Categoria: RULES SCHOOL & NEWS

Notizie, rulings e casi particolari (Sveva Greco)

  • NIENTE BUNKERS PER L’ULTIMO MAJOR DEL 2012 A KIAWAH ISLAND

    Vi ricordate che per il PGA Championship del 2010 a Whistling Straights era stato messo un avviso negli spogliatoi che chiariva che tutte le aree del campo progettate e realizzate come aree di sabbia avrebbero dovuto essere considerate bunkers? Ce n’erano 1200!
    In completa  antitesi con quanto stabilito nel 2010, la PGA americana ha stabilito che per il PGA Championship all’ Ocean Course, Kiawah Island, tutte le aree di sabbia avrebbero dovuto essere considerate “percorso”. In altri termini, ciò significa che non vi erano bunkers a Kiawah Island per l’ultimo torneo major dell’anno.
    Quindi i giocatori avrebbero potuto appoggiare il bastone sulla sabbia, rimuovere impedimenti sciolti e persino effettuare swing di pratica in oltre 200 aree di sabbia che agli occhi di tutti apparivano bunkers. D’altro canto, i giocatori avrebbero dovuto prestare attenzione a non scavare con i piedi nella sabbia per creare uno stance più solido, in quanto ciò è consentito in un bunker, ma risulta essere un miglioramento del proprio stance infrazione alla Regola 13-2 ovunque sul percorso.
    Nel commentare la decisione di giocare tutte le aree di sabbia come percorso, Kerry Haigh, PGA managing director del torneo, ha dichiarato: ” Questo è esattamente lo stesso modo in cui è stata giocata la Ryder Cup nel 1991 e altri due major disputati all’Ocean Course. Ritengo che sia la maniera migliore e più giusta di giocare: questo è un campo unico che può garantire una cosa come questa.”

    Come per quanto stabilito a Whistling Straights, i giocatori e i caddies erano costantemente informati sulla Regola Locale per mezzo di avvisi affissi negli spogliatoi il cui titolo era: Avviso per i concorrenti: niente bunkers.

    Il nord irlandese Michael Hoey era a conoscenza quasi sicuramente della Regola Locale. Ciononostante è stato squalificato dopo aver giocato un buon secondo giro (70) che gli avrebbe consentito di passare il taglio e lo avrebbe portato a 8 colpi dal leader.
    Alla buca 8 Hoey trova la sua palla infossata in un’area sabbiosa. Secondo la Regola 12-1a, il giocatore poteva rimuovere sabbia intorno alla palla e alzare la palla per identificarla come propria, cosa che egli ha fatto. Tuttavia le Regole stabiliscono che persino se la palla non è mossa nel processo di identificazione, il giocatore deve ricreare il lie che essa aveva prima che la sabbia fosse mossa. La Regola 12-1a stabilisce:

    ” Ovunque sul campo, se si ritiene che la palla del giocatore sia coperta da sabbia al punto da non poterla trovare o identificare, il giocatore può, senza penalità, toccare o muovere la sabbia per trovare o identificare la palla. Se la palla è trovata e identificata come propria, il giocatore deve ricreare il lie il meglio possibile rimettendo a posto la sabbia. Se la palla è mossa nel toccare o nel muovere la sabbia nel corso della ricerca o dell’identificazione della palla, non c’è penalità; la palla deve essere ripiazzata e il lie ricreato. Nel ricreare il lie secondo questa Regola, al giocatore è consentito lasciare visibile una piccola parte della palla.”

    Poichè Michael Hoey non ha ricreato il lie originario della palla, ha infranto la Regola 12-1a ed è incorso in due colpi di penalità, ma non ha realizzato l’accaduto se non dopo che aveva firmato e consegnato lo score. Egli stesso ha ricostruito quanto successo e ha riportato successivamente i fatti al Comitato.
    La PGA americana non aveva altra scelta che squalificarlo secondo la Regola 6-6d per aver firmato e consegnato uno score avente un punteggio inferiore a quello effettivamente realizzato per non aver incluso i due colpi di penalità secondo la Regola 12-1a nei quali era incorso.

    Nel ricordarvi che è responsabilità del giocatore conoscere le Regole,
    vi auguro buon gioco! 😉

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B. Rhodes

  • OVVIARE ALL’INTERFERENZA: PENALITA’ O NO?

    Qualche volta i golfisti sono confusi sul come possono ovviare all’interferenza, se con penalità o meno. Qui di seguito trovate una lista non esaustiva di esempi di quando si può ovviare all’interferenza senza penalità, di quando non è possibile ovviare senza penalità e di quando si può ovviare senza penalità solo quando vi è una Regola Locale in vigore:

    Si può ovviare senza penalità:

    • Da ostruzioni inamovibili sul campo. Le ostruzioni sono inamovibili quando non possono essere mosse senza irragionevole sforzo, senza ritardare ingiustificatamente il gioco e senza causare danni. Sono incluse le superfici e i lati artificiali di strade e sentieri e qualsiasi costruzione che il Comitato non ha dichiarato essere parte integrante del campo. Fanno eccezione tutti gli oggetti che definiscono un fuori limite, quali muri, recinzioni, paletti e cancellate e qualsiasi parte di un oggetto artificiale e inamovibile che si trovi fuori limite.
      Non si può ovviare all’interferenza con un’ostruzione inamovibile se la palla si trova in un ostacolo d’acqua o un ostacolo d’acqua laterale ( Regola 24-2).
    • Da qualunque delle seguenti condizioni anormali del terreno (Regola 25-1):
    • acqua occasionale
    • terreno in riparazione
    • una buca, terreno espulso o traccia di galleria sul campo fatti da un animale scavatore, un rettile o un uccello.
    • Quando la vostra palla è infossata nel proprio pitch-mark in un’area accuratamente rasata del percorso Regola 25-2).
    • Da una buca fatta da un green keeper, la quale si qualifica come terreno in riparazione (Decisione 25/14 e Definizione di Terreno in Riparazione).
    • Da qualunque materiale accatastato per la rimozione anche se non marcato come terreno in riparazione (Definizione di Terreno in riparazione).
    • Da una situazione che potrebbe essere pericolosa per il giocatore, quale un serpente a sonagli vivo o un nido di api (Decisione 1-4/10).
    • Dalla saliva, la quale può essere considerata condizione anormale del terreno o impedimento sciolto a scelta del giocatore (Decisione 25/6).

    Non si può ovviare senza penalità:

    • Da ostruzioni inamovibili se la vostra palla giace in un ostacolo d’acqua o in un ostacolo d’acqua laterale (Regola 24-2).
    • Da oggetti che definiscono il fuori limite, quali muri, recinzioni, paletti e cancellate (definizione di Fuori Limite).
    • Dalla terra cedevole, molle che non è acqua occasionale, a meno che l’acqua sia visibile prima o dopo che il giocatore abbia preso lo stance (Decisione 25/1).
    • Dalle crepe nel terreno o dai segni dei pneumatici, i quali non sono Terreno in Riparazione, a meno che dichiarati tali dal Comitato (Decisione 25/12).
    • Da impronte fatte da un animale scavatore, da un rettile o da un uccello
      (Decisione 25/19.5), le quali sono considerate irregolarità della superficie.
    • Da un brutto lie, come ad esempio quando la palla si ferma vicino a edere velenose, a cactus o a ortiche irritanti (Decisione 1-4/11).
    • Da erba tagliata o altro materiale abbandonato sul campo per il quale non è prevista la rimozione (Definizione di Terreno in Riparazione).

    Regola Locale che può consentire di ovviare senza penalità:

    • Da alberi con tutore (notate che anche se non è in vigore la Regola Locale relativa agli alberi con tutore, è consentito ovviare all’interferenza con il tutore stesso, il quale è ostruzione inamovibile).
    • Da ostruzioni inamovibili, ad esempio gli irrigatori, posizionati vicino ai green.
    • Quando la palla è infossata nel proprio pitch mark ovunque sul percorso.

     

    buon gioco! 😉

     

     

    Immagine e testo tratti dal blog di B.Rhodes.

  • I NOVE VALORI BASILARI INERENTI AL GIOCO DEL GOLF

    Per voi kids e non solo… qui di seguito ci sono nove valori che sono basilari per il gioco del golf affinchè possiate giocare nel rispetto di tutti, di voi stessi, in gara o durante una partita amichevole. 🙂

    GDE Errore: Impossibile caricare il profilo richiesto.

    Allego il link del file che può essere eventualmente stampato e conservato. Che ne dite?

    Buon gioco! 😉

  • DISPUTE SUL RISULTATO DELLA GARA

    Chi gioca regolarmente gare di circolo stroke play sa che di tanto in tanto possono sorgere dei problemi che influenzano i risultati, persino quando questi sono stati già annunciati. Ad esempio uno di questi problemi può essere dovuto a un errore di un componente del Comitato che ha lasciato lo score del vincitore nella scatola dove si riconsegnano gli scores oppure ad altri errori di diversa natura.
    I Comitati necessitano di conoscere le circostanze nelle quali essi possono o non possono imporre o annullare una penalità una volta che i vincitori di una gara sono stati determinati.
    Parte della Regola 34-1 stabilisce:
    ” Nelle gare stroke play, non si deve annullare, modificare o imporre una penalità dopo che la gara è stata chiusa. Una competizione è chiusa quando il risultato è stato proclamato ufficialmente (…) “

    Così, se i vincitori sono stati annunciati, ad es. i risultati sono stati esposti in bacheca o dopo che è avvenuta la premiazione della gara si scopre che un vincitore può aver giocato inconsapevolmente una buca da un’area di partenza sbagliata, allora il risultato rimane.
    Tuttavia, ci sono alcune importanti eccezioni a questo principio: nella situazione descritta qui sopra, se il giocatore fosse al corrente di aver giocato da un’area di partenza sbagliata, ma nonostante ciò continua il gioco della buca, registra un risultato per quella buca, termina il giro, firma e riconsegna lo score, allora deve essere squalificato una volta che l’infrazione viene scoperta.
    Qui di seguito le Eccezioni alla Regola 34-1b:

    ” Una penalità di squalifica deve essere imposta dopo che una gara è chiusa se un concorrente:

    • ha infranto la Regola 1-3 (Accordarsi per Non Applicare le Regole); o
    • ha consegnato uno score sul quale egli aveva riportato un handicap che, prima che la gara fosse chiusa, egli sapeva essere più alto di quello a cui aveva diritto e ciò modificava il numero dei colpi ricevuti (Regola 6-2b); o
    • a una buca qualsiasi ha segnato un punteggio inferiore a quello effettivamente ottenuto (Regola 6-6d) per qualsivoglia ragione che non fosse quella di non aver tenuto conto di una penalità in cui ignorava di essere incorso, prima che la gara fosse chiusa; o
    • sapeva, prima che la gara fosse chiusa, di aver infranto una qualsiasi altra Regola per la quale la penalità prescritta fosse la squalifica.

    Se un Comitato fa un errore nel determinare i vincitori di una gara, allora deve correggerlo. La Decisione 34-1b/6 stabilisce:

    D. In una gara stroke play, il premio del vincitore viene assegnato a B. Il giorno dopo A informa il Comitato che egli ha conseguito un punteggio inferiore a quello di B. Un controllo rivela che A ha ragione e che, per sbaglio, il Comitato non ha registrato il punteggio di A. Cosa si deve fare?

    R. La Regola 34-1b non si applica agli errori del Comitato di questo tipo. Il premio deve essere ritirato da B e dato ad A, il vero vincitore.

    buon gioco! 😉

     

     

     

    tratto dal blog di B.Rhodes

  • RULES INCIDENTS AL ROYAL LYTHAM & ST. ANNES NEL CORSO DEGLI ANNI

    In previsione dell’Open Championship che si disputerà la prossima settimana (dal 19 al 22 luglio) al Royal Lytham & St. Annes, qui di seguito ci sono alcuni casi sulle regole che hanno coinvolto giocatori di storica fama durante le varie edizioni dell’Open Championship disputate per l’appunto al Royal Lytham & St. Annes negli ultimi quarantanni. Vediamo quali:

    Gary Player – 1974

    Sulla strada per la sua terza vittoria all’Open Championship, Gary Player gioca il secondo colpo alla buca 18 del giro finale e la sua palla termina vicino al muro della clubhouse. Poichè tale muro definiva il fuori limite, non era ostruzione, quindi Player non ha diritto a ovviare senza penalità. Una possibilità che egli ha è quella di dichiarare la sua palla ingiocabile secondo la Regola 28 e di droppare la palla entro la distanza di due bastoni, non più vicino alla buca dal punto dove giaceva la propria palla. Tuttavia, questa opzione avrebbe comportato un colpo di penalità, quindi Player decide di giocare la palla come si trova. Egli riesce a stabilire un buon contatto con la palla giocando un colpo da mancino con il dorso del suo putter. Secondo le Regole ( Regola 14-1), infatti, un giocatore può adoperare qualsiasi parte della testa del bastone (faccia, punta, tacco, dorso) per colpire la palla, purchè questa sia colpita in modo corretto.
    Player ha avuto la fortuna di avere un putter con entrambi i lati piatti. L’Appendice II-4d stabilisce infatti che: ” la testa del bastone deve avere soltanto una faccia per colpire, eccetto che un putter può averne due se hanno le stesse caratteristiche e sono una dalla parte opposta dell’altra”.
    Gary Player quindi riesce a vincere L’Open Championship con quattro colpi di vantaggio su Peter Oosterhuis.

    Severiano Ballesteros – 1979

    Anche Severiano Ballesteros ha avuto un Rules incident mentre era in corsa per la vittoria all’Open Championship del 1979.
    Alla buca 16 il suo tee shot termina vicino ad alcune auto parcheggiate.
    Le auto normalmente sono ostruzioni: se sono a disposizione le chiavi per spostarle esse sono ostruzioni movibili, altrimenti sono considerate ostruzioni inamovibili e si applica la Regola 24-2 (Decisione 24/8).
    Dato che i proprietari delle auto in sosta non erano reperibili per muoverle, il referee avvisa Ballesteros che era in vigore una particolare Regola Locale che considerava le auto parcheggiate come ostruzioni temporanee inamovibili. Ballesteros quindi può ovviare all’interferenza non solo per il lie della palla, lo stance o l’area del movimento che intende effettuare, ma anche con linea di vista (line of sight) dalle auto parcheggiate.  Adesso l’area è stata modificata con delle dune e il parcheggio è stato spostato.
    Interessante il modo in cui egli droppa la palla: prima del 1984 il modo di droppare era differente, cioè si lasciava cadere la palla dietro la spalla 😉
    Ora un giocatore deve stare in posizione eretta, tenere in mano la palla all’altezza delle spalle e alla distanza del braccio e lasciarla cadere ( Regola 20-2a).

    Davis Love III – 2001

    David Love III si trova in una situazione simile a quella di Gary Player quando il suo secondo colpo alla buca 18 termina vicino al muro della clubhouse.
    Di nuovo, tale muro non è considerato ostruzione e di conseguenza Love non ha diritto a ovviare all’interferenza senza penalità.
    Come ha fatto Gary Player nel 1974, Davis Love decide di giocare la palla come si trova, sebbene a differenza di Player egli abbia la possibilità di giocare un colpo da destro.
    Love quindi gioca il colpo e imbuca il putt segnando uno score di 67 per il giro, ma che non gli consente di entrare tra i primi 20 in classifica a causa di un brutto giro nel terzo giorno di gara.

    Ian Woosnam- 2001

    Avendo iniziato come co-leader, Ian Woosnam quasi imbuca il tee shot alla prima buca dell’ultimo giro al Royal Lytham & St. Annes per poi scoprire, sul tee della buca successiva, di avere 15 bastoni nella sacca. Secondo la Regola 4-4a ha dovuto dichiarare un bastone fuori gioco e ha dovuto aggiungere due colpi di penalità al suo score modificando il suo birdie 2 di apertura a un bogey 4.
    Ian Woosnam è arrivato alla fine terzo a pari merito a quattro colpi dal vincitore David Duval.

    Chissà se capiteranno altre situazioni particolari la prossima settimana durante l’Open Championship al Royal Lytham & St. Annes… staremo a vedere!

    Intanto buon gioco! 😉

     

    Tratto da Randa.com

  • SUPPORTARE LA PALLA

    L’azione di supportare la palla è cambiata nel corso degli anni. Qui di seguito cliccando sull’immagine si aprirà il documento del R&A tradotto in italiano relativo ai tees conformi e a quelli non conformi secondo l’Appendice IV -1 del Libro delle Regole del Golf. In alternativa è possibile visionare lo stesso documento al seguente link (copia/incolla) su regolegolf.com: http://www.regolegolf.com/cms/index.php?id=16.

    Buon gioco! 😉

  • REGOLA 33-7 -GRAVE INFRAZIONE ALL’ETICHETTA – SQUALIFICA DI LARA AL BMW INTERNATIONAL OPEN

    Quello che è accaduto durante il BMW International Open a Gut Larchenhof, Colonia, Germania, è un avvenimento increscioso che non dovrebbe mai accadere, a maggior ragione in un evento del Tour.

    Il vincitore di due tornei dell’ European Tour, Jose Manuel Lara, è stato squalificato dalla gara per grave infrazione all’Etichetta poichè il suo caddie ha tentato di nascondere in un cespuglio un bastone in eccesso del giocatore durante il gioco della seconda buca.
    Il caddie argentino del giocatore spagnolo ha dovuto faticare per arrivare in tempo sul tee di partenza, in quanto imbottigliato nel traffico sulla strada per raggiungere il campo. Arrivato proprio qualche minuto in anticipo, nella fretta, non ha controllato il numero dei bastoni nella sacca di Lara. Solo dopo che i giocatori avevano effettuato il colpo dalla partenza della seconda buca, egli si è accorto che stava trasportando 15 bastoni.
    La Regola 4-4a limita i giocatori a un massimo di quattordici bastoni durante il giro convenzionale; la penalità per infrazione alla Regola senza tener conto del numero di bastoni trasportati in eccesso è di due colpi per ogni buca nella quale è stata commessa l’infrazione; massima penalità per giro, quattro colpi, due colpi a ciascuna della prime due buche nelle quali è stata commessa l’infrazione.

    Solitamente è riconosciuto che è normalmente compito del caddie assicurarsi che la sacca che trasporta contenga un numero di bastoni non superiore a quattordici al momento di giungere sul primo tee di partenza pronto a iniziare il giro.
    Questa è una procedura di routine per i caddies, in quanto i giocatori praticano con un numero considerevole di bastoni extra prima di iniziare il loro giro.
    Si presume che quando il caddie ha realizzato che stava trasportando un numero di bastoni superiore a quello consentito fosse troppo imbarazzato per riferirlo a Lara. Allora, come testimoniato anche dai compagni di gioco dello spagnolo, l’irlandese Mc Grane e lo svedese Hedblom, ha tentato di nascondere il bastone in eccesso in un fitto cespuglio. Subito gli è stato chiesto il motivo per il quale fosse entrato nel cespuglio con la sacca di Lara, in quanto era palese che qualcosa di strano stava accadendo; sembra che il caddie del giocatore spagnolo abbia ammesso immediatamente di aver lasciato all’interno del cespuglio il bastone eccedente (infatti lo si poteva vedere abbandonato al suo interno), rammaricandosi di aver fatto una simile azione. Viene quindi chiesto un ruling per il trasporto di un numero di bastoni superiore a quattordici e Lara è incorso in quattro colpi di penalità secondo la Regola 4-4a.

    Tuttavia, ascoltato l’accaduto e avendolo discusso con i colleghi dell’European Tour, John Paramor, chief referee del torneo, ha giudicato l’episodio come una grave infrazione all’Etichetta e ha squalificato Lara secondo la Regola 33-7.
    Quando interrogato, il giocatore spagnolo ha detto che aveva pensato che il proprio caddie fosse entrato nel cespuglio per una funzione corporale, mai immaginando le sue intenzioni. La versione di Lara è stata accettata, quindi.
    Tuttavia, sebbene egli fosse ignaro delle azioni del suo caddie, le Regole parlano chiaro: il giocatore è responsabile delle azioni del proprio caddie come stabilisce la Regola 6-1:

    “Il giocatore e il suo caddie sono responsabili della conoscenza delle Regole. Durante un giro convenzionale, per qualsiasi infrazione a una Regola da parte del suo caddie, il giocatore incorre nella penalità applicabile”.

    Qui di seguito trovate il link (copia/incolla) per guardare l’intervista a John Paramor inserendo la vostra members username e password di regolegolf.com: http://www.regolegolf.com/members/vid/LaraJoseManuel_DQClubBush_BMWGermany12_rdg.html
    Paramor tra l’altro commenta:” Meno male che non abbiamo casi frequenti di questo genere. Abbiamo intervistato il giocatore e siamo pienamente convinti che egli non fosse al corrente di quello che stava accadendo. Era palese che il caddie stava facendo quello che sentiva al momento e di sicuro era la cosa sbagliata. Gli è stato chiesto gentilmente di non tornare ed è stato così che la questione si è risolta”.

    Controllate sempre il numero dei bastoni che avete in sacca! 😉

    Buon gioco! 🙂

  • I COMITATI NON POSSONO CAMBIARE LE REGOLE

    Prendo spunto da una recente discussione sul forum di regolegolf nella quale si chiedeva se un Comitato possa eludere le Regole e consentire l’uso in gara di misuratori che, oltre la distanza, possono fornire altro genere di misurazioni, quali le pendenze, velocità del vento, bussola e quant’altro ( ad es. l’iphone o altri smartphone con le medesime applicazioni).

    La definizione di Comitato nel libro delle Regole del Golf è la seguente:

    Il Comitato è l’autorità incaricata di dirigere la gara o, se la questione non sorge durante una gara, è l’autorità responsabile del campo.

    La Regola 33, quindi, descrive le varie responsabilità del Comitato ordinate secondo otto intestazioni:

    • Condizioni; Derogare da una Regola
    • Il Campo
    • Orari di partenza e Gruppi
    • Tabella dei colpi di handicap
    • Score Card
    • Decisione dei Casi di Parità
    • Penalità di Squalifica; Discrezionalità del Comitato
    • Regole Locali

    Queste responsabilità sono gravose e, in numerosi circoli, il Comitato è costituito da volontari che non ricevono alcun compenso per il loro lavoro.
    Tuttavia tali responsabilità sono limitate, in quanto un Comitato NON ha alcun potere di ignorare o modificare una Regola di Golf senza l’autorizzazione del R&A o del USGA.

    Nel tempo si sono apprese situazioni nelle quali dei Comitati troppo zelanti hanno squalificato giocatori perchè non si erano attenuti alle condizioni che avevano imposto, spesso con la buona intenzione di rendere più facile il compito degli scorer responsabili di verificare la correttezza degli score consegnati.
    Qui di seguito alcuni esempi esplicativi di quanto detto:

    • Il Comitato richiede che i partner di una gara four ball Stableford debbano apportare le loro iniziali in cima alle colonne A e B dello score dove si segnano i punteggi lordi effettuati e squalifica una coppia per non averlo fatto.
    • Il Comitato richiede che le modifiche apportate sullo score debbano essere siglate, altrimenti tale score non potrà essere accettato.
    • Il Comitato ha introdotto una condizione di gara secondo la quale i partecipanti a tale gara dovranno immettere i loro risultati in un computer, pena la squalifica per non averlo fatto.
    • Il Comitato squalifica un giocatore per aver consegnato uno score diverso da quello che gli era stato dato prima di cominciare il giro.

    Ci sono varie Decisioni sulla Regola 6-6a e 6-6b che chiariscono che un Comitato non può squalificare i giocatori per le circostanze sopra descritte, in quanto essi non hanno infranto alcuna Regola del Golf. Ma non finisce necessariamente qui. La risposta nella Decisione 6-6b/8 stabilisce tra l’altro:

    … Tuttavia, mentre non è permesso penalizzare un giocatore secondo le Regole del Golf per non aver immesso il punteggio in un computer, un Comitato può, per facilitare la gestione di una gara, emanare un “Regolamento di Circolo” con questo scopo e prevedere azioni disciplinari (ad es. divieto di partecipare alla/e gara/e successiva/e) in caso di violazione a questo regolamento.

    Così, sebbene i giocatori che non si attengono ai “regolamenti del circolo” introdotti dal Comitato per facilitare la gestione delle gare non possono essere penalizzati o squalificati, essi potranno essere soggetti ad altre sanzioni disciplinari che potrebbero essere anche più severe.

    Buon gioco!  😉

     

     

     

     

  • UN COLPO DI PENALITA’ PER GIOCO LENTO A ROSS FISHER

    Durante il giro finale del Wales Open giocato al Celtic Manor Resort domenica 3 giugno, è accaduto un episodio che non si vedeva sul tour da ben diciassette anni.
    Dopo tanto tempo, infatti, è stato assegnato un colpo di penalità per gioco lento.
    L’ultimo caso in cui si è verificata una circostanza simile è stato nel 1995, protagonista l’americano Glen Day durante l’Honda Classic del PGA Tour.
    Ross Fisher e il suo gruppo che includeva il futuro vincitore del torneo Thongchai Jaidee e l’olandese Joost Luiten era l’ultimo team a partire del giro finale. Già dalla buca 6 i giocatori avevano cominciato a essere seguiti dal chief referee John Paramor che tentava di spingerli a recuperare il terreno che avevano perso dalla squadra che li precedeva.
    Cinque buche dopo, Ross Fisher ha ricevuto un bad time da John Paramor per aver impiegato 57 secondi a effettuare il colpo essendo il secondo a giocare, ben oltre i 40 previsti dalla condizione di gara unitamente a qualche secondo in più concesso per il cattivo tempo, come asserito dal chief referee successivamente. Alla buca 14, poi, Fisher ha impiegato 55 secondi per effettuare il putt per il birdie, che gli è costato un ulteriore bad time e il colpo di penalità previsto.
    Fisher, che ovviamente non è stato affatto contento dell’ulteriore bad time assegnatogli sul tee della buca 15, non è insolito al gioco lento: in più occasioni è stato visto parlare con il caddie e consultare a lungo il suo yardage book quando era il suo turno di gioco. Inoltre nelle giornate precedenti, in particolar modo il venerdì, il giocatore inglese era già stato messo “sotto cronometro” da John Paramor. Fisher aveva impiegato 67 secondi per effettuare un colpo e nei seguenti sette colpi aveva sommato 44 secondi in eccesso, ma in quell’occasione il chief referee è stato benevolo.
    Fisher a parte, è bene che anche il PGA Tour agisca sulla questione e affronti alcuni dei suoi protagonisti principali come Kevin Na, Ben Crane, Keegan Bradley, Jason Day, Jonathan Byrd e Webb Simpson!

    In questa occasione John Paramor a quanto pare ha voluto lasciare proprio un segno significativo per il bene del Tour e del gioco del golf a tutti i livelli.

    Non dimenticate di giocare con un buon passo! 😉

  • ZACH JOHNSON PENALIZZATO DOPO L’ULTIMO PUTT ALLA 18

    Una comune infrazione alle Regole del Golf è quella di non ripiazzare la palla dove si trovava sul putting green dopo averla marcata lateralmente a una o più teste di bastone per richiesta del compagno di gioco che deve effettuare il putt sulla stessa linea.
    Tuttavia, questo non capita di sovente quando si sta per giocare l’ultimo putt alla 18 dell’ultimo giorno di un torneo e chi lo sta per effettuare è il leader del torneo stesso!
    Questo è quanto accaduto a Zach Johnson domenica 27 maggio al Crowne Plaza Invitational a Colonial, Forth Worth, Texas.
    Il giocatore americano arriva sul primo tee con tre colpi di vantaggio dal secondo, Jason Dufner. Alla buca 18, comunque, si vede che i suoi pensieri erano probabilmente rivolti altrove, in quanto Johnson inizia la buca effettuando il drive di partenza fuori turno sottraendo inavvertitamente l’onore al suo compagno di gioco Dufner. Fortunatamente il giocare fuori turno in stroke play non comporta penalità, a condizione che i giocatori non si siano accordati con lo scopo di avvantaggiare uno di essi (Regola 10-2c).
    Johnson quindi manda la palla nel bunker a ridosso del green con il secondo colpo e successivamente dal bunker il suo colpo seguente fa arrivare la palla a due metri e mezzo dalla buca.
    A questo punto, Dufner, la cui palla era proprio sulla stessa linea di Johnson, chiede a questi di spostare il marca palla di lato, cosa che Johnson fa.
    Dufner quindi gioca il putt mancando la buca, quindi chiude la 18 dando ormai al suo compagno di gioco/leader un vantaggio di tre colpi.
    Johnson avrebbe dovuto essere più rilassato ormai, data la situazione, tuttavia sovra pensiero oppure per non so cosa, gioca il putt da dove aveva marcato la palla su richiesta di Dufner.
    Egli quindi, proprio perchè non ha ripiazzato la palla nel suo punto originario, ha giocato da un posto sbagliato fortunatamente imbucando il putt per evitare il play off essendo incorso in due colpi di penalità per infrazione alla Regola 20-7c.
    La Decisione 20-7c/1 chiarisce quanto accaduto:

    D. In stroke play, un concorrente nel ripiazzare la sua palla sul putting green, mette sbadatamente la palla in un posto sbagliato lì vicino e imbuca. L’errore viene poi scoperto e il concorrente mette la sua palla nel posto giusto e termina la buca.
    Qual è la Decisione?

    R. Il punteggio che conta è quello conseguito con la palla giocata dal posto sbagliato e il concorrente deve aggiungere due colpi di penalità a quel punteggio ( Regola 16-1b o 20-3a e 20-7c).
    Il concorrente non incorre in alcuna penalità per aver giocato il putt dal posto giusto dopo aver imbucato da un posto sbagliato.

    Notate che non si deve tornare indietro a rigiocare dal posto originario, in questo caso. Il risultato conseguito dal posto sbagliato conta aggiungendo due colpi di penalità.

    Zach Johnson ha festeggiato la vittoria con il suo caddie Damon Green che stava minuziosamente rastrellando il bunker nel momento in cui Johnson aveva marcato lateralmente la palla; erano entrambi beatamente ignari dell’infrazione.
    Pare che potrebbe essere stato un reporter di CBS che era presente sul campo ad aver avvertito un Rules Offiical dell’accaduto, il quale ha avvisato il caddie di Johnson che poi ha riportato la cosa al giocatore.
    Johnson ha immediatamente realizzato che in effetti aveva giocato dal posto sbagliato e ha dovuto pensare due volte prima di rendersi conto che aveva vinto il torneo nonostante la penalità evitando quindi di affrontare il play off.
    Egli quindi ha segnato 6 doppio bogey alla 18, terminando 12 sotto il par a un colpo dal secondo Jason Dufner. Intervistato successivamente, Johnson ha detto: ” Ci sono tanti aggettivi con i quali mi potrei appellare in questo momento, ma penso che il più adeguato sia fortunato!”  🙂

    Nel ricordarvi di rimettere sempre a posto la vostra palla quando la marcate lateralmente sul green, vi auguro buon gioco! 😉

     

     

     

    Tratto dal blog di B.Rhodes con la sua gentile autorizzazione.