Categoria: RULES SCHOOL & NEWS

Notizie, rulings e casi particolari (Sveva Greco)

  • IL “PUNTO PIU’ VICINO DOVE OVVIARE” ALL’INTERFERENZA

    C’è un argomento in particolare nelle Regole del Golf la cui comprensione è difficile non a pochi golfisti e che interessa un’area importante da comprendere al meglio se si vuole giocare nel modo più corretto:
    il punto più vicino dove ovviare all’interferenza.
    Il motivo della sua importanza è dato dal fatto che non si possono giocare molti giri senza incorrere prima o poi in una circostanza dove si richiede di droppare avendo stabilito il punto più vicino dove ovviare all’interferenza. Ci sono quattro situazioni dove entra in gioco il punto più vicino dove ovviare all’interferenza:

    • Interferenza con il lie della palla, lo stance o lo swing che si intende effettuare da un’ostruzione inamovibile. Esempi di ostruzioni inamovibili possono essere: strade e sentieri pavimentati artificialmente, qualsiasi costruzione presente sul campo che non sia stata dichiarata dal Comitato come parte integrante del percorso, ponti, colonnine dell’irrigazione, irrigatori, qualsiasi oggetto artificiale sul campo che non sia rimovibile, quali cartelli direzionali, panchine ecc.
    • Interferenza con il lie della palla, lo stance o lo swing che si intende effettare da una condizione anormale del terreno.
      Secondo le Regole ci sono tre tipi di condizioni anormali del terreno: aree di acqua occasionale, terreno in riparazione come stabilito dal Comitato ( compreso del materiale accatastato per la rimozione anche se non marcato), buca, terreno espulso o tracce di galleria fatte da un animale scavatore, da un rettile o da un uccello.
    • Quando la palla giace su un putting green sbagliato, che per definizione è qualsiasi putting green ad esclusione di quello della buca in cui si sta giocando e che include qualunque putting green di pratica.
    • Quando è in vigore la Regola Locale che preserva le giovani piante con tutore.

    Nelle prime due situazioni il giocatore può ovviare all’interferenza senza penalità droppando la palla entro la distanza di un bastone dal punto più vicino dove ovviare all’interferenza;

    Nella terza situazione il giocatore deve ovviare all’interferenza per una palla che giace su un putting green sbagliato, in altre parole non può giocare la palla come si trova.

    La quarta situazione prevede di ovviare all’interferenza con il lie della palla, lo stance o lo swing che si intende effettuare da giovani piante con tutore e che di solito è obbligatoria, a seconda di come stabilito dal Comitato.

    Ma come stabilire il punto più vicino dove ovviare?
    Quello che non tutti i golfisti conoscono è che il  punto più vicino potrebbe essere nel rough alto, al centro di un cespuglio, dietro un muro che non si trova nell’area dello swing che si intende effettuare o persino all’interno di un tronco di un albero! Il punto più vicino è il punto più vicino dove ovviare all’interferenza e spesso non è il punto più bello!
    Quindi , come misurare la lunghezza di un bastone ad esempio dal punto più vicino che si trova all’interno del tronco di un albero? La risposta è che bisogna stimare la distanza, quindi se il punto più vicino è al centro del tronco dell’albero e il diametro dell’albero è della lunghezza di mezzo bastone, allora la palla sarà droppata entro l’altra metà rimanente della lunghezza di bastone dal bordo dell’albero, non più vicino alla buca ( vedere anche le Decisioni 24-2b/3.5 e 24-2b/3.7)
    L’errore che molti fanno è quello di considerare che stanno ovviando all’interferenza (dalle circostanze elencate sopra) da qualcosa che rende il colpo successivo più difficile, quindi scelgono un punto più vicino che sia comodo per loro. Questo è sbagliato.
    Il punto più vicino non si sceglie: è quello stabilito dalle Regole. Bisogna droppare la palla dal punto più vicino che ovvia all’interferenza non più vicino alla buca, tutto qui.
    Per questa ragione è importante che prima di alzare la palla si valuti l’area dove andrà a trovarsi il punto più vicino, che può spesso essere in una posizione più sfavorevole del lie originario della palla.

    La definizione di punto più vicino dove ovviare all’interferenza è qui di seguito:

    “E’ il punto di riferimento per evitare, senza penalità, l’interferenza con un’ostruzione inamovibile (Regola 24-2), una condizione anormale del terreno (Regola 25-1) o un putting green sbagliato (Regola 25-3).
    E’ il punto più vicino sul campo a dove giace la palla:
    (i) che non è più vicino alla buca; e
    (ii) dove, se la palla ivi giacesse, non vi sarebbe interferenza con la condizione dalla quale si vuole ovviare nell’eseguire il colpo che il giocatore avrebbe fatto dalla posizione originaria se la condizione non fosse stata lì.
    Nota: per determinare accuratamente il punto più vicino dove ovviare, il giocatore dovrebbe usare il bastone con il quale avrebbe fatto il suo colpo successivo se la condizione non fosse stata lì, simulando la posizione per l’address, la direzione di gioco e lo swing per quel tipo di colpo. ”

    Buon gioco!  🙂

     

     

     

    Testo tratto dal Blog di B. Rhodes, con la sua gentile autorizzazione

     

     

     

  • NIENTE PIU’ PALLE DA GOLF!

    Il golfista americano John Daly ha suscitato un pò di agitazione quando ha abbandonato il campo durante il primo giro dell’Australian Open a The Lakes Golf Club.

    Dopo aver mandato sei palle in acqua alla buca 11, il vincitore dell’Open Championship del 1995 ha stretto la mano del suo compagno di gioco Craig Parry prima di lasciare il campo asserendo di essere rimasto senza palle da golf.

    Diversamente dai bastoni per i  quali  un giocatore è limitato a trasportarne non più di quattordici, le Regole del Golf non mettono limite al numero di palle che si possono portare o usare durante il giro. Quindi Daly avrebbe potuto portarne un numero maggiore, se lo avesse voluto.
    Inoltre, sebbene un giocatore durante un giro non debba prendere in prestito un bastone da un avversario o da un compagno di gioco, gli è consentito farlo con le palle da golf. Un giocatore che esaurisce le proprie palle può rifornirsi da qualsiasi fonte, purchè, nel fare questo,  non ritardi il gioco inutilmente (Regola 6-7).

    Come è solito ai livelli di gioco d’elite, all’Australian Open era in vigore la “Lista delle Palle da Golf Conformi, cioè la palla che un giocatore gioca deve essere presente nella lista vigente delle palle da golf conformi pubblicata dal R&A.  Una complicazione nel caso di Daly è stata appunto quella che anche la “Condizione di una Sola Palla”  fosse in vigore.
    Questa “Condizione di una Sola Palla” è un requisito che specifica che la palla che il giocatore usa deve essere della stessa marca e modello come descritto da una singola voce nella vigente Lista della Palle da Golf Conformi (vedi Appendice I, Parte C delle Regole del Golf).
    Pertanto, se Daly si fosse rifornito di altre palle, avrebbe dovuto assicurarsi che la palla  fosse della stessa marca e modello di quella che fino a quel punto nel giro stava giocando; egli non avrebbe potuto cambiare per un altro modello di palla, persino dello stesso produttore.

    Si raccomanda che la “Condizione di una Sola Palla” sia introdotta soltanto in gare che coinvolgono giocatori esperti, poichè non ci si aspetta che la maggior parte dei golfisti dilettanti abbia palle da golf totalmente della medesima marca e modello. Così, per la vasta maggioranza del gioco nel mondo non c’è assolutamente alcun problema nel giocare modelli differenti di palle durante il giro; le palle dovranno solo essere conformi alle Regole (Regola 5), tutto qui.  Se cambiate la vostra palla tra il gioco di due buche non siete obbligati ad informare il vostro avversario o compagno di gioco. Tuttavia, spesso è buona norma farlo, per evitare qualsiasi confusione inutile nel resto del giro.

    Per quanto riguarda  le palle “x – out”, ” rinnovate” e con la stampa “pratica”, generalmente il loro uso è perfettamente accettabile.

    “X- out” è il nome comune adoperato per una palla che un produttore considera imperfetta (solitamente solo per ragioni estetiche: ad esempio per errori di verniciatura o stampa) e pertanto ne ha barrato il nome della marca.
    Una palla da golf “rinnovata” è una palla di seconda mano che è stata pulita ed è stato stampato su di essa “rinnovata”.
    In mancanza di una forte evidenza che provi che una palla “X-out” o “rinnovata” non sia conforme alle Regole,  il suo uso è consentito.
    Tuttavia, in una gara dove il Comitato ha adottato la condizione che la palla che il giocatore usa debba essere presente nella Lista delle Palle da Golf conformi, tale palla non potrà essere adoperata, anche se la palla in questione ( senza la dicitura “x-out” o “rinnovata”) appare nella Lista.

    In molti casi, le palle con la stampa “Pratica” sono semplicemente palle da golf conformi sulle quali è stato impresso “PRACTICE” ( ad esempio una palla con il logo del circolo). Tali palle possono essere adoperate persino laddove il Comitato ha adottato la condizione che la palla che il giocatore usa debba essere presente nella Lista delle Palle da Golf Conformi.

     

    Buon gioco!   🙂

     

  • REGOLA 25-3: PUTTING GREEN SBAGLIATO

    Sicuramente molti golfisti si sono trovati almeno una volta in una situazione in cui la propria palla è andata a fermarsi su un putting green diverso da quello della buca in cui si stava giocando: un putting green sbagliato. In questo articolo andremo quindi ad esaminare quello che succede quando la palla si ferma in una condizione come questa appena menzionata.
    Il punto di partenza è la Definizione di Putting Green Sbagliato secondo le Regole del Golf:

    “Un Putting Green Sbagliato è qualsiasi putting green diverso da quello della buca che si sta giocando. A meno che sia stato diversamente stabilito dal Comitato, questo termine comprende un putting green di pratica o per approcci situato sul campo”.

    Proprio per l’estrema cura e la manutenzione che si adopera nel preparare i putting greens, è opportuno proteggerne la superficie in qualunque momento. Di conseguenza, i putting greens sbagliati si comportano come un’entità separata secondo la Regola 25-3 al fine di prevenire qualunque danno inutile. Esaminiamo l’argomento nei particolari rispondendo ad alcune domande:

    Quando si ha diritto ad ovviare all’interferenza?

    Un giocatore ha interferenza con un putting green sbagliato quando la sua palla tocca o si trova sulla superficie del putting green sbagliato; soltanto in questa situazione un giocatore ha diritto ad ovviare senza penalità. L’interferenza con lo stance del giocatore o l’area dello swing che si intende effettuare non è, di per sè, interferenza secondo la Regola 25-3.

    Come ovviare all’interferenza con un putting green sbagliato?

    Per ovviare all’interferenza, il giocatore deve alzare la palla e dropparla entro la distanza di un bastone da e non più vicino alla buca del punto più vicino dove ovviare all’interferenza dal putting green sbagliato. Poichè lo stance e l’area dello swing che si intende effettuare non sono inclusi nell’interferenza secondo questa Regola, con tutta probabilità il punto più vicino sarà appena fuori dal putting green sbagliato. Quando la palla è droppata deve colpire una parte del campo che non sia su un putting green o in un ostacolo. Vale la pena notare che secondo questa Regola una palla può essere pulita quando viene alzata.

    Che cosa succede se si droppa la palla e si scopre che si sta ancora con i piedi sul putting green sbagliato? In questo caso si è ovviato completamente?

    Sì. L’interferenza con un putting green sbagliato si ha con il lie della palla. Pertanto un giocatore può stare sul putting green per giocare la palla una volta che ha ovviato all’interferenza.

    I collars attorno ai greens sono anche ben mantenuti. Si può ovviare all’interferenza anche con essi?

    In linea generale non si può ovviare all’interferenza dal collar. Tuttavia, il Comitato in carica per la gara può emanare una Regola Locale che richiede che una palla sia droppata non solo ovviando all’interferenza con la superficie del putting green, ma anche con quella del collar. Quindi, al fine di applicare la Regola 25-3, secondo tale Regola Locale, il putting green sbagliato potrà includere anche il collar che circonda il green.

    Infine i greens doppi. La Regola 25-3 si applica ai greens doppi?

    Un green doppio è un putting green che è diviso da due buche. La seconda e la sedicesima buca dell’Old Course di St. Andrews ne sono un perfetto esempio. Se nel giocare la buca 16 una palla va a fermarsi su una parte del green vicino all’asta della bandiera per la buca 2, la Regola 25-3 non si applica, in quanto in questo caso si tratta di un unico putting green. Il giocatore deve giocare la palla come si trova anche se deve giocarne uno di 50 metri o forse più!  😉

     

    Buon gioco!   🙂

     

     

  • PREFERRED LIES ( PIAZZARE LA PALLA)

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    Con il cattivo tempo alle porte, tipico di questa stagione dell’anno,  è bene trattare un argomento di comune interesse che rientra in quelle che sono le Regole invernali, ossia il piazzamento della palla. Condizioni avverse come neve, gelo, periodi di piogge continue e un rallentamento della crescita del manto erboso in questo periodo specifico possono rendere le condizioni del campo meno che soddisfacenti. In tali circostanze, per aiutare il gioco e proteggere il campo durante il periodo invernale, un Comitato può introdurre Regole Locali per neutralizzare tali condizioni avverse. Esaminiamo l’argomento nei particolari con domande e risposte:

    Posso automaticamente piazzare la mia palla durante l’inverno?

    Soltanto dopo che un Comitato ha introdotto una Regola Locale per il piazzamento della palla, un giocatore ha diritto a piazzare la propria palla. Dire semplicemente “il piazzamento della palla è in uso” oppure “si applicano le Regole Invernali” è inappropriato; il Comitato deve specificare chiaramente di che Regola Locale si tratti. Secondo l’enunciazione della Regola Locale raccomandata del R&A, un giocatore ha diritto a piazzare la palla quando questa si trova in un’area accuratamente rasata del percorso, come il fairway. Un’area accuratamente rasata è qualsiasi area del campo, inclusi i sentieri nel rough, che è tagliata ad altezza del fairway o inferiore ed include il fringe/collar attorno al green. Se la palla non giace su un’area accuratamente rasata, il giocatore non può piazzare la propria palla.

    Quindi, come posso piazzare la mia palla?

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    Se il giocatore sceglie di piazzare la palla, deve prima marcarne la posizione. La maggior parte dei giocatori useranno un tee per marcare la posizione della palla, ma una moneta o un altro oggetto simile è anche appropriato. Una volta che la palla è stata marcata, il giocatore può pulirla, se lo desidera. La palla deve quindi essere piazzata in un punto non più vicino alla buca entro l’area specificata dal Comitato,  ad esempio entro quindici centimetri.
    E’ da notare il fatto che quest’area possa variare da circolo a circolo; alcuni Comitati la stabiliranno entro quindici centimetri, altri entro la lunghezza di uno score oppure anche entro un bastone. Non vi è una Regola ferrea su questo, pertanto è meglio verificare in anticipo soprattutto quando si va a giocare in un campo diverso dal proprio, la distanza entro la quale la palla potrà essere piazzata per evitare penalità inutili e non gradite.
    Questo è ciò di cui il golfista del PGA tour Ryuji Imada avrebbe dovuto essere consigliato, per evitare i 26 colpi di penalità in cui è incorso in un passato torneo svoltosi in Cina: Imada credeva che avrebbe potuto piazzare la propria palla entro la distanza di un bastone dalla sua posizione originaria, come da standard nel PGA Tour. Invece le Regole Locali di questo torneo stabilivano il piazzamento della palla entro la distanza di uno score. Quando questo è stato fatto presente ad Imada, egli ha informato  i tournament officials sull’accaduto prima di firmare il proprio score. Egli è incorso in due colpi di penalità per ognuna delle tredici volte che ha piazzato la palla oltre i limiti prescritti dalla Regola Locale di quel torneo e alla fine ha totalizzato un risultato di 97 colpi pari a 24 sopra il par!

    Che succede se non mi piace il punto dove ho piazzato la mia palla e desidero cambiarlo?

    Il giocatore ha diritto a piazzare la palla una volta, quindi il punto dove piazzare la propria palla deve essere scelto accuratamente! La palla è in gioco nel momento in cui è piazzata sul terreno. Se il giocatore la solleva di nuovo e pertanto la muove, incorre in un colpo di penalità per aver mosso la propria palla in gioco e la palla deve essere ripiazzata (Regola 18-2a).

    Ci sono altre opzioni al piazzamento della palla?

    Non tutte le situazioni si risolvono con il piazzamento della palla: in presenza di fango e di terreno molto bagnato, laddove la palla si sporca facilmente, ad esempio, si può formulare una Regola Locale per consentire di pulire la palla. Se un Comitato introduce tale Regola Locale, al giocatore sarà concesso alzare la palla, pulirla e ripiazzarla nel punto esatto dove era originariamente. La posizione della palla deve essere marcata prima di essere alzata.

    Per ultimo, è importante evidenziare che le enunciazioni raccomandate per queste Regole Locali invernali si trovano nell’Appendice I, parte B, 4  a pagina 150-152 del Libro delle Regole del Golf.
    I membri e i visitatori dei circoli di golf dovrebbero avere un facile accesso alla lettura delle Regole Locali del campo, soprattutto quando un Comitato decide di introdurre Regole Locali temporanee come il piazzamento delle palla o altre Regole invernali. Quindi è bene che tali Regole Locali siano ben esposte nelle varie bacheche e magari anche negli spogliatoi, nel pro-shop e sul primo tee di partenza. Allo stesso modo, quando si verificano le condizioni per cui tali Regole invernali dovranno essere revocate, questo avviso deve essere ben esposto ed in evidenza così da evitare incertezze.

    Buon gioco!  🙂

  • PRINCIPALI MODIFICHE ALLE REGOLE DEL GOLF 2012-2015

    Qui di seguito pubblichiamo il comunicato stampa edito dal R&A con le principali modifiche alle Regole del Golf presentate sul sito di R&A.  Potete trovare ulteriori informazioni sull’argomento sul sito regolegolf.com.

    Buon aggiornamento!  😉

    GDE Errore: Impossibile caricare il profilo richiesto.
  • LE ZONE DI DROPPAGGIO

    Un argomento interessante e utile da considerare è quello delle Zone di Droppaggio. Effettivamente non vi è nulla nelle 34 Regole del Golf che regolamenti le Zone di Droppaggio, tuttavia se il Comitato considera che non è fattibile procedere in accordo con una Regola che prevede di ovviare all’interferenza ( ad esempio da un’ostruzione inamovibile, condizioni anormali del terreno o ostacoli d’acqua), può stabilire Zone di Droppaggio nelle quali le palle possono o devono  essere droppate quando si ovvia all’interferenza. Generalmente, tali Zone di Droppaggio dovrebbero essere previste come opzione aggiuntiva a quelle disponibili secondo la Regola in sè, piuttosto che essere obbligatorie.

    La procedura per l’uso delle Zone di Droppaggio dipende dalla esatta dicitura della Regola Locale. Nell’Appendice I, parteB, 8, le Autorità Competenti hanno previsto un’enunciazione specifica, adoperando l’esempio di una Zona di Droppaggio per un ostacolo d’acqua:

    “Se una palla si trova, o è noto o pressochè certo che una palla che non è stata trovata sia nell’ostacolo d’acqua (specificare la posizione), il giocatore può:
    (i) procedere secondo la Regola 26 oppure
    (ii) come opzione aggiuntiva, droppare una palla con la penalità di un colpo, nella Zona di Droppaggio.

    PENALITA’ PER INFRAZIONE ALLA REGOLA LOCALE:
    Match play – perdita della buca; Stroke play – due colpi”

    Nota:  Quando si utilizza una zona di droppaggio, si applicano le seguenti prescrizioni riguardo al droppaggio e ridroppaggio della palla:
    (a) il giocatore non è tenuto a stare in piedi all’interno della zona di droppaggio nel droppare la palla.
    (b) la palla droppata deve colpire per prima una parte del campo entro la zona di droppaggio.
    (c) se la zona di droppaggio è definita da una linea, la linea è all’interno della zona di droppaggio.
    (d) la palla droppata non deve necessariamente fermarsi all’interno della zona di droppaggio.
    (e) la palla droppata deve essere ridroppata se rotola e viene a fermarsi in una posizione prevista dalla Regola 20-2c(i-vi).
    (f) la palla droppata può rotolare più vicino alla buca del punto dove ha colpito per la prima volta una parte del campo, purchè si fermi entro la distanza di due bastoni da quel punto e non in una posizione che ricada nel punto (e).
    (g) purchè soddisfi le condizioni dei punti (e) ed (f), la palla droppata può rotolare e fermarsi più vicina alla buca

    • della sua posizione originaria o stimata (vedere Regola 20-2b);
    • del punto più vicino dove ovviare al meglio (Regole 24-2, 24-3, 25-1, 25-3) oppure
    • del punto dove la palla ha attraversato per l’ultima volta il margine dell’ostacolo d’acqua o dell’ostacolo d’acqua laterale (Regola 26-1).

    Una domanda frequente è se un giocatore può droppare una palla in una Zona di Droppaggio che si trova in un posto più vicino alla buca di dove si trova la propria palla. La risposta è sì, si può, a condizione che non vi è nulla nell’enunciazione della Regola Locale che stabilisca diversamente.  Ad un Comitato non è vietato imporre questa restrizione.  Sebbene questo principio non è riferito alla Regola Locale specifica sopra menzionata, c’è un riferimento a questo nella Regola Locale raccomandata per le Ostruzioni Temporanee Inamovibili (che generalmente si applicano agli eventi del tour) :

    Se il giocatore ha interferenza con un’ostruzione temporanea inamovibile, il Comitato può permettere o richiedere l’uso di una zona di droppaggio. Se nell’ovviare il giocatore si avvale di una zona di droppaggio, egli deve droppare la palla nella zona di droppaggio più vicina a dove la sua palla giaceva originariamente secondo la Clausola IV (Palla non trovata in un’Ostruzione Temporanea Inamovibile) (anche se la zona di droppaggio più vicina può essere più vicina alla buca).
    Nota: Un Comitato può emanare una Regola Locale che proibisca l’uso di una zona di droppaggio che sia più vicina alla buca.

    Si ricorda che la Regola Locale riprodotta sopra è una Regola Locale specifica che si trova nell’Appendice B in fondo al libro delle Regole del Golf.  I giocatori che incontrano una Zona di Droppaggio sul campo possono controllare l’esatta dicitura della Regola Locale in vigore. Naturalmente, si consiglia di leggere tutto il foglio delle Regole Locali del campo in cui si gioca prima di iniziare un giro  😉

    Buon gioco!  🙂

     

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B. Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

     

  • RORY McILROY- QUANDO UNA PALLA SBAGLIATA NON E’ UNA PALLA SBAGLIATA

    Durante il terzo giorno del Kolon Korea Open, Rory McIlroy giocava la buca 12 par 4 quando è accaduto un insolito incidente. Il giocatore irlandese aveva già mandato la prima palla fuori limite e la seconda palla si trovava in rough. Mentre effettuava uno swing di pratica, McIlroy ha colpito un’altra palla, che era in rough, ma che egli non aveva visto. In un primo momento, un Rules Official lo ha penalizzato di due colpi per aver giocato una palla sbagliata, ma questo ruling incorretto è stato rivisto alla svelta. Effettivamente, un colpo non è colpo se non è fatto con l’intenzione di colpire la palla. Poichè Rory McIlroy non sapeva neanche che la palla abbandonata era vicino al posto dove egli ha effettuato lo swing di pratica, il giocatore non incorre in penalità.
    La Decisione 7-2/7 chiarifica il ruling:

    D. Un giocatore esegue un movimento di pratica nel rough e smuove una palla nascosta. C’è qualche penalità?
    R. No. Poichè il giocatore non aveva intenzione di colpire la palla nascosta, il suo movimento resta un movimento di pratica e non un colpo. Di conseguenza, non c’è bisogno di domandarsi  se abbia giocato un colpo di pratica (Regola 7-2) o un colpo con una palla sbagliata (Regola 15-3).

    Sembra da quanto è stato riportato che McIlroy non abbia contestato il ruling iniziale. Egli riporta:
    “Dopo che ho mandato la prima palla fuori limite, ho successivamente mandato la seconda palla in rough. Mentre effettuavo uno swing di pratica, ho colpito un’atra palla che non avevo visto. In un primo momento il Rules Official ha detto che avevo giocato una palla sbagliata. Io non avevo intenzione di colpirla, ma sono andato avanti con la seconda palla pensando di aver poi concluso in sette colpi; il Rules Official successivamente mi ha riferito che era okay e che avevo segnato cinque per la buca in questione. ”

    Naturalmente, se un giocatore muove la propria palla in gioco con uno swing di pratica è un’altra storia. Egli incorre in un colpo di penalità e la palla deve essere ripiazzata (Regola 18-2a).

    Buon gioco!  🙂

     

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B. Rhodes con la sua gentile autorizzazione

  • CONCESSIONE DEL COLPO, DELLA BUCA O DELL’INCONTRO

    La concessione del colpo successivo di un giocatore si applica soltanto in match play. In stroke play, un putt non può essere concesso: non importa quanto corto esso sia, il giocatore deve imbucare ad ogni buca del giro convenzionale (Regola 3-2).

    Qui di seguito ci sono delle cose essenziali che bisogna sapere sulle concessioni in match play:

    • Un giocatore può concedere un match in qualunque momento prima dell’inizio o della conclusione di tale match.
    • Un giocatore può concedere una buca in qualunque momento prima dell’inizio o della conclusione di tale buca.
    • Un giocatore può concedere il colpo successivo al suo avversario in qualsiasi momento, purchè la palla dell’avversario sia ferma. Si considera che l’avversario abbia imbucato con il suo colpo successivo e la palla può essere rimossa da entrambe le parti.
    • Una concessione non può essere rifiutata o ritirata.

    L’ultimo punto è quello sul quale molti golfisti esprimono dei dubbi. Molti di noi hanno sperimentato la situazione in cui si concede il putt corto all’avversario e questi va avanti a giocare il putt comunque, spesso mancando la buca perchè non concentrato. Non importa. La concessione è stata fatta, quindi il risultato rimane.
    L’unico episodio in cui la concessione di una buca non è valida si ha quando il risultato della buca è stato già deciso, anche se i giocatori sono ignari dell’accaduto.
    Ad esempio, se il giocatore A concede la buca a B e si viene a scoprire che B aveva giocato una palla sbagliata durante il gioco della buca, tale buca era stata già persa prima che la concessione fosse fatta (Decisione 2-4/9).
    Siate estremamente attenti prima di concedere una buca ad un avversario, specialmente quando questi reclama di aver vinto la buca a causa di una Regola di cui voi eravate ignari. La Decisione 2-4/12 ne dà un ottimo esempio: in un match tra il giocatore A e B, il giocatore A putta fuori turno. B erroneamente reclama che A perda la buca per aver puttato fuori turno. Il giocatore A protesta, ma concede la buca. Sebbene non non ci fossero basi per reclamare la buca da parte di B, la concessione di A rimane perchè non può essere ritirata.
    Una volta che il match è stato deciso non può essere concesso. Così, se un giocatore vince un incontro e poi realizza che non avrà la possibilità di giocare il turno successivo, non può concedere il match all’avversario sconfitto. Il vincitore sarà  l’avversario del turno seguente che vincerà l’incontro per rinuncia (Decisione 2-4/19).
    Infine, siate consapevoli che le concessioni possono essere implicite; quindi alzare il marca-palla dell’avversario implica la concessione del suo colpo successivo; dire “andiamo al tee successivo”quando non avete trovato la vostra palla, vuol dire che avete concesso la buca; alzare la vostra palla e stringere la mano all’avversario implica la concessione dell’ incontro.

    Buon gioco!  🙂

     

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione

  • ACCORDO PER NON APPLICARE LE REGOLE AL WALKER CUP?

    Durante la giornata di apertura dell’evento che ha visto i giocatori americani “combattere” contro gli avversari della Gran Bretagna e Irlanda, si è verificato un insolito incidente sulle Regole:
    Jack Senior e Andy Sullivan (GB&I) hanno battuto Russell Henley e Kelly Kraft (USA) per 2 e 1.
    Tuttavia, dopo che l’incontro era stato deciso, si è realizzato che il fratello maggiore di Senior, che è un golfista professionista,  faceva da caddie al fratello, il che è un’infrazione alla storica Condizione di Gara della Walker Cup che vieta a golfisti professionisti di fare da caddie.
    Quando è stato annunciato che il risultato dell’incontro sarebbe rimasto come era stato giocato, molti cronisti hanno avuto l’impressione che gli Officials del R&A e del USGA non avessero pesato il fatto che avrebbe potuto esserci un’infrazione alla Regola 1-3, che prevede che i giocatori non devono accordarsi per non applicare le Regole o derogare da qualsiasi penalità in cui siano incorsi.
    Tuttavia, è chiaro che questo incidente non è stato una violazione della Regola 1-3.  Sebbene Jack Senior abbia  inconfutabilmente avuto come caddie un golfista professionista, nessuno dei giocatori coinvolti, nè i capitani di entrambe le squadre erano  a conoscenza che le Condizioni di Gara vietassero ai giocatori di avere come caddies golfisti professionisti fino a dopo la decisione dell’incontro.

    Questa parte della Decisione 1-3/1 chiarifica il ruling:

    Per non applicare una Regola, i giocatori devono essere consapevoli di farlo. (…) Se i giocatori erano ignari sulle Regole non c’è penalità.

    Dato che non è stato presentato alcun reclamo da parte degli americani durante l’incontro (in quanto erano ignari dell’infrazione fino a dopo la conclusione del match),  non vi era una base sulla quale lo stato dell’incontro avrebbe potuto essere modificato (Regola 2-5). Non c’è dubbio alcuno che il Comitato del Walker Cup  abbia deciso correttamente.

    Buon gioco!  🙂

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.

  • REGOLA 28: KELLY E LA PALLA SULL’ALBERO

     

    www.randa.org
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    La Decisione 27/15 del libro delle Decisioni sulle Regole del golf tratta una situazione nella quale un giocatore è sicuro che la sua palla si sia fermata su un albero, la possa vedere, ma non sia in grado di identificarla come propria. La Decisione stabilisce che la palla è persa e il giocatore deve procedere secondo la penalità di colpo e distanza.
    Un simile caso è accaduto al giocatore americano Jerry Kelly durante il terzo giro dell’Honda Classic, ma con un risvolto particolare: egli ha ricevuto un notevole aiuto dalla tecnologia, che in questi ultimi mesi, come si è visto in altri casi, ha aiutato non pochi giocatori a trarsi fuori da situazioni svantaggiose.
    Kelly sapeva che la sua palla era su una grossa palma, la vedeva, ma non era in grado di identificarla come propria; non era in grado, ad occhio nudo, di vedere il segno di identificazione (una linea verde) che aveva apportato su essa, nemmeno con l’aiuto di un potente binocolo.
    A questo punto viene suggerito al giocatore americano di dare uno sguardo ad una fotografia fatta da uno dei fotografi ufficiali dell’evento presenti sul campo. L’immagine della palla ingrandita sul video della macchina fotografica ha dato la possibilità a Kelly di vedere il segno di identificazione che essa aveva e di riconoscere che effettivamente quella era la propria palla.
    Persino a questo punto, il Rules Official presente sulla scena, ha sentito la necessità di chiedere una seconda opinione chiamando il Chief Referee.
    Kelly allora prende dalla sacca un’altra palla per mostrare agli Officials come avrebbe marcato la palla.
    Il Chief Referee, Slugger White, dopo essersi tolto gli occhiali e aver dato un’occhiata allo schermo della fotocamera, prende una lente di ingrandimento dimostrando la vastità di equipaggiamento che un Rules Official attento deve avere con sè.
    Sebbene i cinque minuti concessi per la ricerca fossero trascorsi, la palla, se provato che fosse quella di Kelly, era stata trovata nei cinque minuti e in questo caso, la Decisione 27/5.5 consente l’identificazione dopo che il periodo di cinque minuti è trascorso.
    Dopo molte discussioni, gli Officials concordano sul fatto che essi potevano vedere la linea verde fatta da Kelly sulla palla; di conseguenza, piuttosto che tornare indietro da dove aveva effettuato il colpo precedente, il giocatore americano ha potuto dichiarare la propria palla ingiocabile con la penalità di un colpo (Regola 28) e, adoperando il punto sul terreno immediatamente sotto a dove la palla giaceva sull’albero come punto di riferimento per ovviare all’interferenza, ha potuto droppare una palla entro la distanza di due bastoni da quel punto, non più vicino alla buca (Decisione 28/11).

    Punti essenziali sull’identificazione della palla:

    • Assicuratevi di aver messo un segno di identificazione sulla vostra palla.
    • Non è contrario alle Regole adoperare un dispositivo come un binocolo o una fotocamera per identificare una palla.
    • Se un giocatore identifica una palla che è su un albero come propria, non deve necessariamente recuperarla per procedere secondo la Regola della palla ingiocabile (Regola 28).
    • Se un giocatore è informato che la sua palla può essere stata trovata, non può rifiutare di identificare la palla se essa è ancora la palla in gioco.

    Buon gioco!  🙂