Categoria: RULES SCHOOL & NEWS

Notizie, rulings e casi particolari (Sveva Greco)

  • USO INSOLITO DELL’EQUIPAGGIAMENTO – REGOLA 14-3

    Non molto tempo fa leggevo di una circostanza che ha coinvolto un giocatore, forse americano,  il quale ha ricevuto un consiglio utile da parte del pro del circolo dove giocava. Il consiglio in questione lo avrebbe aiutato a mantenere la testa ferma durante il colpo, prima e dopo il momento d’impatto. Il giocatore avrebbe dovuto avvicinare il mento al proprio petto, prendere tra i denti la propria maglia e stringerla fino a che il colpo non sarebbe stato ultimato. La cosa ha avuto un esito talmente positivo che il giocatore entusiasta ha messo in pratica quanto suggeritogli nella successiva gara medal con risultati grandiosi. Tuttavia, il giocatore è stato meno entusiasta di apprendere che in seguito è stato squalificato dalla gara per uso insolito dell’equipaggiamento (Regola 14-3).

    Parte della Regola 14-3 stabilisce infatti:

    “… il giocatore non deve usare alcun dispositivo artificiale o equipaggiamento insolito… …. oppure usare qualsiasi equipaggiamento in modo insolito:

    1. che possa aiutarlo nell’eseguire un colpo o nel suo gioco; o
    2. allo scopo di valutare o misurare la distanza o le condizioni che potrebbero influire sul suo gioco; o
    3. che possa aiutarlo a impugnare il bastone, eccetto che:
      (i) si possono indossare guanti, purchè siano lisci;
      (ii) si può usare resina, polvere, agenti essiccanti e umidificanti; e
      (iii) si può avvolgere attorno all’impugnatura un asciugamano o un fazzoletto;

    Probabilmente l’avvenimento più severo di una penalità secondo questa Regola è accaduto lo scorso anno durante l’USGA  Women’s Senior Amateur Championship giocato a Honors Course in Chattanouga, Tennessee.
    Andrea Kraus, di Baltimora, Md stava giocando il suo primo Women’s Senior ed era dormie 7 dopo la buca 11 quando è stata squalificata. Il suo caddie aveva adoperato un filo attaccato all’attrezzo per riparare le zolle per determinare la direzione del vento….

    Alcuni esempi di equipaggiamento che non può essere adoperato durante un giro convenzionale sono:

    • Una bussola, che potrebbe essere adoperata per determinare la direzione del vento o la direzione della crescita dell’erba sui green o per altre simili ragioni ( Decisione 14-3/4). E’ per questa ragione che gli I-phones, che sono dotati dell’applicazione bussola che non può essere rimossa, non possono essere usati in gara come misuratori di distanza, anche se è in vigore la Regola Locale che consente l’uso di misuratori di distanza durante le competizioni. (Per ulteriori approfondimenti consultate il sito regolegolf.com al seguente link : http://www.regolegolf.com/cms/fileadmin/docs/rules/diagrammi/DMDFlowChart_0312_ita.pdf)
    • Un peso legato a uno spago (filo a piombo) usato come aiuto nel gioco – Decisione 13-4/11. Un putter adoperato come filo a piombo è tradizionalmente accettato e si applica l’Eccezione 2 alla Regola 14-3 ( vedi l’immagine sopra).
    • Una bottiglia quando adoperata per misurare la pendenza sui green – Decisione 14-3/12.5.
    • Uno scalda palla o uno scaldino per le mani usato di proposito per scaldare una palla durante il giro convenzionale – Decisione 14-3/13.5.
    • Un dispositivo per ascoltare musica o una trasmissione per mezzo di auricolari o meno, mentre si effettua un colpo o per un periodo prolungato di tempo durante un giro convenzionale- Decisione 14-3/17.

    Ci sono due importanti Eccezioni alla Regola 14-3 che possono essere compendiate nelle frasi. “per ragioni mediche” e “tradizionalmente accettato”:

    1. Un giocatore non infrange questa Regola se (a) l’equipaggiamento o dispositivo è progettato per o ha l’effetto di alleviare un’infermità, (b) il giocatore ha una legittima ragione medica per usare l’equipaggiamento o dispositivo e (c) il Comitato è convinto che il suo uso non dia al giocatore un vantaggio ingiustificato rispetto agli altri giocatori.
    2. Un giocatore non infrange questa Regola se usa l’equipaggiamento in un modo tradizionalmente accettato.

    Qui ci sono alcuni esempi nei quali si applica la seconda Eccezione:

    • Anche se un libretto che contiene informazioni sulla lunghezza e sulla topografia delle buche su un campo (stroke saver) è un dispositivo artificiale, il suo uso è  tradizionalmente accettato.
    • Un putter può essere adoperato come filo a piombo (vedi l’immagine sopra) per aiutare a determinare la pendenza sul green.
    • Anche se uno scaldino per le mani è un dispositivo artificiale, il suo uso finalizzato unicamente a scaldare le mani, è tradizionalmente accettato.
    • Un asciugamano o un fazzoletto possono essere avvolti attorno all’impugnatura di un bastone come aiuto per impugnarlo – Regola 14-3c.

    Quindi pensate due volte prima di adoperare qualsiasi tipo di equipaggiamento in un modo insolito; probabilmente non è consentito dalle Regole, a meno che non incontri le Eccezioni qui sopra esposte. Verificate e controllate sempre il libro delle Regole!  🙂

    Buon gioco! 😉

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes

  • PREPARATIVI E CONTROLLI DI ROUTINE PRIMA DEL GIRO

    In un recente articolo del mese di aprile abbiamo trattato la Regola 6-3 relativa all’orario di partenza. Oggi daremo uno sguardo ai controlli di routine da effettuare prima di un giro che consentiranno di evitare inutili penalità.

    Essere puntuali sul primo tee di partenza non solo vi fa evitare la possibilità di incorrere in penalità per ritardo alla partenza, ma offre del tempo prezioso per leggere le Regole Locali, per controllare e contare i vostri bastoni e mettere un segno di identificazione sulla vostra palla prima di iniziare il giro convenzionale.
    Poichè si sono verificati non pochi casi persino tra professionisti di alto profilo, questo è importante soprattutto riguardo al numero di bastoni trasportati in sacca.

    L’irlandese Michael Hoey è stato squalificato dall’Irish Open del 2009 per aver giocato con 15 bastoni in sacca. Il giocatore ha guardato nella sua sacca dopo aver giocato diverse buche durante il secondo giro di gara per scoprire che era oltre il limite concesso, ma poichè non aveva aggiunto nè sostituito bastoni se non durante il giro di pratica, ha realizzato che aveva 15 bastoni anche quando ha firmato lo score del primo giro.
    Di conseguenza, Hoey è stato squalificato secondo la Regola 6-6d per aver firmato uno score sbagliato non avendo incluso la penalità prevista dalla Regola 4-4a nel primo giro.

    Hoey non è stato il solo a soccombere in questa situazione.
    Probabilmente il caso più memorabile di infrazione alla Regola 4-4a è accaduto durante l’Open Championship del 2001 disputato al Royal Lytham & St. Annes:
    Ian Woosnam aveva appena iniziato il giro finale come co-leader del torneo imbucando un birdie alla prima buca par 3, un inizio perfetto per il suo ultimo giro.
    Tuttavia, sul tee della seconda buca, il suo caddie si accorge che Woosnam aveva 15 bastoni nella sacca. Oltre a un ovvio disappunto, Woosnam è incorso in due colpi di penalità segnando un bogey 4 alla prima buca al posto dell’ effettivo birdie 2.

    Un’altra procedura da effettuare sul primo tee di partenza è quella di assicurarvi che la vostra palla sia facilmente identificabile. Molti golfisti giocano con la stessa marca e numero di palla, dunque la responsabilità del giocare la palla giusta rimane al giocatore stesso. E’ bene, quindi, che ogni giocatore apporti un segno di identificazione sulla propria palla. Questa procedura non è obbligatoria, ma è fortemente raccomandata, in quanto se non riuscite a identificare la vostra palla essa è considerata persa (Regole 12-2 e 27-1).

    Jerry Kelly ha tratto beneficio da questo durante l’Honda Classic del 2011. Egli era sicuro che la propria palla giaceva su un albero. Se egli non avesse potuto identificare la propria palla, secondo la Decisione 27/15 essa sarebbe stata considerata persa e avrebbe dovuto procedere secondo colpo e distanza.

    Kelly poteva vedere una palla infossata nell’albero in alto, ma non poteva riconoscere la linea verde di identificazione a occhio nudo, così cerca di identificare la propria palla con l’aiuto di un binocolo, senza risultato. Uno spettatore gli suggerisce di dare un’occhiata a una fotografia scattata da uno dei fotografi ufficiali presenti sul campo ed è stato solo allora, con l’immagine ingrandita della palla sullo schermo, che il giocatore ha potuto riconoscere che quella effettivamente era la propria palla avendo visto il segno verde che aveva messo su di essa e che definitivamente l’identificava.
    Kelly quindi prende un’altra palla dalla sacca e mostra all’arbitro come avrebbe messo il segno di identificazione sulla palla. Alla fine si è deciso che in effetti quella sull’albero era la palla del giocatore e a quel punto Kelly ha potuto dichiarare la propria palla ingiocabile e, con la penalità di un colpo, droppare una palla entro la distanza di due bastoni dal punto sul terreno immediatamente sotto a dove si trovava la palla sull’albero. La Decisione 28/11 chiarisce questa procedura.

    E’ consigliabile anche leggere le Regole Locali sullo score, su qualsiasi bacheca o su un foglio fornito dallo starter prima di giocare. Le Regole Locali emanate dal Comitato secondo la Regola 33-8 riguardano le condizioni specifiche uniche per quel campo.
    Per esempio, l’area specificata nella quale piazzare la palla secondo la Regola Locale in relazione alle regole invernali può variare da campo a campo in quanto non esiste una ferrea regolamentazione su questo. E’ compito del Comitato determinare e chiarire questo nelle Regole Locali.

    Se Ryuji Imada avesse controllato le Regole Locali prima di giocare dalla prima area di partenza del Mission Hills Star Trophy in Cina nel 2010, avrebbe sicuramente evitato una penalità enorme. Imada era convinto che avrebbe potuto piazzare la palla entro la distanza di un bastone dal punto originario, ma le Regole Locali del torneo stabilivano che il piazzamento della palla avrebbe dovuto essere effettuato entro la distanza di uno score. Ad Imada sono stati assegnati 26 colpi di penalità, due colpi per ciascuna delle 13 volte che egli ha piazzato la propria palla oltre la distanza stabilita!  😀

    In conclusione, ecco i tre punti chiave prima di iniziare il vostro giro:

    • Leggete le Regole Locali in bacheca o sullo score.
    • Mettete un segno di identificazione sulla vostra palla: molti golfisti giocano con la stessa marca e numero di palla, quindi se non riuscite a identificare la vostra palla, essa è considerata persa.
    • Contate i vostri bastoni: vi è concesso un massimo di 14 bastoni.

    Buon gioco!  😉

     

     

     

    Immagini e testo tratti da randa.org

  • RIFERIMENTI INSOLITI DELLE REGOLE DEL GOLF

    Citello – un piccolo animale scavatore tipico del Nord America

    Non credo di essere la sola a essersi chiesta, leggendo le prime volte la definizione di animale scavatore, cosa fosse un citello. 😀
    Ci sono molti riferimenti nelle Regole del Golf e nelle Decisioni sulle Regole del Golf con i quali non siamo soliti avere a che fare, ma come sappiamo, possono far parte di circostanze nelle quali, almeno una volta, ci possiamo imbattere. Qui di seguito, quindi, alcune di esse:

     

    Citello e Salamandra

    Parte della Definizione di Animale Scavatore:
    un “Animale Scavatore” è un animale (diverso da un verme, insetto o simile) che fa una buca per abitarvi o ripararsi, quali un coniglio, una talpa, una marmotta, un citello o una salamandra.

    Gambero di fiume

    Decisione 25-1b/18:
    D. Quando un gambero di fiume scava una buca, esso crea un mucchio di fango di considerevoli dimensioni. Se tale mucchio di fango interferisce con lo stance o con lo swing del giocatore, può il giocatore ovviare all’interferenza secondo la Regola 25-1b?

    R. Sì, purchè la palla del giocatore non si trovi in un ostacolo d’acqua – vedi primo paragrafo della Regola 25-1b. Un gambero di fiume è un animale scavatore.

    Pera in parte mangiata

    Decisione 23/3:
    D. Una pera mangiata in parte giace direttamente davanti a una palla in un bunker e non c’è un pero nelle vicinanze del bunker. In tali circostanze, la pera è un’ostruzione piuttosto che un impedimento sciolto, nel qual caso il giocatore può rimuoverla senza penalità?

    R. No. La pera è un oggetto naturale. Quando è staccata dall’albero essa è un impedimento sciolto. Il fatto che la pera sia mangiata a metà e che non ci sia un pero nelle vicinanze non cambia lo status della pera.

    Edera Velenosa

    Decisione 1-4/11:
    D. Secondo la Dercisione 1-4/10, una palla che giace vicino a un serpente a sonagli vivo o a un nido d’api è una “situazione pericolosa” e dovrebbe essere garantito il poter ovviare all’interferenza secondo equità.
    Se la palla di un giocatore si ferma dentro o vicino a un’area di piante come edere velenose, cactus o ortiche irritanti, si può procedere come nella Decisione 1-4/10?

    R. No. Il giocatore deve giocare la palla come si trova oppure, se applicabile, procedere secondo la Regola 26 (ostacolo d’acqua) o la Regola 28 (palla ingiocabile).
    La Decisione 1-4/10 prende in considerazione una situazione normalmente non riscontrabile su un campo da golf. Sgradite posizioni della palla si verificano di frequente e devono essere accettate dai giocatori.

    Saliva

    Decisione 25/6:
    D. Qual è lo status della saliva?

    R. Secondo Equità (Regola 1-4), la saliva può essere considerata come una condizione anormale del terreno (Regola 25-1) oppure un impedimento sciolto (Regola 23-1), a scelta del giocatore.

    Filo a Piombo

    Decisione 14-3/11:
    D. Un filo a piombo, ad es. un peso legato a uno spago, è un dispositivo artificiale nel senso della Regola 14-3?

    R. Sì. Se un giocatore usa un simile dispositivo per farsi aiutare nel gioco è in infrazione alla Regola 14-3.

    Automobile Parcheggiata

    Decisione 24/8:
    D. La palla di un giocatore si trova sotto un’automobile parcheggiata. Qual è la procedura?

    R. Se l’automobile è prontamente movibile, dovrebbe essere considerata come un’ostruzione movibile e mossa – vedi Regola 24-1.
    Se l’automobile non è prontamente movibile, dovrebbe essere considerata come un’ostruzione inamovibile e il giocatore ha diritto a ovviare all’interferenza secondo la Regola 24-2b.

    Detto questo, buon gioco!  😉

     

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B. Rhodes con la sua gentile autorizzazione

  • IN ORARIO SUL TEE DI PARTENZA! – REGOLA 6-3a

    All’inizio del secondo giro del Tournament of Champions disputato in gennaio a Kapalua, Hawaii, Rory Sabbatini è arrivato sul tee di partenza in ritardo di 20 secondi rispetto al suo orario di inizio ed è incorso in due colpi di penalità per il suo errore.

    Il caddie di Sabbatini si è assunto la responsabilità dell’accaduto in quanto il suo orologio era indietro di quattro minuti rispetto all’orario ufficiale e nessuno di loro si è reso conto che l’orario di partenza era arrivato e trascorso.
    Dal 1 gennaio 2012 la Regola 6-3a stabilisce che se un giocatore arriva nel punto da dove deve partire, pronto per giocare entro cinque minuti dopo il suo orario di partenza, la penalità per non essere partito in tempo in stroke play è di due colpi alla prima buca. Altrimenti, la penalità per infrazione a questa Regola è la squalifica.

    Malgrado ciò, se il Comitato determina che circostanze eccezionali hanno impedito a un giocatore di partire in tempo, non c’è penalità.

    Questa nuova modifica alla Regola 6-3a ha eliminato il requisito per il Comitato organizzatore di avere una condizione di gara che possa consentire una proroga all’orario di partenza. Prima del 2012, senza questa condizione di gara il giocatore sarebbe stato automaticamente squalificato per non essere partito in tempo.

    Sabbatini era ben entro i cinque minuti dopo il suo orario di partenza, ma se egli fosse andato oltre gli stessi, quali circostanze avrebbero giustificato una deroga dalla penalità?
    L’Eccezione alla Regola 6-3a stabilisce che le circostanze devono essere eccezionali ed è essenzialmente compito del Comitato determinare cosa è eccezionale.

    Il giocatore ha la responsabilità di accertarsi di avere tempo sufficiente per raggiungere il campo e pertanto deve prendere in considerazione qualsiasi ritardo. Pertanto, se un giocatore si perde sulla strada per giungere al campo oppure un intenso traffico gli crea ritardo, queste non sono considerate circostanze eccezionali che possono garantire una deroga dalla penalità o nel caso in cui il giocatore è in ritardo superiore ai cinque minuti, dalla squalifica.

    Ma se un giocatore arriva in ritardo sul tee di partenza per aver assistito in un’emergenza oppure per essere stato coinvolto in un incidente, il Comitato sarebbe giustificato nel determinare che queste sono circostanze eccezionali. La Decisione 6-3a/1.5 chiarisce questo.

    Sabbatini non è il solo ad aver compiuto questo errore.
    Nel 2011 Dustin Johnson è stato penalizzato di due colpi all’inizio del suo primo giro al Riviera Country Club per ritardo alla partenza. Johnson stava facendo riscaldamento in campo pratica quando un arbitro del PGA Tour è corso da lui ad avvertirlo che stava per mancare il suo orario di partenza delle 7.32. Johnson si è precipitato sul primo tee di partenza dal campo pratica, ma nonostante il suo sprint non è riuscito a evitare la penalità di due colpi per non essere stato presente sul tee di partenza in orario.

    “Non guardo l’orologio” ha detto Johnson, ” lascio questo compito al mio caddie”. Tuttavia, in questa circostanza, il suo caddie aveva confuso l’orario di partenza del giocatore con quello che egli aveva avuto per la pro-am il giorno precedente, cioè le 8.12.

    Anche Bradley Dredge è incorso in due colpi di penalità per essere arrivato sul tee di partenza con un ritardo di meno di un minuto al Czech Open. Nello stesso giorno anche a Philip Price è capitata la stessa cosa. Tuttavia, Price non era in grado di giocare sebbene arrivato sul tee di partenza con due minuti di ritardo in quanto il gruppo davanti stava aspettando in fairway di avere un ruling. La Decisione 6-3a/4  precisa che se un gruppo non è in grado di partire all’orario originariamente stabilito dal Comitato e il giocatore arriva prima che il gruppo possa effettivamente giocare, il giocatore non è in infrazione alla Regola 6-3. Pertanto Price non è stato penalizzato. A quel tempo molti credevano che Price avrebbe dovuto essere penalizzato come Dredge per essere arrivato in ritardo rispetto al proprio orario di partenza. Tuttavia non sarebbe appropriato penalizzare un giocatore che può essere in ritardo per l’orario di partenza, ma che poi non può iniziare il gioco immediatamente a causa di altri motivi. Price fu fornunato in quell’occasione nella quale il ritardo degli altri giocatori lo ha salvato dalla penalità di due colpi.

    Essere tempestivi sul primo tee di partenza non solo fa evitare costose penalità, ma dà la possibilità al giocatore di effettuare un controllo al proprio equipaggiamento prima di cominciare il giro.

    Punti Essenziali per Iniziare:

    • Controllate il vostro orario di partenza in anticipo.
    • Arrivate sul tee di partenza almeno 5 minuti prima del vostro orario di partenza.
    • Siate pronti a giocare quando giunge il tempo previsto.
    • Partite in orario! Non cominciate prima o dopo il vostro orario previsto. Questo vi aiuterà con la velocità di gioco.

     

    Buon gioco! 😉

     

    Immagini e testo tratti da www.randa.org

  • ADDRESSARSI SULLA PALLA – CHIARIMENTO DEL R&A E USGA

    Nell’articolo del gennaio scorso abbiamo presentato la nuova modifica alla Definizione di Addressarsi sulla Palla entrata in vigore il 1 gennaio unitamente ai nuovi emendamenti del nuovo quadriennio 2012-2015. Proprio in quel blog si esprimeva un dubbio concernente la nuova definizione di Addressarsi sulla Palla relativo all’avverbio “immediatamente” che ha coinvolto un gran numero di giocatori e comitati nel mondo. La questione sorta era: quanto distante dalla palla deve essere il bastone per essere immediatamente dietro o immediatamente davanti come menzionato dalla nuova definizione?

    Bene, il chiarimento da parte del R&A e dell’USGA non ha tardato ad arrivare. Lo pubblichiamo qui di seguito:

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    Sicuramente tale precisazione ha reso la questione più semplice e chiara. Che ne pensate?

    Buon gioco!  😉

     

     

    Immagine tratta da www.barryrhodes.com

  • SITUAZIONE PERICOLOSA: BRIAN GAY E UN ALLIGATORE AL RBC HERITAGE

    Una cosa è avere a che fare con un colpo difficile, un’altra è fronteggiare una situazione insolita e pericolosa. Durante il primo giro del RBC Heritage all’Harbour Town Links in South Carolina, il giocatore americano Brian Gay gioca il terzo colpo alla buca 15 e la sua palla si ferma prima del green vicino all’ostacolo d’acqua a ridosso del green stesso. Gay trova la sua palla mezza sepolta nel fango e studia come effettuare il suo quarto colpo quando improvvisamente un alligatore di due metri e mezzo spunta fuori dall’ostacolo d’acqua deciso a gironzolare nei pressi della palla del giocatore americano. Il caddie di Gay, Kip Henley, prende in mano coraggiosamente la situazione e allontana l’alligatore con un rastrello facendo in modo che esso ritorni nuovamente nell’ostacolo d’acqua.

    Una situazione pericolosa come questa accaduta a Brian Gay è insolita, ma può sempre accadere; quindi, come comportarsi secondo le Regole quando ci si trova di fronte a una circostanza del genere e non abbiamo un caddie come Kip Henley che ci risolve il problema?  😀

    La Decisione 1-4/10 tratta proprio questo genere di casi, ecco quanto essa stabilisce:

    D. La palla di un giocatore si ferma in una posizione pericolosa per il giocatore, per esempio vicino a un serpente a sonagli o a un nido di api. In Equità (Regola 1-4), il giocatore ha qualche possibilità oltre al giocare la palla come si trova o, se applicabile, procedere secondo la Regola 26 o 28?

    R. Sì. E’ irragionevole aspettarsi che il giocatore giochi da una posizione così pericolosa e non è equo che il giocatore debba subire un colpo di penalità secondo la Regola 26 (Ostacolo d’Acqua) o la Regola 28 (Palla Ingiocabile).
    Se la palla giaceva sul percorso, il giocatore può, senza penalità, droppare una palla entro la distanza di un bastone, che non sia più vicino alla buca, dal punto più vicino, non più vicino alla buca, che non sia pericoloso e che non si trovi in un ostacolo o su un putting green.
    Se la palla giaceva in un ostacolo, il giocatore può droppare una palla, senza penalità, entro la distanza di un bastone che non sia più vicino alla buca, dal punto più vicino, non più vicino alla buca, che non sia pericoloso. Se possibile, la palla deve essere droppata nello stesso ostacolo e, se non fosse possibile, in un ostacolo simile vicino, ma in entrambi i casi non più vicino alla buca. Se per il giocatore non fosse possibile droppare la palla in un ostacolo, egli potrà dropparla, con la penalità di un colpo, fuori dall’ostacolo, mantenendo il punto dove la palla originaria giaceva tra la buca e il punto dove viene droppata la palla.
    Se la palla si trovava su un putting green, il giocatore può, senza penalità, piazzare una palla nel punto più vicino, non più vicino alla buca, che non sia pericoloso e che non sia in un ostacolo.
    Se l’interferenza con qualsiasi altra cosa che non sia la situazione pericolosa rende il colpo chiaramente impraticabile oppure se la situazione pericolosa si venisse a creare adoperando uno stance, uno swing o una direzione di gioco anormali senza che sia necessario, il giocatore non potrà ovviare all’interferenza come sopra descritto, ma non gli è precluso il procedere secondo la Regola 26 oppure la Regola 28, se applicabili.

    Buon gioco!  🙂

    Immagini di Getty Images e UN/Arturo Ubaub

  • PRENDERE LO STANCE IN MODO CORRETTO – REGOLA 13-2

    Sono sicura che  la maggior parte di noi si è trovata almeno una volta a fronteggiare una situazione nella quale la nostra palla giaceva in un’area di fitto sottobosco oppure sotto i rami bassi di un albero o di un cespuglio. La Regola 13-2 stabilisce, tra l’altro, che non si deve migliorare l’area del movimento che si intende effettuare muovendo, piegando o rompendo qualsiasi cosa vegetante o fissa, ma non c’è penalità se accade questo nel “prendere lo stance in modo corretto”. Ma che significa dunque “prendere lo stance in modo corretto”?

    Nel “prendere lo stance in modo corretto” il giocatore deve fare questo nel modo meno intrusivo possibile, il che ha come conseguenza il fatto che non sia migliorato il lie della palla, lo stance o il movimento che si intende effettuare o la linea di gioco. La Decisione 13-2/1 fornisce una dettagliata spiegazione su come interpretare l’aggettivo “corretto”; ecco quanto essa stabilisce:

    D. La Regola 13-2 afferma che un giocatore non dovrà migliorare la posizione o il lie della sua palla, l’area dello stance che intende prendere o del movimento che intende effettuare o la sua linea di gioco o una ragionevole estensione di detta linea oltre la buca muovendo, piegando o rompendo qualsiasi oggetto vegetante o fisso (incluso ostruzioni inamovibili e oggetti che definiscono il fuori limite).  Un’eccezione permette al giocatore di fare questo nel prendere lo stance in modo corretto.
    Qual è il significato di “corretto”?

    R. Senza “corretto” l’eccezione permetterebbe di migliorare la posizione o il lie della palla, l’area dello stance che si intende prendere o del movimento che si intende effettuare o la linea di gioco, con tutto ciò che potrebbe essere definito con “prendere uno stance”. L’uso della parola “corretto” è volto a limitare il giocatore a ciò che è ragionevolmente necessario per prendere lo stance per il colpo che intende fare senza migliorare ingiustificatamente la posizione della palla, il suo lie, l’area dello stance che intende prendere o del movimento che intende effettuare o la linea di gioco. Quindi, nel prendere lo stance per il colpo che intende fare, il giocatore dovrebbe scegliere il modo meno intrusivo che porta al minimo miglioramento della posizione o  lie della palla, dell’area dello stance che intende prendere, dell’area del movimento che intende effettuare o la linea di gioco. Il giocatore non ha diritto ad avere un normale stance o un normale movimento. Egli deve adattarsi alla situazione in cui la palla è trovata e prendere uno stance tanto normale a quanto permesso dalla situazione. Ciò che è corretto deve essere stabilito alla luce di tutte le circostanze.

    Esempi di azioni che equivalgono a “prendere lo stance in modo corretto” sono:

    • indietreggiare in un ramo o un giovane albero se questo è l’unico modo per prendere lo stance per il colpo scelto, anche se questo fa muovere il ramo o fa piegare o spezzare l’alberello.
    • piegare un ramo di un albero con le mani al fine di mettersi sotto l’albero per giocare una palla.

    Esempi di azioni che non equivalgono a “prendere lo stance in modo corretto” sono :

    • intenzionalmente muovere, piegare o spezzare rami con le mani, con un piede o con il corpo per impedire che questi interferiscano con il backswing o con il colpo.
    • stare su un ramo per impedire che questo interferisca con il backswing o con il colpo.
    • curvare/agganciare un ramo su un altro o intrecciare insieme l’erba.
    • piegare con una mano un ramo che copre visualmente la palla dopo aver preso lo stance.
    • piegare un ramo che interferisce con le mani, una gamba o il corpo nel prendere lo stance quando lo stance avrebbe potuto essere preso senza piegare il ramo.

    Detto questo, come sempre buon gioco!  😉

     

     

    Tratto dal blog di B.Rhodes con la sua gentile autorizzazione

     

     

     

     

     

  • LE REGOLE CHE RIGUARDANO I DISPOSITIVI PER LA MISURAZIONE DELLA DISTANZA (DMD)

    Dai giorni in cui la scelta del bastone veniva fatta a occhio siamo passati attraverso i libretti con le mappe e i metraggi delle buche, i segnali di cortesia per la distanza ai lati dei fairways e le indicazioni delle distanze sulle piastre degli irrigatori fino al punto dove i dispositivi elettronici per la misurazione della distanza sono diventati abbastanza comuni nel mondo.

    Nel novembre 2009 il R&A e l’USGA hanno pubblicato un comunicato congiunto sui dispositivi elettronici, incluso quelli per la misurazione della distanza per chiarire come si applicano le Regole in relazione a tali strumenti. Alcune delle domande che sono pervenute al R&A riguardo ai dispositivi per la misurazione della distanza e le relative risposte sono dettagliate qui di seguito:

    Posso adoperare un dispositivo per la misurazione della distanza durante una gara?
    L’uso di dispositivi per la misurazione della distanza durante un giro convenzionale resta contrario alle Regole del Golf – la penalità è la squalifica secondo la Regola 14-3 ( Dispositivi Artificiali, Equipaggiamento Insolito e Uso Insolito dell’Equipaggiamento). Tuttavia, dal gennaio 2006, un Comitato può consentire l’uso di tali dispositivi attraverso una Regola Locale.

    Che tipo di dispositivi per la misurazione della distanza sono consentiti dalla Regola Locale?
    GPS, laser, l’importante è che il dispositivo misuri unicamente la distanza. L’uso di un dispositivo che misura la distanza progettato per ottenere o misurare altre condizioni che possono influenzare il gioco di un giocatore, come la pendenza, la velocità del vento o la temperatura non è consentito, indipendentemente dal fatto che tale funzione aggiuntiva sia adoperata o meno o che sia disabilitata.

    Qui in basso pubblichiamo uno schema che sarà di aiuto ai giocatori e ai Comitati nella comprensione di tale Regola.

    Che dire dei dispositivi multi funzionali come un cellulare che ha installata l’applicazione della misurazione della distanza?
    Sul campo, soggetto ai regolamenti di qualunque circolo o campo, un dispositivo multi funzionale può essere adoperato per telefonare, per mandare messaggi o email, purchè il fine non sia un’infrazione alle Regole, ad es. non si chieda consiglio.

    Quando un’applicazione che misura la distanza è scaricata nel dispositivo, tale applicazione deve essere limitata all’ottenimento unico della distanza al fine di essere conformi alla Regola Locale. Se vi sono altre funzioni o applicazioni nel telefono che permettono di ottenere o misurare altre condizioni che potrebbero influenzare il gioco del giocatore, come la misura della temperatura, la bussola o l’anemometro, questo renderebbe il dispositivo non conforme indipendentemente dal fatto che queste funzioni o applicazioni siano adoperate o meno.

    Lo schema pubblicato in basso tratta  anche l’uso di dispositivi multi funzionali e dovrebbe essere di aiuto nel determinare se un determinato dispositivo sia consentito o meno.

    Cosa dovrebbe enunciare la Regola Locale che consente l’uso di dispositivi per la misuarzione della distanza?
    L’enunciazione della Regola Locale raccomandata (Appendice 1, Parte B, 9) si legge come segue:

    “(Specificare di volta in volta, es. in questa gara o in questo campo ecc.) un giocatore può ottenere informazioni sulle distanze utilizzando un dispositivo che misuri unicamente la distanza. Se durante un giro convenzionale un giocatore utilizza un dispositivo per misurare le distanze che è stato progettato per valutare o misurare altre condizioni che possono influenzare il suo gioco ( es. variazioni di pendenza, velocità del vento, temperatura, ecc.), il giocatore infrange la Regola 14-3 per la quale è prevista la penalità di squalifica, indipendentemente dal fatto che tale funzioni aggiuntive vengano utilizzate”.

    Perchè non consentire semplicemente l’uso di dispositivi per la misurazione della  distanza senza quindi aver bisogno di usufruire di una Regola Locale?
    La comparsa di dispositivi per la misurazione della distanza e il loro uso in gioco divide opinioni a molti livelli. Molti golfisti sono fan di questi strumenti in quanto  si sentono quasi al livello dei professionisti del tour che hanno i loro caddies che forniscono loro informazioni sulla distanza, mentre altri discuteranno sul fatto che non c’è posto per quel tipo di tecnologia nel golf.
    Pertanto era e resta appropriato consentire ai singoli circoli e ai Comitati decidere cosa sia giusto per loro, per le proprie gare e per i propri giocatori.

    Se in un determinato Circolo è in vigore la Regola Locale che consente l’uso di dispositivi per la misurazione della distanza e un ente esterno, la federazione nazionale di golf, per esempio, gestisce un evento in quel luogo, significa che i dispositivi per la misurazione della distanza sono automaticamente consentiti per tale manifestazione nazionale?
    No. E’ responsabilità della federazione nazionale di golf stabilire le proprie Regole Locali per quella manifestazione. Tali Regole Locali prendono il posto di quelle che il Circolo ha su base giornaliera.

    Il R&A consente l’uso di dispositivi per la misurazione della distanza in eventi come l’Open Championship o l’Amateur Championship?
    No. Ultimamente però dipende da ciascun Comitato decidere se si vuole consentire l’uso di tali strumenti per il gioco nel proprio campo o in determinate gare. In mancanza di tale Regola Locale l’uso di tali dispositivi è contrario alle Regole del Golf, pertanto controllate sempre le Regole Locali!

    Se è in vigore la Regola Locale per l’uso di dispositivi per la misurazione della distanza, i giocatori possono condividere tale dispositivo?
    Sì, anche se è importante che i giocatori che condividono tali dispositivi non ritardino ingiustificatamente il gioco.

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    Buon gioco! 😉

     

     

    Tratto da www.randa.org

  • REGOLA 19-1: LEE WESTWOOD E UN INSOLITO EPISODIO

    Lee-Westwood
    Durante la semifinale dell’Accenture Match Play che Lee Westwood disputava contro Rory McIlroy, è accaduto un episodio non comune contemplato dalla Regola 19-1.
    Il giocatore inglese aveva effettuato il tee shot alla buca 13 par 5 mandando la palla a sinistra del fairway nel mezzo di una folla di spettatori.
    La sua palla però rimbalza una volta e si ferma…all’interno della maglia di una spettatrice!
    Fortunatamente la spettatrice non si è fatta male in alcun modo, anzi sorridente mostra a Westwood il posto dove la sua palla era terminata, all’interno della sua maglietta gialla per poi recuperare la palla e restituirla al giocatore inglese.
    A questo punto Westwood ha poi droppato la palla nel punto dove si trovava la spettatrice quando la sua palla le si è fermata addosso.
    Qui di seguito alcuni punti importanti da ricordare se vi dovesse accadere una cosa simile:

    • Uno spettatore è un agente estraneo.
    • Il punto di riferimento è dove la palla si è fermata per prima all’interno o sopra l’agente estraneo ( in questo caso, il punto di riferimento non sarebbe cambiato nemmeno se la spettatrice avesse proseguito per 250 metri verso la buca con la palla all’interno della maglietta, come richiesto scherzosamente dal caddie del giocatore inglese!)
    • Ad esclusione del putting green, la palla deve essere droppata e non piazzata (Nick Faldo ha erroneamente agito in questo modo diversi anni fa intraprendendo uno scontro imbarazzante  con un intimorito ma inflessibile arbitro svedese).
    • Se una palla è deviata o fermata da un agente estraneo dopo un colpo giocato dal putting green, la procedura è differente.

    Ecco l’enunciazione della relativa Regola 19-1:

    Se la palla di un giocatore in movimento è accidentalmente deviata o fermata da qualsiasi agente estraneo, è una deviazione accidentale, non c’è penalità e la palla deve essere giocata come si trova, eccetto che:
    a. Se la palla di un giocatore, in movimento dopo un colpo giocato da fuori del putting green, viene a fermarsi dentro o sopra qualsiasi agente estraneo vivente o in movimento, la palla deve essere, sul percorso o in un ostacolo droppata o sul putting green piazzata, il più vicino possibile al punto direttamente sotto al posto dove la palla venne a fermarsi dentro o sopra l’agente estraneo, ma non più vicino alla buca e
    b. Se la palla di un giocatore, in movimento dopo un colpo giocato dal putting green, è deviata o fermata da o viene a fermarsi dentro o sopra qualsiasi agente estraneo vivente o in movimento, eccetto un verme, un insetto o simili, il colpo è annullato. La palla deve essere ripiazzata e il colpo rigiocato.
    Se la palla non è immediatamente recuperabile può essere sostituita con un’altra palla.

    Buon gioco!  😉

     

  • LE DIFFERENZE NELLE REGOLE DEL MATCH PLAY (2)

    Eccoci alla seconda parte delle differenze nelle Regole del match play che mostrano un quadro più completo quando lette insieme all’articolo precedente:

    • In qualsiasi giornata di una gara match play, un giocatore può praticare sul campo di gara prima di un giro – Regola 7-1.
    • Se giocate un colpo e la vostra palla colpisce il vostro avversario, il suo caddie o il suo equipaggiamento,  non c’è penalità e potete scegliere, prima che sia effettuato un colpo da una delle parti, di annullare il colpo fatto e di giocare una palla dal punto in cui è stato giocato il colpo precedente oppure giocare la palla come si trova.
      Questo può non essere fair, soprattutto se il vostro colpo era uno shank che ha colpito l’equipaggiamento del vostro avversario fermandosi lì vicino, ma è la Regola, quindi può essere di vantaggio nel caso si scelga di rigiocare in una situazione come questa.
    • In modo simile, se giocate fuori dall’area di partenza, non c’è penalità, ma il vostro avversario può immediatamente richiedere di annullare il colpo e farvi rigiocare dall’interno dell’area oppure di non dire nulla.
    • Un’altra insolita situazione di cui non tutti i giocatori sono al corrente: se la palla di un giocatore  per effetto di un colpo dal putting green colpisce un’altra palla ferma in green, non c’è penalità sia che si tratti della parte del giocatore o dell’avversario – Regola 19-5. La palla ferma mossa va ripiazzata.
    • Non si richiede di compilare uno score in match play: ciascuna buca è vinta da una parte o dall’altra o può essere pareggiata e il vincitore è colui che vince più buche. Ad esempio, se un giocatore è 3 buche in vantaggio rispetto all’avversario e ci sono due buche restanti del giro convenzionale da giocare, allora l’incontro è concluso con il risultato di  3/2.
    • In stroke play i giocatori non possono sospendere il gioco per brutto tempo, a meno che considerino il gioco pericoloso per fulmini. Se lo fanno, il Comitato può essere giustificato nell’imporre una penalità di squalifica. Non è così in match play, dove i giocatori non sono soggetti a squalifica se  sospendono il gioco di comune accordo, a meno che nel far ciò la gara non sia ritardata.
    • Se l’incontro è sospeso di comune accordo, ad es. per oscurità o  minaccia di fulmini, deve essere ripreso da dove è stato interrotto; i giocatori non devono iniziare il giro daccapo.
    • Diversamente dallo stroke play dove si ha l’obbligo di riportare ai compagni di gioco qualsiasi infrazione alle Regole in cui ci si imbatte, nel match play un giocatore può sorvolare su un’infrazione dell’avversario oppure non tenerne conto. Questo perchè tale situazione influenza solo l’incontro che si ha con l’avversario o la sua parte e non è coinvolto alcun altro giocatore.
    • Se un giocatore incorre in una penalità che l’avversario non ha notato, deve informare l’avversario il più presto possibile. Se il giocatore manca di farlo prima che l’avversario effettui il suo colpo successivo, perde la buca – Regola 9-2b. Questa penalità si applica anche se il giocatore dà un’informazione sbagliata riguardo ai colpi fatti durante il gioco di una buca  e non corregge l’errore prima che l’avversario giochi il suo colpo successivo. Stessa cosa vale se un giocatore dà informazione sbagliata sul numero di colpi effettuati dopo aver concluso una buca e questo influenza la conoscenza dell’avversario del risultato della buca, sempre che non corregga l’errore prima che qualsiasi giocatore  giochi dall’area di partenza successiva o nel caso dell’ultima buca del giro, che tutti i giocatori lascino il green.

    Infine, i giocatori che competono l’uno contro l’altro in un match sono avversari, mentre in stroke play un compagno di gioco è colui con il quale un concorrente gioca un giro convenzionale. Nessuno è partner dell’altro.

    Buon gioco!  😉

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes, con la sua gentile autorizzazione.