per aver giocato una palla in movimento, ma non è esentato da qualsiasi altra penalità secondo le seguenti Regole:

    • Palla ferma che viene mossa dal giocatore – Regola 18-2a.
    • Palla ferma che si muove dopo L’address – Regola 18-2b.

    Quindi, in quali circostanze si applica la Regola 14-5?  Ecco un esempio:

    5. Un giocatore effettua un putt corto e la palla manca di poco la buca; in un atto d’ira il giocatore istintivamente dà un colpo alla palla e la manda in buca mentre questa era ancora in movimento.
    Ruling: perdita della buca in match play o due colpi di penalità in stroke play secondo la Regola 14-5 e la palla si considera imbucata.

    Adesso, in relazione ai quattro esempi regolamentati dalle Regole del precedente quadriennio, che cosa è cambiato nel 2012?

    Intanto la definizione di address, dove un giocatore ha addressato la propria palla quando ha appoggiato il proprio bastone immediatamente dietro o immediatamente davanti alla palla, indipendentemente dal fatto che abbia preso lo stance o meno.

    Pertanto la Regola 18-2b è modificata come segue:

    Se la palla in gioco di un giocatore si muove dopo che egli l’ha addressata (non per effetto di un colpo), il giocatore è ritenuto responsabile di aver mosso la palla e incorre nella penalità di un colpo.
    La palla deve essere ripiazzata, a meno che si sia mossa dopo che il giocatore ha iniziato il colpo o il movimento indietro del bastone per effettuare il colpo e il colpo sia stato fatto.
    Eccezione: Se è noto o pressoché certo che il giocatore non abbia causato il movimento della sua palla, la Regola 18-2b non si applica.

    Questo cambiamento ha come risultato che negli esempi 2, 3 e 4 qui sopra il giocatore non incorre in penalità perchè è il vento a causare il movimento della palla.

    Padraig Harrington, tre volte vincitore di major, è proprio uno dei golfisti professionisti che ha accolto positivamente questo nuovo cambiamento alle Regole:

    ” Sono soddisfatto dei cambiamenti, in particolare di quello relativo alla palla che si muove dopo l’address. Ogni volta che soffia il vento sono preoccupato che la mia palla si possa muovere e di conseguenza ho timore ad appoggiare a terra il mio putter sul green, il che mi distrae dal tentativo di imbucare il mio putt. Questo cambiamento velocizzerà il gioco, non ci saranno così frequenti sospensioni di gioco e i giocatori non saranno squalificati ingiustamente.  Questo cambiamento dà effettivamente a noi giocatori un attimo di respiro “.

    Buon gioco!  😉

     

     

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B. Rhodes, con la sua gentile autorizzazione