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  • ACCORDO PER NON APPLICARE LE REGOLE AL WALKER CUP?

    Durante la giornata di apertura dell’evento che ha visto i giocatori americani “combattere” contro gli avversari della Gran Bretagna e Irlanda, si è verificato un insolito incidente sulle Regole:
    Jack Senior e Andy Sullivan (GB&I) hanno battuto Russell Henley e Kelly Kraft (USA) per 2 e 1.
    Tuttavia, dopo che l’incontro era stato deciso, si è realizzato che il fratello maggiore di Senior, che è un golfista professionista,  faceva da caddie al fratello, il che è un’infrazione alla storica Condizione di Gara della Walker Cup che vieta a golfisti professionisti di fare da caddie.
    Quando è stato annunciato che il risultato dell’incontro sarebbe rimasto come era stato giocato, molti cronisti hanno avuto l’impressione che gli Officials del R&A e del USGA non avessero pesato il fatto che avrebbe potuto esserci un’infrazione alla Regola 1-3, che prevede che i giocatori non devono accordarsi per non applicare le Regole o derogare da qualsiasi penalità in cui siano incorsi.
    Tuttavia, è chiaro che questo incidente non è stato una violazione della Regola 1-3.  Sebbene Jack Senior abbia  inconfutabilmente avuto come caddie un golfista professionista, nessuno dei giocatori coinvolti, nè i capitani di entrambe le squadre erano  a conoscenza che le Condizioni di Gara vietassero ai giocatori di avere come caddies golfisti professionisti fino a dopo la decisione dell’incontro.

    Questa parte della Decisione 1-3/1 chiarifica il ruling:

    Per non applicare una Regola, i giocatori devono essere consapevoli di farlo. (…) Se i giocatori erano ignari sulle Regole non c’è penalità.

    Dato che non è stato presentato alcun reclamo da parte degli americani durante l’incontro (in quanto erano ignari dell’infrazione fino a dopo la conclusione del match),  non vi era una base sulla quale lo stato dell’incontro avrebbe potuto essere modificato (Regola 2-5). Non c’è dubbio alcuno che il Comitato del Walker Cup  abbia deciso correttamente.

    Buon gioco!  🙂

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

  • REGOLA 28: KELLY E LA PALLA SULL’ALBERO

     

    www.randa.org
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    La Decisione 27/15 del libro delle Decisioni sulle Regole del golf tratta una situazione nella quale un giocatore è sicuro che la sua palla si sia fermata su un albero, la possa vedere, ma non sia in grado di identificarla come propria. La Decisione stabilisce che la palla è persa e il giocatore deve procedere secondo la penalità di colpo e distanza.
    Un simile caso è accaduto al giocatore americano Jerry Kelly durante il terzo giro dell’Honda Classic, ma con un risvolto particolare: egli ha ricevuto un notevole aiuto dalla tecnologia, che in questi ultimi mesi, come si è visto in altri casi, ha aiutato non pochi giocatori a trarsi fuori da situazioni svantaggiose.
    Kelly sapeva che la sua palla era su una grossa palma, la vedeva, ma non era in grado di identificarla come propria; non era in grado, ad occhio nudo, di vedere il segno di identificazione (una linea verde) che aveva apportato su essa, nemmeno con l’aiuto di un potente binocolo.
    A questo punto viene suggerito al giocatore americano di dare uno sguardo ad una fotografia fatta da uno dei fotografi ufficiali dell’evento presenti sul campo. L’immagine della palla ingrandita sul video della macchina fotografica ha dato la possibilità a Kelly di vedere il segno di identificazione che essa aveva e di riconoscere che effettivamente quella era la propria palla.
    Persino a questo punto, il Rules Official presente sulla scena, ha sentito la necessità di chiedere una seconda opinione chiamando il Chief Referee.
    Kelly allora prende dalla sacca un’altra palla per mostrare agli Officials come avrebbe marcato la palla.
    Il Chief Referee, Slugger White, dopo essersi tolto gli occhiali e aver dato un’occhiata allo schermo della fotocamera, prende una lente di ingrandimento dimostrando la vastità di equipaggiamento che un Rules Official attento deve avere con sè.
    Sebbene i cinque minuti concessi per la ricerca fossero trascorsi, la palla, se provato che fosse quella di Kelly, era stata trovata nei cinque minuti e in questo caso, la Decisione 27/5.5 consente l’identificazione dopo che il periodo di cinque minuti è trascorso.
    Dopo molte discussioni, gli Officials concordano sul fatto che essi potevano vedere la linea verde fatta da Kelly sulla palla; di conseguenza, piuttosto che tornare indietro da dove aveva effettuato il colpo precedente, il giocatore americano ha potuto dichiarare la propria palla ingiocabile con la penalità di un colpo (Regola 28) e, adoperando il punto sul terreno immediatamente sotto a dove la palla giaceva sull’albero come punto di riferimento per ovviare all’interferenza, ha potuto droppare una palla entro la distanza di due bastoni da quel punto, non più vicino alla buca (Decisione 28/11).

    Punti essenziali sull’identificazione della palla:

    • Assicuratevi di aver messo un segno di identificazione sulla vostra palla.
    • Non è contrario alle Regole adoperare un dispositivo come un binocolo o una fotocamera per identificare una palla.
    • Se un giocatore identifica una palla che è su un albero come propria, non deve necessariamente recuperarla per procedere secondo la Regola della palla ingiocabile (Regola 28).
    • Se un giocatore è informato che la sua palla può essere stata trovata, non può rifiutare di identificare la palla se essa è ancora la palla in gioco.

    Buon gioco!  🙂

     

     

     

  • L’INFORTUNIO AL POLSO DI RORY McILROY AL PGA CHAMPIONSHIP

    Durante il recente PGA Championship svoltosi all’Atlanta Athletic Club, il vincitore dell’US Open Rory McIlroy si è infortunato al polso destro dopo aver colpito una radice nell’effettuare un colpo.
    L’incidente è avvenuto alla terza buca durante il giro di apertura: il tee shot di McIlroy termina fuori dal fairway  sulla sinistra della buca a circa 160 metri dal green e la sua palla si ferma a pochi centimetri dalla radice di un albero. McIlroy gioca un ferro 7 e, nell’effettuare il colpo, colpisce tale radice mostrando nell’immediato una evidente sofferenza.
    Prontamente gli viene applicato del ghiaccio che McIlroy tiene premuto sul polso destro durante il gioco. Inoltre, il suo ferro 7 si è danneggiato, quindi il giocatore lo sostituisce con un altro bastone.
    Alla buca 5,  Jeff Hedra, fisioterapista del PGA Tour, entra in campo per esaminare il polso del giocatore, causando un breve ritardo al gruppo di McIlroy. Successivamente, alla buca 9, il fisioterapista personale di Rory McIlroy fascia il polso del giocatore, provocando un ulteriore ritardo.
    Al termine del suo giro in par, il giocatore irlandese viene accompagnato in ospedale per sottoporsi ad una risonanza magnetica che non evidenzia lesioni, quindi McIlroy potrà continuare senza problemi i tre restanti giri del torneo.  Egli commenta:” Ad essere onesto, considerando che ho terminato il giro con una mano, ho anche effettuato dei buoni colpi. L’aver terminato in par è stato un ottimo sforzo”.

    L’incidente occorso a Rory McIlroy solleva dei quesiti interessanti sulle Regole:

    Dovrebbe essere appropriato consentire di ovviare all’interferenza senza penalità in una situazione nella quale il movimento del giocatore è ostacolato da radici di un albero?

    Un brutto lie fa parte del gioco del golf, pertanto un giocatore che ritiene che la propria palla sia in una brutta posizione, può decidere se giocare la palla come si trova, oppure dichiararla ingiocabile secondo la Regola 28. E’ una decisione che spetta interamente al giocatore lo stabilire se la propria palla sia ingiocabile o meno e quindi scegliere di effettuare un colpo rischioso (con un potenziale infortunio), o procedere diversamente.
    Gli alberi hanno bisogno delle radici per sopravvivere, e la Decisione 33-8/8 prende proprio in considerazione le radici di un albero:
    Non sarebbe appropriato concedere di ovviare all’interferenza senza penalità quando un giocatore ha interferenza con le radici di un albero alla base di un albero stesso. Tuttavia, il R&A ha espresso il proprio parere per quanto riguarda situazioni dove vi sono radici affioranti dal terreno distanti dagli alberi, in altre parole, quando l’albero si trova in un punto e le radici da tutt’altra parte ed esse interferiscono con un corretto svolgimento del gioco; in tal caso,  un Comitato potrà dichiararle come terreno in riparazione tramite una Regola Locale. Si raccomanda che tale Regola Locale si applichi soltanto per quelle radici affioranti in aree accuratamente rasate del percorso o nel semi-rough e sarebbe giusto non consentire l’ovviare senza penalità qualora l’interferenza avvenga con lo stance ( questo perchè è proprio con il lie della palla o con il movimento che si intende effettuare che si potrebbero verificare degli incidenti). Tale Regola Locale dovrebbe essere emanata soltanto dove è strettamente necessario.

    McIlroy aveva diritto a sospendere il gioco per ricevere le cure mediche?

    I giocatori devono giocare senza ritardo ingiustificato (Regola 6-7) ed un giocatore può sospendere il gioco solo in queste specifiche circostanze (Regola 6-8):

    • Il Comitato ha sospeso il gioco;
    • Il giocatore crede che vi sia pericolo a causa di fulmini;
    • il giocatore chiede una Decisione del Comitato su un punto dubbio o contestato, oppure
    • c’è qualche altra buona ragione quale un malore improvviso.

    Poichè la Regola 6-8 consente ad un giocatore di sospendere il gioco a causa di un malore improvviso, sembrerebbe ragionevole concedere ad un giocatore 10-15 minuti affinchè egli si riprenda da un malore o da un infortunio. Pertanto, dato che i giocatori devono giocare senza ritardo ingiustificato, se un giocatore impiega un tempo considerevolmente superiore ai quindici minuti per riprendersi,  avrebbe bisogno di ritirarsi dal gioco in quanto non è possibile ritardare il gioco per un tempo indefinito.

    McIlroy aveva diritto a sostituire il bastone danneggiato?

    Il bastone di McIlroy si è danneggiato nel “normale svolgimento del gioco”. La Decisione 4-3/1 ci dà chiarimenti su cosa significhi questo termine e,  in aggiunta all’effettuare un colpo, ricopre tutte le azioni ragionevoli escludendo specificatamente alcuni casi.
    Pertanto, rimuovere o mettere un bastone nella sacca fa parte del normale svolgimento del gioco, ma non se si sbatte un bastone all’interno di essa. Allo stesso modo, adoperare un bastone per recuperare una palla fa parte del normale svolgimento del gioco, ma lanciare un bastone per recuperare una palla (o per ira) non lo è.
    Se il  bastone di un giocatore è danneggiato nel normale svolgimento del gioco,
    egli  può (Regola 4-3a):

    • usare il bastone nella sua condizione danneggiata per la rimanente parte del giro convenzionale, o
    • ripararlo o farselo riparare, senza ritardare ingiustificatamente il gioco, o
    • come ulteriore opzione, valida solo se il bastone è inservibile al gioco, sostituire il bastone danneggiato con qualsiasi bastone. La sostituzione del bastone non deve ritardare ingiustificatamente il gioco e non deve essere fatta prendendo in prestito qualsiasi bastone scelto per il gioco da qualsiasi altra persona che stia giocando sul campo.La Nota alla Regola 4-3a stabilisce che: un bastone è inservibile al gioco se è notevolmente danneggiato, per esempio la canna è ammaccata, significatamente piegata o si rompe in pezzi;la testa del bastone diventa lasca, staccata o sensibilmente deformata, oppure l’impugnatura diventa lasca. Un bastone non è inservibile al gioco soltanto perchè il “lie” o il “loft” del bastone sono cambiati, oppure perchè la testa del bastone è graffiata.

    Nel caso di Rory McIlroy, la canna del bastone era piegata, quindi il bastone era chiaramente inservibile al gioco; il giocatore ha avuto il diritto di sostituirlo con qualsiasi altro bastone. Anche se il bastone divenuto inservibile era un ferro 7, il giocatore irlandese non avrebbe dovuto necessariamente sostituirlo con un altro ferro 7, quindi McIlroy ha finito per rimpiazzarlo con un bastone avente un loft di gran lunga inferiore.

    Buon gioco!  🙂

     

     

     

    Immagini tratte da www.randa. com

     

  • L’IRA SUL CAMPO DA GOLF

    Chiunque giochi a golf regolarmente avrà quasi di sicuro provato qualche momento di ira sul campo; probabilmente dopo aver effettuato una serie di brutti colpi, oppure dopo aver sperimentato delle deviazioni “accidentali” apparentemente ingiuste, oppure persino dopo essere stato bersaglio di indiscrezioni altrui.  In questi casi  potrebbe essere interessante conoscere qualche decisione che si applica quando è l’ira  a prendere il sopravvento sul campo da golf.
    Negli esempi seguenti, i riferimenti alla penalità generale denotano  due colpi di penalità in stroke play o la perdita della buca in match play.

    • Dopo essere rimasto corto con il putt, un giocatore istintivamente lancia il putter verso la palla, mancandola. Ovviamente tale azione impulsiva non costituisce un colpo e non si considera essere un tentativo di esercitare influenza sulla palla. Non c’è penalità, a meno che il putter non muova la palla, in tal caso il giocatore incorre nella penalità di un colpo e la palla deve essere ripiazzata (Dec.1-2/4.5).
    • Dopo essere stato quasi colpito da una palla giocata da qualcuno nel gruppo che seguiva, un giocatore rimanda indietro tale palla colpendola e giocandola verso il gruppo dal quale era stata giocata. Questo non è da considerarsi come colpo di pratica, ma la Decisione 1-4/4 regola che, in Equità, il giocatore  incorrerebbe  nella penalità generale di perdita della buca in match play o di due colpi in stroke play.
    • Un giocatore che rompe un bastone per ira (cioè non nel normale svolgimento del gioco), non può sostituire tale bastone, a meno che non sia partito con un numero di bastoni inferiore a quattordici, nel qual caso è autorizzato ad aggiungere un altro bastone secondo la Regola 4-4a (Decisione 4-3/8).
    • Un giocatore effettua un colpo alla propria palla che si trova contro una radice di un albero ed essa balza in aria. Adirato, egli cerca di colpirla mentre ricade, ma la manca. Il movimento fatto istintivamente per ira non è considerato un colpo e non c’è penalità, a meno che la palla sia effettivamente colpita mentre è in movimento, in tal caso il giocatore incorre in un colpo di penalità secondo la Regola 19-2 (Decisione 14/6).
    • Adirato per il cattivo gioco, un giocatore alza la propria palla in gioco e la getta in un lago nelle vicinanze. Ritrovata la calma, ripiazza un’altra palla nello stesso punto.
      Anche se la Nota 1 alla Regola 18 stabilisce che “se la palla che deve essere ripiazzata secondo questa Regola non è immediatamente recuperabile può essere sostituita con un’altra palla”, poichè la palla diventa irrecuperabile solo in seguito a delle azioni del giocatore successive all’infrazione alla Regola 18-2a, la Nota non è applicabile e si applica la penalità generale (Decisione 18-2a/13.5).

    Infine, cosa regolamentano le Regole quando l’ira di un giocatore è provocata dalle azioni di qualcun altro? Molti di noi avranno avuto modo di sperimentare situazioni in cui i compagni di gioco abbiano causato in noi momenti di frustrazione; la Regola 33-7 stabilisce che se un Comitato ritiene che un giocatore sia passibile di una seria infrazione all’Etichetta, può imporre una penalità di squalifica. La Decisione 33-7/8 ci dà due esempi di ciò che può costituire una seria infrazione all’Etichetta: distrarre intenzionalmente un altro giocatore ed offendere intenzionalmente qualcuno. Così per esempio, quando un giocatore ripetutamente infrange le linee guida sull’Etichetta, può essere allontanato dal gioco delle gare per un certo periodo, oppure può essere persino sospeso dal Circolo stesso.

    In conclusione, tutti i giocatori dovrebbero comportarsi nel modo più corretto, dimostrando sempre rispetto e cortesia verso gli altri, indipendentemente da quanto competitivi possano essere.
    Questo è lo Spirito del gioco del Golf 😉

    Good golfing 🙂

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

     

     

  • PENALITA’ CHE RIGUARDANO IL MARCA-PALLA

    I golfisti professionisti non si differenziano dai giocatori dilettanti per il giocare secondo le Regole.
    Anche essi commettono degli errori, sia per ignoranza delle Regole sia per distrazione. La grande differenza è nel fatto che i professionisti giocano sotto le luci dei riflettori data dai media e dagli spettatori e ciò evidenzia maggiormente i possibili errori. Qualora un’infrazione non venga evidenziata durante il gioco, è possibile che venga comunicata via telefonica da spettatori televisivi che agiscono prontamente come Rules Official in poltrona.
    Spesso accade che un’infrazione venga scoperta dopo che il giocatore abbia firmato il suo score e quindi ne risulta una penalità di squalifica per aver consegnato uno score inesatto.

    Marcare una palla sul green è un’azione semplice, ma che non è esente da pericolo di infrazione alle Regole.  Probabilmente qualcuno ricorderà un incidente che ha coinvolto il giocatore svedese Jesper Parnevik qualche tempo fa: il giocatore, pensando di aver commesso un’infrazione, chiede l’intervento di un Rules Official. L’accaduto riguardava il fatto che sul green il caddie di Parnevik aveva lanciato al giocatore la palla dopo averla pulita e che questi goffamente non era riuscito ad afferrarla. La palla del giocatore  sfortunatamente era andata a colpire il suo marca-palla facendolo rotolare di qualche centimetro. Il giocatore sarebbe incorso in penalità, oppure avrebbe dovuto ripiazzare il proprio marca-palla senza penalità?
    Secondo le Regole non c’è penalità, sempre che il movimento della palla o del marca-palla sia direttamente attribuibile allo specifico atto di marcare la posizione, di alzare, di piazzare o ripiazzare  la palla. Altrimenti si incorre nella penalità di un colpo. Nel caso specifico di Jesper Parnevik, il fatto che egli non sia riuscito ad afferrare la palla lanciatagli dal caddie e che questa abbia mosso nel cadere il suo marca-palla, non riguardava l’atto specifico di ripiazzare la palla, quindi il giocatore è incorso in penalità.

    Un altro caso  ha coinvolto un giocatore australiano sul tour giapponese: il giocatore ha ripiazzato la palla sul green davanti al marca-palla e, prima che potesse sollevare il marca-palla, un colpo di vento ha provocato lo spostamento della palla facendola rotolare in una nuova posizione. Il giocatore erroneamente ha ripiazzato la palla dov’era originariamente e ha giocato il putt. Di conseguenza è stato penalizzato di due colpi per aver giocato da un posto sbagliato (Decisione 18-1/12). Questo perchè è irrilevante se un giocatore abbia rimosso il marca-palla prima che il vento abbia mosso la palla, poichè la palla è in gioco nel momento in cui è ripiazzata.

    Un altro caso ha coinvolto Tom Lehman durante il secondo giro dell’Open Championship al Royal Troon in Scozia nel 1997: alla seconda buca Vijay Singh gli chiede di spostare il marca-palla poichè era sulla sua linea del putt. Lehman sposta il proprio marca-palla, ma dimentica di riposizionarlo dove era in origine prima di giocare il putt. Risultato: due colpi di penalità per aver giocato da un posto sbagliato (Regola 20-7c).

    Due anni dopo, lo stesso Lehman è stato penalizzato nuovamente per un’altra infrazione che riguarda il marca-palla, questa volta durante un incontro con Emanuele Canonica. In questa circostanza egli rappresentava gli Stati Uniti nell’ Alfred Dunhill cup a St. Andrews. Alla buca 18,  Lehman erroneamente sollevava il marca-palla dopo essere stato battuto e per questo è stato penalizzato di un colpo.

    Un  altro caso  simile a quello di Lehman che ha coinvolto il marca-palla è accaduto quarant’anni prima a Bobby Locke allora trentanovenne durante il British Open a St. Andrews nel 1957:
    Il giocatore marca la palla sul green lateralmente ad una testa di bastone durante il gioco della 72sima buca e dimentica di riposizionarla dove era in origine, giocando il putt da un posto sbagliato.
    L’errore è stato rilevato in un documentario e sottoposto al giudizio del Royal and Ancient dopo che il trofeo era stato consegnato. Poichè Bobby Locke era leader con tre colpi di vantaggio su Peter Thompson, il Comitato di Campionato decise, con un ritardo di otto giorni,  che egli non aveva tratto alcun vantaggio. Citando l’equità e lo spirito del gioco, il Comitato concluse che Locke non avrebbe dovuto essere  squalificato.

    Ci sono giocatori che adoperano un aiuto mentale per ricordare di riposizionare la propria palla dove era in origine dopo averla spostata lateralmente ad una o più teste di bastone, questo perchè, come si evince da moltissimi casi accaduti, è veramente facile dimenticare questa procedura, specialmente verso la fine di un giro faticoso quando la stanchezza prende il sopravvento e la concentrazione non è al massimo.
    Un caso bizzarro è accaduto a Ian Woosnam durante la World Cup nel 1991, quando è stato penalizzato di un colpo per aver dimenticato di marcare la palla sul green e averla comunque alzata: il giocatore si era allontanato per andare in toilette e nel tornare si era accorto che nella fretta non aveva marcato la propria palla avendola comunque alzata!  🙂

    Il golf è uno sport di regole: alcune ci aiutano, altre no. L’unico modo per non incorrere in inutili penalità è quello di conoscere le regole del golf e di portare sempre un libretto delle regole in sacca.

    Buon gioco!  🙂

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

  • CONFUSIONE ALLA BUCA 18 DURANTE IL WOMEN’S BRITISH OPEN A CARNOUSTIE

    Durante il Ricoh Women’s British Open a Carnoustie si è verificata una situazione particolare che ha coinvolto la giocatrice americana quattro volte vincitrice del LPGA tour, Angela Stanford.
    Durante la trasmissione in diretta sulla BBC, si vede la giocatrice effettuare il secondo colpo alla buca 18 e la sua palla sembra che rotoli verso la recinzione metallica che definisce il fuori limite sul lato sinistro della buca. In effetti,  essa si ferma contro uno dei supporti di ferro della recinzione con una piccola parte della palla che sporge verso il campo. Grazie ad uno dei cameramen presenti sul posto, si poteva notare che, sebbene la palla fosse in campo per una minima parte, se la Stanford avesse optato di giocare la palla, avrebbe avuto un colpo sicuramente non facile, magari avrebbe dovuto prendere lo stance contro la staccionata e probabilmente avrebbe colpito la palla con la punta del putter per mandarla verso la buca.
    La giocatrice, intanto, è ripresa mentre gioca un’altra palla che termina in green.
    Arrivata sul posto, la Stanford si trova di fronte ad una situazione diversa da quella che era apparsa sul video pochi minuti prima: si nota chiaramente che la palla della giocatrice si era mossa misteriosamente  in avanti di qualche centimetro e che non giaceva contro il supporto della recinzione, bensì adesso era visibilmente in campo. Era abbastanza ovvio che qualcuno avesse calciato la palla della Stanford, indubbiamente  per cercare di favorire la giocatrice evitando che la sua palla fosse giudicata fuori limite. Nel far questo, però, colui che ha agito in favore della giocatrice non ha pensato che la posizione della palla della Stanford era stata peggiorata, in quanto la giocatrice non avrebbe avuto possibilità di effettare il backswing e non avrebbe potuto ovviare all’interferenza con la recinzione del fuori limite senza penalità. Sul posto, Angela Stanford viene informata dell’accaduto e da ciò deriva quindi un inevitabile ritardo, visti coinvolti gli spettatori, i marshall, i caddies e il Rules Official per cercare di carpire tutte le informazioni possibili che potessero determinare l’originale posizione della palla.
    Andrew Cotter, presentatore della BBC, testimone dalla cabina di trasmissione di quanto accaduto e della posizione originaria della palla di Angela Stanford, viene chiamato sul posto per confermare che la palla della giocatrice era stata mossa e per dimostrare dove essa fosse originariamente.
    Nonostante la descrizione accurata di Cotter, la palla della Stanford viene ripiazzata dalla giocatrice seguendo le indicazioni del Rules Official, in un punto diverso da quello originario e cioè qualche centimetro più avanti del supporto metallico della recinzione, in poche parole una via di mezzo tra il punto originario e quello dove la palla si era fermata dopo essere stata mossa dallo spettatore.
    A questo punto la situazione diventa assurda quanto ancora più complessa, poichè viene evidenziato che, quando la giocatrice dopo aver effettuato il colpo ha visto il marshall sbracciarsi, ha pensato che la palla fosse fuori limite, quindi ne ha messo un’altra in gioco senza dichiarare che fosse una provvisoria. La seconda palla era quella che la Stanford aveva mandato in green. Riluttante, la Stanford ammette che il caso era andato proprio in questo modo e qualcuno si è chiesto anche il motivo del perchè tanta perdita di tempo nel determinare la posizione della palla originaria dell’americana, visto che poi sarebbe stata irrilevante data la situazione.
    La stranezza finale giunge quando il Rules Official viene richiamato dal caddie della Stanford per confermare se il quarto fosse il colpo successivo della giocatrice, cosa che egli afferma, ma in realtà la palla giaceva in green già con il quarto colpo ( 1- tee shot, 2-colpo vicino alla staccionata, 3- penalità per colpo e distanza, 4 – colpo in green).
    Sfortunatamente la Stanford ha poi segnato un doppio bogey dopo due putt per chiudere la 18 del secondo giro del Women’s Open.

    Da una prospettiva sulle Regole, questo strano episodio solleva diversi punti:

    • Una palla è Fuori Limite quando si trova interamente fuori limite (Definizione di Fuori Limite).
    • Gli oggetti che definiscono il fuori limite (in questo caso la recinzione metellica) sono da considerarsi fissi, pertanto non si può ovviare all’interferenza con essi senza penalità (Definizione di Fuori Limite).
    • Un giocatore può stare fuori limite per giocare una palla che si trova entro i limiti del campo (Definizione di Fuori Limite).
    • Un giocatore può colpire la palla con qualsiasi parte della testa del bastone, purchè la palla sia colpita nettamente (Decisione 14-1/1).
    • Un giocatore può colpire nettamente una palla anche se altro materiale (ad es. una recinzione) interviene tra la palla e il proprio bastone (Decisione 14-1/5).
    • Se una palla è mossa da un agente estraneo, non vi è penalità e la palla deve essere ripiazzata (Regola 18-1).
    • Se un giocatore gioca una palla il più vicino possibile al punto dove per ultimo ha giocato la palla originaria senza prima annunciare che sta giocando una palla provvisoria, tale palla non è una palla provvisoria, ma diventa la palla in gioco con la penalità di colpo e distanza (Regola 27-2a).

    Buon gioco!  🙂

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

  • PALLA INFOSSATA NEL BORDO DEL BUNKER

    Non è usuale, ma qualche volta ci si può trovare di fronte a una situazione come questa evidenziata dall’immagine qui a lato:  giocate un colpo dal bunker e la vostra palla si infossa nel proprio pitch-mark nel bordo del medesimo bunker.
    La palla è infossata nel terreno (radici), appena al di sopra del livello della sabbia, quindi è infossata nel percorso e non in bunker.

    La Regola 25-2 consente di ovviare all’interferenza senza penalità solo se la palla è infossata in una parte accuratamente rasata del percorso, tuttavia può essere menzionata nelle Regole Locali la possibilità di estendere tale permesso a tutto il percorso, come scritto nell’ Appendice I, parte b relativa alla palla infossata.
    Questa è la dicitura riportata nell’Appendice I:

    Sul percorso, una palla che è infossata nel proprio pitch mark nel terreno può essere, senza penalità, alzata, pulita e droppata il più vicino possibile a dove essa giaceva, ma non più vicino alla buca. La palla, quando droppata, deve prima colpire una parte del campo sul percorso.

    A questo punto, come si può procedere secondo le Regole quando la palla si trova infossata nel proprio pitch mark in un bunker o nel bordo di un bunker?


    Per prima cosa, non è possibile ovviare all’interferenza senza penalità se la palla è infossata nel proprio pitch-mark in bunker, in una situazione chiamata spesso a “uovo fritto”: si può giocare la palla come si trova, oppure  dichiararla ingiocabile e dropparla con un colpo di penalità in bunker secondo la Regola 28b o c, o rigiocare la palla dal punto in cui si è giocato il colpo precedente, secondo la Regola 28a.
    La Definizione di bunker include queste parole:

    (…) Il terreno erboso circostante o all’interno di un bunker, incluse le sponde realizzate con zolle impilate (inerbite oppure in terra), non fa parte del bunker. Una parete o un bordo del bunker non inerbiti sono parte del bunker (…)

    Questo spiega ciò che è evidenziato nell’immagine qui sopra: la palla è infossata nel proprio pitch-mark nel terreno sul percorso e non in bunker. E’ abbastanza improbabile (ma non impossibile) che l’area che circonda il bordo di un bunker possa essere considerata parte accuratamente rasata del percorso. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il giocatore non può ovviare all’interferenza senza penalità se la sua palla è infossata nel bordo del bunker; egli può giocare la palla come si trova, oppure dichiararla ingiocabile e dropparla con un colpo di penalità secondo la Regola 28.
    Se invece l’area è considerata parte accuratamente rasata del percorso, allora si può ovviare all’interferenza procedendo allo stesso modo come se la palla si trovi infossata nel proprio pitch-mark in fairway (Regola 25-2):

    “Una palla infossata nel suo pitch-mark nel terreno in qualunque parte accuratamente rasata del percorso può essere alzata, pulita e droppata senza penalità, il più vicino possibile al punto in cui la palla si trovava, ma non più vicino alla buca. La palla, quando droppata, deve prima colpire una parte del campo sul percorso.
    “Parte accuratamente rasata” significa qualsiasi area del campo, inclusi i sentieri attraverso il rough, rasata all’altezza del fairway o ad altezza inferiore”.

    Notate che la palla deve essere droppata “il più vicino possibile al punto in cui essa si trovava, ma non più vicino alla buca”, quindi nelle circostanze sopra descritte questo può significare droppare la palla proprio nella parte ripida del bordo del bunker, da dove, molto probabilmente la palla rotolerà indietro nel bunker. In questo caso, secondo la Regola 20-2c, la palla deve essere ridroppata. Se essa nuovamente rotola in bunker, allora dovrà essere piazzata il più vicino possibile al punto dove ha colpito per la prima volta una parte del campo quando è stata ridroppata (in questo caso vicino al punto dove si era infossata), non più vicino alla buca.

    Se la vostra palla è infossata e potete ovviare senza penalità all’interferenza, non fate l’errore di riparare il pitch-mark prima di droppare la palla: questa è infrazione alla Regola 13-2 per aver migliorato l’area nella quale la palla dovrà essere droppata eliminando un’irregolarità del terreno (Decisione 13-2/10).
    Tuttavia, se la vostra palla quando droppata rotola nuovamente nel pitch- mark dal quale avete ovviato, allora potrà essere droppata nuovamente senza penalità; se la situazione si ripete, allora la palla potrà essere piazzata nel punto in cui ha colpito per la prima volta una parte del campo quando è stata ridroppata.

    Buon gioco! 😉

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.



     

     

     

  • QUANDO UN GIOCATORE NON E’ IN GRADO DI IDENTIFICARE LA PALLA

    Qui di seguito proponiamo una situazione che accade non di rado:  un giocatore effettua il tee shot mandando la palla in un’area dove egli pensa che non sia facile trovarla, quindi correttamente mette in gioco una palla provvisoria indirizzandola nella stessa zona dove ha mandato la palla originaria.
    Arrivato sul posto dove egli pensa che si possa trovare la palla originaria, il giocatore trova entrambe le palle a pochi centimetri di distanza l’una dall’altra… ma non è in grado di identificare l’originaria dalla provvisoria in quanto esse non solo sono della stessa marca e numero, ma sono marcate allo stesso modo, quindi sono identiche. Dal momento in cui egli non è in grado di determinare quale sia la palla originaria, come deve procedere?

    Prima di chiarire questa situazione particolare, sottolineiamo che in stroke play, se due giocatori che giocano due palle identiche non aventi segni di identificazione su esse, trovano le loro palle  l’una vicino all’altra e non sono in grado di determinare quale sia la propria, devono considerare entrambe le palle perse, come stabilito dalla Decisione 27/10.
    Questo è logico quando si realizza che nessun giocatore potrà essere sicuro di non giocare una palla sbagliata e se si gioca una palla sbagliata senza correggere il proprio errore prima di giocare dal tee successivo si è squalificati – Regola 15-3b.
    Tuttavia, questo ruling non sarebbe equo nelle circostanze descritte sopra, in quanto avrebbe come conseguenza il fatto che il giocatore debba tornare indietro sul tee di partenza a giocare il quinto colpo, sebbene abbia trovato entrambe la palla provvisoria e la palla originaria e non sappia determinare quale sia l’originaria. Pertanto egli deve scegliere una delle palle considerandola come provvisoria e abbandonare l’altra. Il giocatore quindi giocherebbe il quarto colpo dal posto dove ha trovato entrambe le palle.  La Decisione 27/11 chiarifica questa e altre situazioni simili dove un giocatore non è in grado di distinguere la palla originaria dalla provvisoria.

    In conclusione, con questo si vuole ribadire il consiglio che ogni giocatore dovrebbe mettere un segno di identificazione sulla propria palla,  non perchè potrebbe trovarsi (e non è escluso) in una situazione simile a quella descritta precedentemente, ma perchè semplicemente può evitare di segnare colpi aggiuntivi dovuti alla penalità per aver giocato una palla sbagliata e questo capita di sovente.

    Buon gioco! 🙂

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione

  • CHARL SCHWARTZEL OTTIENE L’OVVIARE ALL’INTERFERENZA CON UN IRRIGATORE

    Durante il secondo giro del Memorial Tournament 2011, si è verificato un ruling interessante che ha coinvolto il giocatore sudafricano Charl Schwartzel alla buca 11 del Muirfield Village GC, in Ohio.
    La palla di Schwartzel si ferma in mezzo a due  irrigatori, quindi il giocatore chiede l’intervento del Rules Official, Jon Brendle.

    Per capire meglio l’accaduto e quindi dare una propria opinione in merito, mostriamo il  video pubblicato dal PGA  Tour su you tube:

    Charles Schwartzel ottiene di poter ovviare all’interferenza con l’irrigatore che impediva il gioco del suo colpo successivo, il che ha creato diverse opinioni in merito. Sicuramente parecchi sono del parere che egli non avrebbe avuto il diritto di ovviare all’interferenza, poichè la sua palla  si trovava a diversi centimetri dall’irrigatore; tuttavia, quando il Rules Official  ha domandato al giocatore il perchè egli volesse ovviare all’interferenza, Schwartzel gli ha risposto che aveva la sensazione che l’irrigatore potesse interferire con il colpo che avrebbe effettuato, probabilmente nel sollevare la zolla durante il follow-through. Da quello che si evince dal video, sembra che Brendle non fosse molto convinto della risposta del giocatore, tuttavia in questi casi è molto difficile per un Rules Official dare un parere decisionale contrario, poichè i giocatori effettuano i loro colpi in un’ampia varietà di modi.

    L’altra questione che è sorta è data dal fatto che sembra come se Schwartzel misuri la distanza di un bastone dal punto dove la sua palla giaceva; in effetti, una verifica più accurata lo nega.  C’è un’interruzione del video di circa 36 secondi, nel qual tempo il giocatore ha marcato con un tee il punto più vicino dove ovviare, proprio qualche centimetro più avanti dell’irrigatore. Egli quindi misura correttamente la distanza di un bastone da quel segno e droppa entro la distanza determinata, non più vicino alla buca. Il punto è che questo lo ha portato, per sua fortuna, ad avere una nuova posizione della palla, dal primo taglio di rough al fairway. Il ruling è durato circa dieci minuti.

    Per eventuali opinioni aprire un thread sul forum regolegolf.com.

    Buon gioco!  🙂

     

    Testo tratto dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

  • L’IMPORTANZA DI CONOSCERE LE REGOLE LOCALI

    Chi non ricorda cosa è accaduto a Dustin Johnson lo scorso anno al PGA Championship nel Wisconsin, quando il giocatore è stato penalizzato di due colpi per aver appoggiato sul terreno il bastone  in bunker alla 72esima buca, privandosi, in questo modo, di giocare il play off contro Bubba Watson e Martin Kaymer?
    Come da consuetudine nei major tournaments, a tutti i  concorrenti nell’atto di registrazione, viene consegnato un foglio contenente le Regole Locali e le Condizioni di Gara.
    Una di queste condizioni in quel caso stabiliva inequivocabilmente:

    “Tutte le aree del campo che sono state disegnate e preparate come bunkers di sabbia, saranno considerate come bunkers (ostacoli), sia che esse siano state rastrellate o meno.
    Questo sta a significare che molti bunkers situati all’esterno delle corde, allo stesso modo di alcune aree di bunkers che sono site all’interno delle corde stesse in prossimità della linea delle corde, includeranno probabilmente molte impronte,  segni di tacchi e segni di pneumatici durante il gioco del Torneo.
    Tali irregolarità della superficie sono parte del gioco e da queste condizioni non sarà consentito ovviare all’interferenza senza penalità”.

    Gli organizzatori avevano inoltre attaccato ad ogni specchio dello spogliatoio dei giocatori un foglio contenente tale chiarimento. Potete quindi immaginare che Dustin Johnson non potesse non sapere, e quasi sicuramente lo ha dimenticato in quel momento, che non avrebbe dovuto appoggiare il bastone sul terreno di uno dei circa mille bunkers presenti sul campo di Whistling Straights.

    E’ la Regola 33-8a che consente ai Comitati di scrivere e pubblicare Regole Locali per condizioni anormali, sempre che esse siano in accordo con la linea di condotta stabilita nell’Appendice I delle Regole del Golf.
    Consideriamo il perchè è importante familiarizzare con le Regole Locali ponendo alcune domande:

    Se non vi è alcuna Regola Locale in atto:

    1. Potete ovviare all’interferenza senza penalità se la vostra palla si ferma su un’area di partenza?
    2. Potete rimuovere le pietre dai bunkers?
    3. Potete adoperare un congegno che misura unicamente la distanza?
    4. Potete adoperare un binocolo?
    5. Potete ovviare all’interferenza con giovani piante con tutore?
    6. Potete ovviare all’interferenza con le stradine ricoperte da schegge di legno?
    7. Potete scegliere di giocare dal terrreno in riparazione piuttosto che ovviare all’interferenza?
    8. Potete ovviare all’interferenza per una palla infossata nel proprio pitch mark in fairway?
    9. Potete ovviare all’interferenza con la linea del putt da un irrigatore che si trova a bordo green?
    10. Potete ovviare all’interferenza senza penalità se la vostra palla finisce in un buco di aerazione fatto da un greenkeeper?

    Qui di seguito le risposte. Ricordate che esse si riferiscono a quando non vi è alcuna Regola Locale in atto:

    1. Potete ovviare all’interferenza senza penalità se la vostra palla si ferma su un’area di partenza? No.
    2. Potete rimuovere le pietre dai bunkers? No.
    3. Potete adoperare un congegno che misura unicamente la distanza? No.
    4. Potete adoperare un binocolo? .
    5. Potete ovviare all’interferenza con giovani piante con tutore? No.
    6. Potete ovviare all’interferenza con le stradine ricoperte da schegge di legno? .
    7. Potete scegliere di giocare dal terrreno in riparazione piuttosto che ovviare all’interferenza? Sì.
    8. Potete ovviare all’interferenza per una palla infossata nel proprio pitch mark in fairway? Sì.
    9. Potete ovviare all’interferenza con la linea del putt da un irrigatore che si trova a bordo green? No.
    10. Potete ovviare all’interferenza senza penalità se la vostra palla finisce in un buco di aerazione fatto da un greenkeeper? No.

    Quanti di voi sono riusciti a rispondere correttamente a tutte e 10 le domande?

    Ora, se i Comitati hanno introdotto Regole Locali:  che proibiscono il gioco da tutte le aree di partenza, che consentono la rimozione delle pietre dai bunkers, che permettono di ovviare all’interferenza con la linea del putt da irrigatori siti in prossimità dei greens, che permettano l’uso di congegni che misurino unicamente la distanza, che rendano obbligatorio l’ovviare all’interferenza da giovani piante con tutore e da Terreno in Riparazione, allora sei di queste risposte sarebbero diverse.
    Quindi è importante controllare e studiare le Regole Locali del campo prima di cominciare una gara o un giro.
    Un punto fondamentale che non tutti i giocatori conoscono, è che se non si applica una Regola Locale, si incorre in penalità.  Ad esempio, se la vostra palla finisce vicino ad una pianta con tutore e vi è una Regola Locale che stabilisce l’obbligo di ovviare all’interferenza, dovete assicurarvi che nè il vostro bastone, nè alcuna parte del vostro corpo tocchi quella condizione durante il colpo, oppure incorrerete in penalità per infrazione alla Regola Locale. Questo vale persino se avete ovviato all’interferenza, ma non sufficientemente da evitare la condizione durante il colpo. Tale esempio sta a sottolineare che bisogna ovviare completamente alla condizione che interferisce con il colpo.

    Conoscere le Regole Locali e le Condizioni di Gara che sono in vigore è essenziale prima di cominciare qualsiasi giro. Chiedetelo a Dustin Johnson!  😉

     

    Immagine di David Moor, testo tratto dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.